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Ritratto di Pilota: Luca Cadalora, il campione della “terra de mutòr”

Luca Cadalora, la carriera, la storia e un giro finale a Misano, contro Helmut Bradl nel 1991, che rimarrà nella Leggenda.

Mercoledì 19 luglio 1989. Nonostante la presenza delle alghe, le spiagge di Misano Adriatico erano gremite di vacanzieri e gli alberghi facevano registrare il tutto esaurito. Poco distante, sull’autodromo Santamonica, giravano le Formula 3. Verso le 12,30, però, un sibilo entusiasmante, che con quello delle Formula 3 non aveva nulla a che fare, irrompeva nel circuito.

Era una moto, per la precisione una Yamaha YZR 500 del Team Agostini, e alla guida c’era un giovanissimo Luca Cadalora. Ago gli aveva affidato la moto di Freddie Spencer, che Luca avrebbe dovuto sostituire a Donington Park due settimane più tardi. Ed in soli 38 giri il giovane campione modenese arrivò a girare sui tempi dei migliori piloti della 500.

Che Luca fosse uno dei più grandi talenti del motociclismo era fuori discussione, ma saper portare al limite una 500 in così pochi giri era “roba seria”, ed in questo stupì veramente tutti. Lo stesso Ago non riusciva a credere ai propri occhi.

Due settimane dopo, in quel di Donington Park, dove si consumò la sua prima ed unica esperienza in 500 di quella stagione, concluse la gara in ottava posizione, subito dietro al mitico Ron Haslam e davanti al ben più esperto Rob McElnea.

Campione del mondo della 125 nel 1986 con la bicilindrica Garelli del Team Italia, e due volte iridato nella 250 con la Honda di Kanemoto nel 1991 e nel 1992, Luca tornò a cavalcare una 500 ufficiale nel 1993, quando fu scelto da Kenny Roberts per affiancare, sulla YZR 500, il tre volte campione del mondo Wayne Rainey. Quell’anno raccolse due successi, e li raccolse proprio a Donington Park e a Misano Adriatico, gli stessi circuiti dove quattro anni prima aveva mosso i primi passi sulla Yamaha 500. Ma il successo di Misano fu anche il più triste della sua carriera. Era, infatti, il 5 settembre, e alla curva Misano1, Wayne Rainey perdeva il controllo della sua Yamaha rovinando sull’asfalto. E l’impatto – tremendo – con il cordolo, lo costrinse per sempre alla sedia a rotelle.

Per anni la conquista del titolo iridato della classe regina fu il suo unico obbiettivo, ma per un motivo o per l’altro non riuscì mai a concretizzarlo.

Meticoloso, come tutti i più grandi campioni della storia, Luca lamentò sempre la scarsa competitività della Yamaha nei confronti della Honda. Ma, soprattutto, c’era quel Mick Doohan che, proprio in sella alla Honda, sembrava inarrestabile. Nel 1996 tornò in sella ad una moto della casa dell’ala dorata, ma le scarse risorse economiche non gli permisero di lottare alla pari con la Honda ufficiale di Doohan. Luca vinse comunque due volte, all’esordio in Malesia e al Nurburgring.

L’anno successivo tornò sulla Yamaha, ma la casa dei Tre Diapason si trovava in una difficile situazione. E non andò meglio con Suzuki e Muz. Nel 2000 fu chiamato anche dalla Ducati per correre in Superbike, ma dopo una sola gara lasciò stare. Le “pesanti” quattro tempi derivate di serie erano troppo diverse dalla leggere e sibilanti 500 che era abituato a guidare. E così si ritirò.

Forse non avrà avuto la stessa tenacia di Campioni come Loris Capirossi o di Valentino Rossi, ma quando c’era da tirare fuori gli artigli non si tirava mai indietro. Ve la ricordate la volata di Misano del 1991 quando lui e Helmut Bradl (padre di  Stefan, pilota del Team LCR Honda in MotoGP) arrivarono sul traguardo a gomitate? Un pezzo di storia del Motociclisno!

Diversamente da Max Biaggi,che, in quel periodo occupava intere pagine della carta stampata e si circondava di belle donne, Luca Cadalora, alle luci della ribalta, preferiva quelle fioche del suo garage a Modena, dove passava il tempo a trasformare auto e moto. Quelle auto e quelle moto che ancora oggi si diverte a trasformare. Forse, solo in un garage più grande di quello di allora…


3 Comments

  1. Gabriele Salatino via Facebook

    2012/06/11 at 10:58 AM

    l’officina del meccanico del paesello aveva una gigantografia… CADALORA!

  2. Mauro Bellucci via Facebook

    2012/06/11 at 2:28 PM

    UN ANIMALE DA GARA….

  3. Pingback: Rumors Mercato MotoGP: presto Stefan Bradl su una Ducati? | Pianeta Riders

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