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Intervista a Davide Biga: il giro del Mondo in sella a Yamaha Super Ténéré

Il mondo visto attraverso la visiera di un casco… mete sempre nuove da raggiungere… sono questi, per molti, gli stimoli che fanno da spartiacque tra l’andare in moto e l’essere motociclisti. La ricerca di una dimensione nuova, esclusiva, che ognuno di noi cerca con le esperienze, le avventure e talvolta persino con l’immaginazione.

Immaginare significa riuscire a vedere oltre l’orizzonte, dare forma a ciò che non sempre la vista può cogliere. Ed è forse questa voglia di “altrove” che, per molti mootciclisti, rappresenta la molla che spinge a percorrere migliaia di Km per inseguire quella dimensione in cui solo una moto ti può infilare.

Davide Biga è uno di quelli che, attraverso la moto, è stato in grado di entrare in questa dimensione, “una dimensione moto“, per dirla a parole sue. Un viaggio intorno al mondo, attraverso Europa, Asia, America e Africa in sella alla fidata Super Ténéré… un’avventura fatta di volti, storie e situazioni che Davide è riuscito a rendere reali. Lo abbiamo intervistato, ci ha aperto le porte della sua “dimensione esclusiva”, ecco cosa ci ha raccontato:

1)      Il fascino del viaggio in moto, raggiungere terre lontane… confrontarsi con culture diverse, la voglia di mettersi alla prova, l’imprevisto sempre in agguato… cosa ti stimola di più nell’incredibile avventura che hai intrapreso?

Viaggiare con la moto è di per sé un un elemento carico di fascino. Girare il mondo in lunghi raid è una cosa meravigliosa. Se mi avessi fatto questa domanda prima della mia partenza credo che la mia risposta si sarebbe fermata qui. Oggi invece devo aggiungere che conoscere culture diverse, ma soprattutto la gente che si incontra, è di sicuro la cosa più bella che ti può capitare in un lungo viaggio.

Viaggiare in moto, da soli, ti permette di conoscere persone affascinanti ed affascinate, diversamente difficili da incontrare, e di cui spesso avverto la mancanza… è incredibile vedere quanto il mondo sia pieno di brave persone.

2)      Davide, molti si svegliano una mattina e dicono “ok, parto”. Quando hai capito che era arrivato il tuo momento di partire? E come hai capito che girare il mondo in sella ad una moto era la tua vocazione?

E’ un sogno che ho sempre avuto, che ad un certo punto mi sono messo in testa di realizzare. Due anni prima della mia partenza, un giorno mi sono detto: “Ok, mi organizzo ed a Maggio 2011 parto!”. Ne ho parlato con i miei amici più stretti e la mia compagna… e a Maggio 2011 sono partito.

All’inizio, i primi km, sono stati un mix di adrenalina e tristezza, soprattutto quando gli amici e la mia compagna, che mi hanno accompagnato per un breve tratto iniziale, non li ho visti più negli specchietti. Lì ho avuto un nodo in gola, ma ho cercato di non pensarci, ho pensato solo a guidare la moto e divertirmi… ed in un attimo ero già in Giappone!

3)      tanta strada sotto le ruote, tanti episodi, tanti aneddoti… ce ne racconti qualcuno che ti ha segnato, nel bene e nel male?

Ricordo in Siberia quando tentarono di rapinarmi. Ero in moto quando ad un certo punto incrociai un’auto ferma e con il cofano aperto a bordo strada, con un ragazzo vicino che chiedeva aiuto. Io mi fermai per dare soccorso, ma in quel momento mi accorsi di altri tre ragazzi che, da dietro a dei cespugli, stavano venendo verso di me. Fortuna volle che non ero ancora sceso dalla moto, rimasta accesa. Ci fu una breve scazzottata, ma fortunatamente riuscii a fuggire… mi andò davvero molto molto bene!

Un bellissimo ricordo, invece, è quello di un episodio capitatomi in Bolivia. Era notte e vidi un ragazzo che stava spingendo la sua piccola moto, aveva forato; oltre al buio della notte ci si era messo anche un vento fortissimo a complicare la vita allo sfortunato motociclista. Mi fermai per prestare aiuto, quando mi accorsi che, tra la marea di bagagli caricati sulla sua moto, c’era una bellissima bambina. Le diedi dei biscotti, poi insieme al ragazzo riparammo la gomma forata e li accompagnai per 15 km fino al  loro villaggio. Fu meraviglioso lo sguardo della piccola bimba, insieme alla gratitudine del ragazzo… li porto sempre nel mio cuore!

