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Ci siamo chiesti: chi gira in pista è adeguatamente tutelato? Ecco cosa ne è venuto fuori


(articolo di Giorgio Pirovano)

Fino a qualche tempo fa usavo il mio mezzo a due ruote sulle strade, poi per una serie di considerazioni personali ho decido di iniziare ad utilizzare la mia moto esclusivamente in pista. Frequentando i circuiti ci si accorge presto che esistono tutta una serie di regolamenti che ne disciplinano le attività, ma la domanda è: l’utente è davvero tutelato?

Andando a leggere i diversi regolamenti di pista, ad esempio, si indica sempre che una persona può accedervi previo “scarico di responsabilità” cioè il pilota declina gli organizzatori delle prove libere e i gestori della pista da ogni responsabilità in caso di sinistro. Quindi la responsabilità di quanto avviene tra i cordoli è solo del pilota! Anche se a causare il sinistro fossero – facciamo ipotesi – eventuali condizioni non ottimali della pista.

In prima battuta si potrebbe consigliare di fare un bel giro di ricognizione e valutare lo stato dell’asfalto o la presenza di elementi potenzialmente pericolosi prima di spalancare il gas, ma ritengo che non sia sufficiente come “assicurazione” per la propria tutela.

Parlando proprio di assicurazioni, poi, mi sembra superfluo dire che la polizza che viene stipulata per l’uso stradale della moto non ha alcuna validità sui circuiti privati. Fortunatamente, però, interviene la Federazione Motociclistica Italiana che propone la tessera “Sport”.

Questa Tessera permette una copertura assicurativa sia personale sia a terzi in caso di incidente in pista, ma esistono delle clausole: la prima – fondamentale – è che la pista deve essere omologata dalla FMI. Esiste una tabella che elenca le piste omologate. Ma ecco la sorpresa: per la velocità, l’unico circuito che ho trovato in elenco, è quello di Varano (Emilia Romagna – PR). Quindi mi viene da pensare: e piste come Franciacorta? O meglio ancora il Mugello, Misano. E Monza? Autodromi internazionali usati per competizioni mondiali, perché non compaiono nella lista? 

Decido quindi di chiamare la Federazione e, molto cortesemente, ottengo una risposta. Le piste in questione non sono ancora state ispezionate, ma visto che non sono state modificate rispetto all’anno scorso, saranno sicuramente omologate, quindi la lista verrà al più presto aggiornata. Con calma, mi raccomando!

Una seconda clausola, ma questo è giusto visto che parliamo di Federazione Italiana, è che la validità della tessera è solo per il territorio Italiano, quindi se decidete di girare su un autodromo straniero, cade la copertura assicurativa. A quel punto si dovranno cercare altre soluzioni.

A conti fatti, però, c’è un limite grosso che trovo in questa “tessera Sport” della FMI, e qui già so che mi attirerò il disappunto di tanti: dovrebbe essere obbligatoria per chiunque giri in pista! Molti potrebbero obbiettare: ma come, con tutte le tasse, le imposte e i balzelli che tartassano i motociclisti adesso anche la “tessera per la pista”?… “Caspita, vado a girare una volta all’anno in pista e devo pagare una copertura assicurativa?” potrebbe aggiungere qualcun altro.

Potrei essere anche d’accordo con queste obiezioni, ma fino a un certo punto. Al di là della convenienza personale ad avere una copertura assicurativa, infatti, mi chiedo: perché girando su un autodromo  dovrei trovarmi nella condizione di fare un incidente con una persona che non adotta alcun tipo di assicurazione, col rischio di andare incontro a tutta una serie di seccature?

Trovo molto ingegnosa, a riguardo, la proposta dell’ autodromo di Adria che comprende in automatico, nel prezzo del turno, una copertura assicurativa che copre i danni a chi fosse malauguratamente coinvolto in un incidente. Altri autodromi invece prevedono turni in pista con una suddivisione in base all’esperienza del pilota, per evitare possibili situazioni pericolose: un palliativo.

Resta il fatto che per i pistaioli non c’è una vera tutela a meno che non si agisca su iniziativa personale: tessera FMI oppure assicurazione privata. L’unico consiglio che mi sento di dare, che siate o no possessori della tessera FMI Sport, prima di prenotare delle prove libere, accertatevi che il circuito sia omologato FMI (evidentemente non limitandovi ai soli elenchi pubblicati, ma chiedendolo specificamante). Questo dà delle garanzie sul circuito (manto, cordoli, vie di fuga,etc…). Un esempio? Prendete il circuito di Imola, attualmente ancora in stand-by dopo l’incidente mortale dello scorso agosto capitato durante una sessione di prove libere.

1 Comment

  1. fabio

    2011/04/28 at 2:05 PM

    Ottima recensione…

    direi che, come fai notare tu, l’assicurazione almeno contro terzi dovrebbe essere obbligatoria. Poi se volessi stipulare un’assicurazione che copra anche me deve essere una mia scelta.

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