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Ritratti di pilota: Gianfranco Guareschi, dove osano le aquile

(articolo di Bianca Lombardi)


Gianfranco Guareschi detto “IL GUARO”, pseudonimo di guzzista appassionato livello MAX, lo troverete probabilmente a smontare qualche ricambio di un Falcone nella sua officina. Già, tra catini e cassette, attrezzi e pezzi storici, enduro e Guzzi, appare lui con le sue basette e i modi simpatici, con il suo grembiule rosso para grasso e schizzi (quanto vorrei averne anch’io uno così) e mani da meccanico, di quelle che ne hanno viste di moto…

Un bel giorno il nostro pilota decide di sfidare ogni legge della fisica, ogni clamore, ogni epoca, ogni avventura, ogni sogno: riportare una Moto Guzzi in pista e candidarla alla vittoria. Un progetto non facile, mancano soldi, pezzi, organizzazione… e soprattutto l’appoggio della casa madre, quasi sempre inesistente. Ma la passione è grande e non si può reprimere. Il cuore batte forte per una Guzzi # 88 che presto debutterà in pista fianco a fianco alle potenti ducatone, proprio quelle con il potere di infiammare l’animo di ogni centauro ad ogni apertura decisa del gas.  

Inizia la stagione 2005, poche gare e un bel motore ancora da sviluppare. La voglia di vincere è tanta e accompagnata dall’ idea di dimostrare a tutti quanto sia importante, bella e affascinante una Moto Guzzi; la moto con la quale si è cresciuti, si è giocato, dormito, mangiato e perfino sognato di essere almeno per una volta Omobono Tenni, Guido Mendasti oppure Stanley Woods al TT del 1935. E allora perché non far rivivere quell’ epoca in cui la Moto Guzzi era davvero la regina della corse? La più tecnologia, la più forte, la più titolata, la più gloriosa, la più ammirata, la più desiderata. Intanto l’inverno passa veloce tra un’aggiustatina e l’altra alla MGS-01 pronta di nuovo per la pista dove quest’anno correrà un’intera stagione.

Il giornale titola: Gianfranco Guareschi e la Moto Guzzi si impongono a Daytona. Grande il Guaro! Ha vinto oltre oceano, accompagnato da suo cugino e da un amico meccanico con tanta, tanta voglia di vittoria.

Misano ’06, prima tappa: vittoria. Mugello’06, seconda tappa: vittoria. L’MGS-01 è ritornata in Italia e questa volta ad ammirarla ci sono anch’io. Finalmente incontro Guaro. Non vi posso descrivere quanta fu la mia contentezza in quell’ istante. Un vero pilota, un vero intenditore, un vero meccanico, una persona garbata ed educata alla quale brillavano gli occhi se gli parlavi di moto, soprattutto Moto Guzzi. E fu così che mi raccontò un pezzo della sua vita passata tra i paddock e le corse, non dimenticando di sottolineare l’importanza della passione per potersi affermare nell’astioso mondo del motociclismo. Capii, mentre parlava, quanto lui ricordasse, rivedesse in me il ragazzino che sogna, che si addormenta la sera col suo pilota davanti agli occhi, sperando un giorno di poter essere davvero come lui. Fu gentilissimo, tanto che mi invitò su a Parma per vedere le moto, i pezzi, le attrezzature… purtroppo per eventi indipendenti dal mio volere, non sono mai riuscita a raggiungerlo. Il suo saluto in pit-line mi fece emozionare un casino: come potevo io semplice appassionata essere stata salutata da lui?

Incredibile. La stagione passa in fretta, ricca di vittorie e di successi, e alla fine è lui ad aggiudicarsi il titolo di campione italiano. Da Lucca parte una cartolina con incise le migliori congratulazioni. Le mie. A marzo si ritorna a Daytona e si rivince ancora, battendo anche Valter Bartolini e la “Millona”. Ricomincia il campionato italiano e si rivince anche lì. La folla è in delirio, sempre più appassionati tifano lui e la sua Moto Guzzi che nel frattempo ha cambiato livrea, ma non la fame di vittoria, come sempre, mettendo in riga ogni avversario. Vedere Guaro è un’emozione per chiunque. Un pilota che senza mezzi ha riportato la Moto Guzzi a rivivere lo splendore ormai relegato agli albi d’oro di un tempo. Un po’ come se Tenni, Ghersi e Prini fossero tornati in vita, fossero di nuovo in moto con lui, accompagnandolo ad ogni piega, ogni sorpasso, ogni vittoria.

Al via della stagione 2008 del campionato italiano Supertwins, il posto di Gianfranco Guareschi è vuoto. Sarà stato difficile, per lui, sussurrare alla sua moto ciò che era accaduto, i tanti perché, e l’impossibilità di tornare in pista per conquistare allori e bissare successi. Nel frattempo Guaro si è dilettato in altri campionati con altre marche, però la sua Guzzi è sempre rimasta lì, vicino tanto al suo cuore quanto al banco degli attrezzi. Ma forse non tutto è ancora perduto: il Guaro potrebbe tornare, ancora più forte, a cavallo della sua amata Guzzi, per vincere di nuovo come gli dissi io quella volta al Mugello: “Guaro, tieniti in forma, che fra dieci anni ti farò la Guzzi da sbk. Più smilza di questa, però!” Lui mi rispose con tanto di intusiasmo: “Firmo subito!

Questo è solo un piccolo omaggio al grande artigiano-meccanico-pilota che ha saputo far rivivere l’icona e il mito della Moto Guzzi ai giorni nostri.  A Guaro, una penna d’aquila, nella speranza che torni presto a volare…


1 Comment

  1. Emiliano79

    2010/05/04 at 10:40 AM

    Davvero un bel pezzo… GRANDE GUARESCHI e grande la MGS-01, una superbike con le ali nel vero senso della parola 😈

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