4)      Organizzazione e preparativi scrupolosi non sempre, purtroppo, bastano a scongiurare momenti difficili lontanissimo da casa… ti sei mai detto “ma chi me lo ha fatto fare?”

Eh si, gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo, fa parte del gioco. In Bolivia, per esempio, andavo un po’ troppo veloce, su una pista che conduce al Salar di Uyuni. Sono caduto procurando diversi danni alla moto e a me stesso, con frattura dello scafoide del polso destro, oltre a numerose altre contusioni. In quel momento mi è crollato il mondo addosso. C’erano pezzi della moto e bagagli sparsi intorno a me. Il polso, malandato, non mi consentiva di poter rialzare la moto, ed ero solo, aspettando che qualcuno di passaggio mi potesse dare una mano. In quel momento ho pensato a chi me lo avesse fatto fare di cacciarmi in quel guaio!
Poi però ho stretto i denti ed ho fatto altri 3000km con la moto a pezzi ed il polso rotto fino a Santiago dove alcuni amici mi hanno aiutato a rimettere in sesto la moto. La cosa più importante in questi frangenti è mai abbattersi davanti ai problemi, cercando ad ogni costo di superarli. (ottimo insegnamento, ndA)

5)      Come ci si prepara ad un lungo viaggio? Che consigli potresti dare a coloro i quali sognano, un giorno, di vivere un’avventura come la tua?

Crederci fino in fondo, anche se all’inizio molti ti diranno di lascar perdere, che sarà durissima, e non ce la farai mai. Inoltre, cosa molto importante, e per me fondamentale, una buona preparazione fisica. Se testa o fisico ti mollano, allora è finita, non si va avanti. Sono fattori che vengon messi a durissima prova in molti frangenti. Crederci sempre e trovare il modo e la forze di andare avanti!

6)      Nel tuo viaggio intorno al mondo ti accompagna una Yamaha SuperTénéré. Si potrebbe dire che nessuno ha avuto modo di testare questa Maxi-Enduro così a fondo come hai fatto tu. Parlaci un po’ dei suoi pregi e difetti, ti appaga in tutto o miglioreresti in qualcosa?

Direi perfetta per un utilizzo a 360 gradi. Da subito mi è piaciuta, già quando ebbi la fortuna di provarla nel 2010, in occasione del “Ride for Life”. Mi sembrò subito molto robusta e perfetta ai miei scopi. In 85.000 km ho solamente bruciato una lampadina del faro anteriore… incredibile. Per uno come me, spesso da solo, viaggiando senza meccanico al seguito o assistenze di nessun genere non potevo chiedere di meglio.

L’unica modifica apportata per renderla più funzionale ai miei scopi è stata l’installazione di valige di alluminio più capienti della Diapason Racing realizzate apposta per questa moto, oltre ad altri particolari quali uno scarico Leovince… dalla voce molto appagante!

7)       Quanto mondo ti manca prima di arrivare a dire “ok, va bene così”? La tua prossima destinazione?

Il mio obbiettivo era unire Capo Nord ad Usuhaia, e ce l’ho fatta. Poi ci ho preso gusto però, e mi sarebbe piaciuto spedire la moto in Sud Africa per poi risalire. Purtroppo sono frenato da problemi economici e quindi sto pensando di spedire la moto in Senegal e, attraverso il Marocco, risalire in Europa…per ora va bene così…in futuro chissa!

8)      Per Davide Biga il viaggio in moto è…

Partire ed andare, non importa se per un giorno o per un anno, l’importante è mettere il casco in testa e salire in moto. Quando sono su di lei è per me entrare in un’altra dimensione, “dimensione moto“, dove tutto appare diverso e… molto, ma molto più bello!


4 Comments

  1. Cristiano

    2012/01/30 at 11:20 AM

    Complimenti, un’esperienza unica. E’ da tanto che sogno di farlo, ma con moglie e figli non credo che mai potrò 😐

    In bocca al lupo per la fine del tuo viaggio

  2. Thunder

    2012/01/30 at 12:42 PM

    Grande Biga!!!

  3. Emanuele Spinto

    2012/01/31 at 1:32 PM

    COMPLIMENTI PER LA FORZA E IL CORAGGIO. SPERO DI LEGGERE ANCORA LE TUE AVVENTURE. CIAO DAVIDE,
    EMANUELE

  4. Davide Biga

    2012/02/03 at 5:40 PM

    grazie ragazzi !!!

    …”mai dire mai” Cristiano 😉

    ciao a presto ! 😉
    un forte abbraccio

    Davide Biga

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