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Aprilia, una grande storia italiana: intervista a Claudio Pellizzon (1° parte), storico collaudatore della casa di Noale


(articolo di J.B.)

Come anticipato qualche tempo fa, ecco il primo di una serie di articoli che ripercorreranno la storia del marchio Aprilia. Si tratta della prima parte dell’intervista ad uno tra i nomi che, insieme ad Ivano Beggio, hanno contribuito a far grande la Casa di Noale. Un nome che, come altri, Beggio ( forse emule del Conte Domenico Agusta, famoso per il velo di segretezza che imponeva sulla MV) ha sempre gelosamente tenuto lontano dai clamori: Claudio Pellizzon.

Claudio, detto “Caio”, è l’uomo che dal 1968 fino alla pensione ha lavorato in Aprilia collaudando tutte le stradali ed enduro prodotte. Un’esperienza quarantennale, ed un amore per il marchio e per le moto, che sono sempre vivi dentro di lui. Lo abbiamo intervistato con l’amico Raoul a Vicenza dove da vero collaudatore ed appassionato (quelli che il casco al chiodo non lo appenderanno mai) si è presentato in sella ad una Dorsoduro speciale (in foto) con alcune modifiche pensate e realizzate dallo stesso Pellizzon.

Caio è anche un nome conosciuto per chi si ricorda ancora, o ha vissuto negli anni 80 e 90, le migliori stagioni del campionato italiano sport production classe 125. Un campionato che, tra gli altri, ci ha regalato piloti come Max Biaggi, Loris Capirossi e Valentino Rossi. Claudio era uno di loro nonostante all’anagrafe potrebbe esserne tranquillamente il padre.

Vista l’importanza rivestita da Pellizzon nella storia di Aprilia, e la volontà di riportare alle cronache i ricordi di oltre quarant’anni di carriera, abbiamo deciso di dividere l’intervista in diverse parti che pubblicheremo volta per volta (ci vorrà un po’ di tempo). La prima è dedicata all’azienda Aprilia dei primi anni.

Claudio, quando hai iniziato a lavorare in Aprilia?

Nel 1968. All’epoca si producevano biciclette e tre tipi di ciclomotori. Il mio primo compito consisteva nell’infilare i raggi nei mozzi di bicicletta. Il Cavaliere Alberto Beggio (scomparso nel 1973) era un po’ un padre-padrone e con il figlio Ivano (questa era la sensazione) non c’era molta intesa sui nuovi modelli da produrre. Ivano aveva idee molto più innovative e rivolte ai giovani. Papà Beggio apparteneva ad un’altra epoca e logicamente aveva idee molto più tradizionaliste. Ricordo già a quel tempo che in Ivano si vedeva la stoffa del vero imprenditore.

Com’era lavorare in Aprilia in quegli anni?

L’Aprilia era come una famiglia e non solo perché eravamo affiatati, ma soprattutto perché la passione per il marchio, e la moto in generale, era ed è ancora veramente grande. La vera forza di Aprilia era però l’innovazione: non ci siamo mai seduti sugli allori. Quando una moto era finita, pronta per essere venduta, noi stavamo già lavorando sul modello successivo.

Ti va di raccontarci un po’ della famiglia Beggio?

Alberto Beggio era un tipo autoritario. Mi ricordo che si arrabbiò moltissimo nel vedere alcuni prototipi da regolarità (cross) che il figlio Ivano voleva tanto e ci aveva chiesto di approntare. Durante i montaggi, fatti in un orario dove si pensava che il Cavaliere non ci fosse, lui invece arrivò improvvisamente e io mi nascosi in mezzo agli scaffali lasciando al capofabbrica l’ingrato compito di risolvere la questione. Mi ricordo solo che sentii le parole “Ma che cosa fatte con queste moto Abarth!”. Poi, però, l’aveva sempre vinta Ivano che, da vero imprenditore, ha sempre tracciato il percorso da seguire. Anche la signora Beggio dava il suo contributo su estetica e colori e ricordo con piacere quando Ivano si era messo in testa di partecipare ad una Parigi-Dakar e mi chiese di aiutarlo nel perfezionare la sua guida. Una brutta caduta in allenamento, e le sue responsabilità di imprenditore, però, gli fecero cambiare idea in fretta. Il figlio invece era piuttosto bravo e sotto la mia ala protettrice fece delle belle gare nel campionato sport production lasciando, però, proprio quando cominciava a raccogliere i risultati.

Quando hai iniziato a fare il collaudatore e come è progredita la tua carriera in Aprilia?

Questo lavoro, che sembra un divertimento per tanti, vi assicuro che in certi momenti è uno dei più difficili sotto tutti gli aspetti: fisici, mentali ed ambientali. La progressione della mia carriera è avvenuta fornendo all’azienda risultati che chiunque nel tempo ha potuto valutare, lodando, ma qualche volta anche criticando.

Come veniva impostato lo sviluppo di un nuovo modello? Chi decideva all’interno dell’azienda in quale direzione muoversi?

