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Riflessioni Post-Nurburgring: il grande spettacolo della Superbike

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Ancora una domenica eccezionale per la Superbike. Due manche bellissime quelle sul Nurburgring, ricche di emozioni e colpi di scena a non finire, con protagonista un Ben Spies super motivato. Una guida magistrale, la sua, che gli ha consentito di agguantare la vetta della classifica ai danni dello sfortunato Noryuki Haga, buttato giù in Gara2 dal giovane Rea.

 

Con una moto Gp che nelle ultime gare è apparsa talvolta poco avvincente, è la Superbike a far saltare dalla sedia gli appassionati, offrendoci gare adrenaliniche e tiratissime, con un nutrito gruppo di piloti che possono giocarsi di volta in volta la vittoria di manche anche se non militanti in Team ufficiali. 

Ma il vero mattatore indiscusso di quest’anno è il pilota Texano Ben Spies, che con la sua guida funambolica, a gomiti larghissimi (negli U.S.A lo chiamavano ELBOWZ, ovvero, “gomiti”) spinge la sua Yamaha ufficiale ben oltre il limite, portandola dopo 21 anni là, in testa del campionato Sbk.

In molti –credo- non si aspettavano un debutto così fragoroso da parte di questo ragazzo, benché nell’Ama avesse già fatto vedere cose notevoli, interrompendo il lungo domininio di Matt Mladin, suo compagno di squadra nel team Suzuki Ufficiale (aggiudicandosi ben 3 vittorie consecutive nelle ultime 3 edizioni del campionato Americano).

Non dimentichiamoci, poi, che Spies quet’anno non conosceva né la moto né le piste, a parte Miller Park e Donington dove aveva già corso con la Suzuki Gp.

Insomma, con 344 punti in classifica che gli valgono la prima piazza, 12 vittorie di manche e la numerosa serie di Pole consecutive, SuperSpies si conferma l’uomo Superbike dell’anno, nonostante la sfortuna e gli inconvenienti patiti in gara. Su di lui rimane solo un nodo da sciogliere. Il prossimo anno lo vedremo ancora nella WSBK o cederà alle lusinghe della MotoGp?  

 

A 346 punti in classifica, invece, troviamo il pilota a cui la Ducati ha affidato le sue speranze mondiali. Il Samurai Noriuky Haga. Pilota fortissimo e quasi imbattibile quando è in giornata, che ci ha stupito con duelli fantastici durante tutti questi anni, combattendo senza mai tirarsi indietro con i migliori piloti degli ultimi tempi (da Fogarty a Bayliss, passando per Edwards, Chili, Corser, e altri). Con la sua guida sempre d’attacco sull’anteriore, le sue numerose derapate (dei bei tempi con l’R7), e i suoi sorpassi impossibili -spesso carena contro carena- ci tiene sempre col fiato sospeso! Un grandissimo, insomma, che meriterebbe il titolo solo per tutte le volte che ci ha fatto restare basiti dopo ogni sua manovra. Ma purtroppo, la continuità, non è il suo punto forte, alternando gare favolose a capitomboli colossali.

 

Terzo nel mondiale, invece, il Romano Fabrizio (anche lui “ufficiale” Ducati), fino a qualche gara fa’ ancora in lizza per la vittoria finale. Michel è maturato molto nell’ultimo periodo, è più convinto dei sui mezzi, e lascia ben sperare per un bel exploit il prossimo anno. Sono 289 i Punti per lui.

 

max-biaggi

 

Buonissimo campionato anche per l’Aprilia, unica altra moto italiana oltre le Ducati. Il merito va senza ombra di dubbio al suo alfiere Max Biaggi, tornato alla casa di Noale con la quale aveva raccolto numerosissimi successi in passato, e ben 3 mondiali nella classe 250 del motomondiale. La nuovissima V4 vola in rettilineo, e il “Vecchio” Max di certo non delude, portando l’Apriliona per ben 2 volte a podio, e  alla vittoria, nella prima manche di Brno (circuito storicamente favorevole al pilota Romano). Con la sua vecchia squadra capitanata da G.Sandi, Max sembra aver ritrovato lo smalto di un tempo, considerando che la moto accusa ancora alcuni peccati di gioventù (Max lamenta soprattutto una fastidiosa vibrazione sull’anteriore in ingresso curva). Biaggi occupa attualmente la quinta piazza in classifica generale con 224 Punti.

 

Non male in questo finale di stagione anche Bmw, altra debuttante di quest’anno, con Corser, che come al solito, sta’ svolgendo un ottimo lavoro di sviluppo della moto con ottimi passi in avanti. Sopratutto per quanto riguarda l’elettronica e l’erogazione del gas, diventata ora più dolce e “gestibile”.

 

Tra glia altri Rookies, oltre che al già citato Ben Spies, vanno sicuramente segnalati l’inglese Leon Haslam (figlio del grande Rocket Ron) e Jonathan Rea.

Rea, giovane e talentuoso pilota Nord-Irlandese, che proviene dal motocross (da giovanissimo debutta nel fuoristrada che poi abbandona per problemi alle ginocchia), guida la Honda del Team TEN KATE con grande aggressivia’ e determinazione. Al Nurburgring ha stracciato il record della pista all’ultimo giro di Gara2 con Spies alle costole conquistando una fantastica vittoria, non lasciandosi intimorire in alcun modo dai piloti giù esperti del Circus. Con 244 punti è quarto nel mondiale.

 

In attesa del prossimo Round, il 27 settembre ad Imola, allacciate le cinture di sicurezza: si prospetta un finale di campionato con i fiocchi. Perchè come da buona tradizione Sbk ,il mondiale non è mai “deciso” fino dell’ultima gara!


Scritto da El Vecio

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