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Itinerario Moto Lazio: da Roma alla scoperta dei misteriosi Mostri di Bomarzo


(articolo di Larth)

Settembre, mese splendido da vivere in sella. Metti la voglia matta di visitare il Parco dei Mostri a Bomarzo, e metti pure la voglia di percorrere belle strade in moto; aggiungi poi che la visita turistica è più appetibile, talvolta, con qualche piccolo cenno: Bomarzo, bel paesino arroccato sul tufo, celebre in tutto il mondo per la “Villa delle Meraviglie”, fu residenza di Pierfrancesco Orsini  che fece costruire mostruose statue in pietra in un parco – si dice – per commemorare la perdita della moglie Giulia Farnese. Un intrico misterioso di statue gigantesche, labirinti e suggestioni unico nel suo genere.

L’itinerario  parte da Osteria Nuova, frazione del Comune di Roma sulla via Braccianese. Il primo tratto lo percorriamo lungo la strada che conduce alla Cassia attraversando l’Agro Romano a nord della capitale e in un baleno siamo a Vejano dove ci godiamo una  breve sosta. Una ventina di minuti a parlare del futuro di Rossi, Biaggi & co. davanti ad un cappuccino ed un tè.

Poi le cose cominciano a prendere una “mezza piega”, si lascia la Cassia e percorriamo il tratto che porta verso la Riserva Naturale del lago di Vico. Un bella strada costellata di castagni e noccioli che aspettano di essere spogliati tra qualche settimana, col nastro d’asfalto che si attorciglia fino a lambire le sponde del lago.

Appena la si incontra, in perpendicolo, ci si infila sulla via Cimina e la “brutta  piega” ha il sopravvento. Asfalto nuovo, con piccole ma sensibili variazioni di altimetria, che ci porta sulla cima dell’ex vulcano nel cui cratere si è formato il lago di Vico; l’aria si fa più frizzante e la luce del Sole non riesce a penetrare nella fitta boscaglia che avvolge tutta la strada. Tante curve, davvero divertenti. Arriviamo all’incrocio dove il cartello indica Soriano nel Cimino e proseguiamo costeggiando il Monte Cimino (1063 mt/slm) tra faggi, castagni e abeti. Facciamo sosta nella piazza di Soriano dove si staglia, alto ed imponente, il castello che fu anche prigione fino al 1997, e dove furono rinchiusi Ali Agca e Riina. Visitabile.
Giusto il tempo di annusare l’aria e ripartiamo sparati verso Bomarzo dove i mostri ci attendono, come se fossimo pervasi da un richiamo soprannaturale nonostante sia la prima volta che attraversiamo questi luoghi in motocicletta.

Arrivati al Parco ci accoglie un bel parcheggio ampio dove ci liberiamo dell’armatura da centauro. Il Parco dei Mostri dell’Orsini è un’espressione fantastica dell’ingegno umano. Progettato dall’architetto Pirro Ligorio (colui che portò a termine i lavori alla basilica di San Pietro alla morte di Michelangelo), pervade di irriverenza il viaggio onirico che il visitatore è letteralmente costretto ad intraprendere. Tra i mostri di pietra ci sembra di dimenticare la natura, lasciandoci andare a curiose “malefatte” quasi fossimo mostri tra i mostri. Dopo aver visitato il parco (ci vogliono un paio d’ore) ci rilassiamo nell’area attrezzata per i picnic. Notiamo che a compensare il prezzo del biglietto di 9 euro (il parco è ben tenuto, e si sostiene con i proventi dei visitatori), il ristorante all’interno offre piatti a prezzi modici, ma è desolatamente vuoto.

Dopo diverso tempo riusciamo a trascinarci fuori dal parco e a risalire in sella accompagnati da qualche goccia di pioggia per proseguire la visita al paesino di Bomarzo, pressoché deserto.
Ripartiamo dopo aver scattato qualche foto tra le viuzze del borgo davvero suggestivo. Ripassiamo per Soriano, e arriviamo a San Martino al Cimino, percorrendo una strada dove la natura ci ingloba letteralmente in un ibrido tra vegetazione estiva-autunnale; l’asfalto si fa un po’ accidentato, ma nulla di troppo preoccupante.

Scendiamo verso Cura di Vetralla dove effettuiamo una piccola sosta, per poi proseguire sulla Cassia fino a Sutri dove svoltiamo per Trevignano Romano percorrendo l’ennesima strada fitta di noccioli carichi di frutti e vigneti con grappoli abbondanti. Costeggiamo il Lago di Bracciano apprezzando il bel panorama lacustre alla nostra destra. Altro bacino vulcanico.

Il traffico dei gitanti della domenica comincia a soffocarci, la Capitale è vicina. Sorpassiamo con molta cautela la fila interminabile di automobili fino a raggiungere il punto di partenza, Osteria Nuova. I  3 mostri si salutano e si danno appuntamento alla prossima gita.


3 Comments

  1. Paskoski

    2010/09/22 at 5:37 PM

    sembra un bel motogiro. Da provare. Bello anche il racconto, bravi

  2. Tourer

    2010/10/15 at 12:17 PM

    Racconto e descrizione itinerario ottimi, davvero ben fatte le foto. Da provare senz’altro. Bravo Larth

  3. Alessandro

    2015/07/31 at 1:23 PM

    Bel racconto!
    Ho pressappoco percorso lo stesso itinerario qualche tempo fa.
    Conosco molto bene questi luoghi, avendo dei familiari nella carinissima Soriano Nel Cimino.
    Le strade e i luoghi della Tuscia regalano sempre grandi emozioni!

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