Solo Ivano Beggio. Lui era l’imprenditore. Naturalmente erano però diverse le persone che formavano l’anima di Aprilia ed il cui contributo è visibile sulle moto che abbiamo prodotto. Sicuramente un piccolo contributo l’ho dato anche io!

Quando avete deciso di lasciare la Hiro motori (che nonostante ricordi un nome giapponese è marca italianissima!) per l’austriaca Rotax?

Visto il successo di vendite del primo 125 stradale con motore Hiro (la ST 125 del 1982), Ivano vedeva nel futuro di Aprilia anche un buon monocilindrico 350/500 4 tempi che a quei tempi già si cominciavano a vedere sul mercato. Solo la Rotax poteva contribuire a materializzare la sua idea visto che all’epoca era l’unica azienda che forniva motori “sciolti” sia a due che a quattro tempi. Ricordo che nell’Agosto del 1982 organizzammo un comparativa tra due 125 MX, uno equipaggiato col motore Hiro ed un altro con il nuovo Rotax a due tempi. Dalla prova venne fuori che il motore Rotax aveva delle buone qualità per essere montato su tutta la produzione. La Hiro era una buona azienda, ma non aveva i mezzi per aiutare Beggio a realizzare le sue idee. Infatti, siglata la partnership con Rotax, per Aprilia inizia una nuova era di successi.
(continua…)


8 Comments

  1. Duca Rosso

    2010/10/27 at 1:25 PM

    vero. Ci sono uomini che in silenzio hanno fatto grandi le nostre gloriose case motociclistiche italiane. Onore a Caio Claudio Pellizzon 🙂

  2. Sante

    2010/10/27 at 4:27 PM

    questo era il motociclismo quando chi ci lavorava ci andava anche sulle moto, e le moto si costruivano non perché ci facevi i soldi ma perché ci avevi la passione

  3. Pingback: Aprilia, una grande storia italiana: intervista a Claudio Pellizzon, il papà dei piloti (3° parte) | Pianeta Riders

  4. lino 64

    2011/02/12 at 10:10 AM

    Grande persona,lo conosco abbastanza bene dopo averlo seguito x tanti anni nel motocros,un impegno innarivabile x tanti di noi appasionati.Mi riccordo come fosse adesso:aspetavamo la sera nei mesi caldi io mio fratello e mio cugino x sentire se CAIO dopo l,orario di lavoro accendeva la sua moto da cross x fare qualche sparata nella sua pista di allenamento dietro casa:IL PIOPETTO,posso solo dirvi che tutti i ragazzi come mè si ritrovavano alla sera x vedere CAIO in azzione…un spettacolo x mè che allepoca avevo 10 anni (adesso 46)era il massimo partire da casa circa 2klm dal PIOPETTO sentire il rumore di quel 2 tempi preparato alla meraviglia. Quando posso lo seguo ancora nei campionati dove assiste suo figlio FABRIZIO x svilupare cose nuove attualmente con la rsv4,vedremo questanno cosa farà. ciao a tutti da LINO. PS complimenti x l,intervista (ce ne sarebbero 😉 cose da scrivere)

  5. Magdiel

    2011/11/18 at 1:01 AM

    Cerco informazioni di miei bisnonni: Francesco Angela Busolin Pellizzon sposato, viveva a Noale esso.
    Andrea Busolin mio bisnonno arrivò in Brasile come un immigrato italiano.

  6. Magdiel

    2011/11/18 at 1:03 AM

    Cerco informazioni di miei bisnonni: “Francesco Busolin” e “Angela Pellizzon” sposato, viveva a Noale IT esso.
    Andrea Busolin mio bisnonno arrivò in Brasile come un immigrato italiano.

  7. Magdiel

    2014/02/14 at 9:02 PM

    Busolin Biagio
    profissão: Agricultor filho de Francis Busolin profissão e Pellizzon Angela Agricultor Nascido 1874/02/03 Local de nascimento: Noale (Veneza) Distrito Mandamento: Mirano Localização: Noale (Veneza) Distrito Mandamento: Mirano Número de extração : 210 Lista de alavancagem do município de: Aprilia Número de Inscrição: 162 Número de série: 17 Shelf: Escritório de alavanca Veneza, Listas de alavanca
    Informações sobre “angela pellizzon e francesco busolin” email: srmag@hotmail.com

  8. Magdiel Arruda

    2016/08/02 at 2:20 AM

    ciao come stai?
    Ho ricevuto ancora nessuna risposta.
    Vedo che ci sono analogie con i cognomi della mia famiglia in Brasile.
    Busolin, D’Andrea, Pellizzon.
    La mia ricerca continua, spero di avere notizie.
    I Magdiel Arruda
    Mia madre Celia Terezinha Busolin Arruda
    Il padre Antonio Felicio Busolin
    Il padre André Luigi Busolin (nato a Noale 21/10/1869
    Il padre Francesco D’Andrea Busolin sposato con Angela Pellizzon
    I genitori di quest’ultima coppia mi è sconosciuto e cerco per queste informazioni.
    Grazie per qualsiasi informazione.

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