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Commento SuperBike Phillip Island 2010: vecchi leoni e giovani arrembanti fanno fulmini e saette nella terra dei canguri


Haslam vince gara 1 phillip island sbk 2010

Con due manche simili a due stelle brillanti nel cuore della notte la Superbike regala uno  spettacolo indimenticabile agli appassionati che, nonostante l’ora tarda, hanno avuto il coraggio (e la voglia) di alzarsi per non perdere la diretta Tv. Direttamente dalla terra dei canguri, su un circuito storico e bellissimo come quello di Philipp Island (tempio della velocità old school) ancora una volta i piloti non si sono risparmiati, scatenando duelli all’ultimo sangue senza  esclusione di colpi. In una categoria come la WSBK, dove il pilota, il manico, e sopratutto il cuore, contano ancora più di mille diavolerie elettroniche, si son rivisti sul podio Vecchi Leoni come Checa (vittoria in Gara 2) e Nory Haga ( bel terzo in Gara 1, e per giunta acciaccato) e giovani talenti più che mai decisi a conquistare la scena. Con una gran voglia di giocarsela fino in fondo, fino all’ultima staccata, e  un unico obbiettivo ben impresso nella mente : il Titolo Mondiale!

Ed ecco allora Leon Haslam ,”The Pocket Rocket”, come veniva soprannominato fino a qualche anno fa il figlio del mitico Rocket Ron Haslam, prendere il comando delle due manche con una velocità da fuoriclasse degna del pedigree di famiglia, ben coadiuvato da una Suzuki GSX-R che sembra volare nelle mani del giovane inglese. Un primo e un  secondo posto al termine delle due manche lo piazzano al comando provvisorio della classifica generale con 45 punti, seguito dal romano Fabrizio staccato di soli 9 punti a quota 38.

Bellissima prova anche quella del Francese Sylvain Guintoli che, reduce da un brutto infortunio lo scorso anno quando correva in BSB, coglie un sesto posto in Gara 1 e un buon quarto in Gara 2, dopo essere stato a lungo il lotta con Leon per il primo posto. Indubbio segnale che la Gixxer c’è! Unico consiglio al team Suzuki Alstare di Francois Batta, cuarare meglio il gioco di squadra, per non rischiare la guerra in casa. Forse, in gara 2, le Suzuki avrebbero potuto ottenere persino una doppietta  se i due piloti non si fossero ostacolati a vicenda lasciando così a Checa la possibilità di approfittare della situazione. Ma è il bello delle gare, e forse… meglio così!

Ducati, nonostante le buone prestazioni di Fabrizio e Haga (quest’ultimo, infortunatosi nel warm-up, riesce comunque a conquistare il terzo posto in Gara 1 pur partendo dalle retrovie), è con Carlos Checa del team privato Althea che riesce ad ottenere la vittoria. A quanto pare, il “vecchio” Spagnolo ha ancora qualche asso nella manica e la Casa Bolognese cura bene i suoi piloti non ufficiali, offrendo un prodotto comunque al top, almeno a giudicare dalle fasi iniziali di questo campionato.

Delusione, invece, per Aprilia Alitalia, che con problemi di stabilità in curva, riscontrati da Biaggi fin dalle prove, e un Camier ancora inesperto (non dimentichiamoci che lo scorso anno ha corso solo i tre round finali), ha dovuto impostare due gare tutte in difesa. Così, Max è solo quinto in Gara 1 (dopo una bella rimonta), e ottavo in Gara 2, dopo un errore che lo aveva ricacciato indietro ben oltre la decima. Il giovane compagno di Squadra, invece, chiude due volte undicesimo,soprattutto a  causa di qualche errore di troppo.

Il giovane campione nord-irlandese della Honda, Jonathan Rea, invece non appare ancora in grado di lottare per la vittoria. Autore di un grandissimo finale di campionato lo scorso anno con la sua Honda Ten Kate, forse a causa di una moto non proprio a punto, finisce quarto in Gara 1  e appena sesto in Gara 2 dopo una furiosa rimonta resasi necessaria per un dritto imputabile alla consueta  irruenza.

Pessima prova, invece, per le due Kawasaki ufficiali: due cadute per Vermullen, e un solo dodicesimo posto in Gara 1 per Sykes, vittima di un ritiro nella seconda frazione.  Bilancio decisamente in Rosso per le casse di Akashi. Peccato perché in Gara 2, Vermullen ci aveva fatto ben sperare con una buonissima partenza che lo aveva portato per diversi giri tra le posizioni di vertice per poi arretrare fino alla caduta, spettacolare, ma fortunatamente senza conseguenze.

Pessimo risveglio pure per la formazione Yamaha Sterilgarda, orfana del campione del Mondo Ben Spies. Purtroppo sembra che le cose quest’anno saranno molto più dure per gli uomini di gerno di Lesmo, con James Toseland stoico al via con un polso dolorante dopo una caduta nelle prove e un Crutchlow ancora troppo irruento ed inesperto della massima serie. il Team  Italo-Giapponese conclude questa trasferta australe con una caduta a testa per i suoi due piloti nella prima frazione, e un nono e decimo posto in Gara 2 per il pianista di Shieffield e “ Occhi Furiosi” Crutchlow. La strada sembra essere decisamente in salita per la casa di Iwata.

La Superbike, ad ogni modo, non delude, proponendoci già all’esordio due belle manche e duelli avvincenti anche per le posizioni non di vertice. Quest’anno, inoltre, la corsa alla Corona Iridata sembra essere ancora più serrata e aperta a moltissimi candidati. Circostanza che incrementa ancora di più il tasso di spettacolarità di questo campionato che alla fine, probabilmente, premierà chi avrà saputo gestire al meglio i propri risultati nel segno della continuità.

Per ora dalla WSBK è tutto. Prossimo appuntamento, il 26 Marzo in Portogallo sullo stupendo sali-scendi di Portimao per un’altra epica Battaglia… non mancate!


1 Comment

  1. lammari-tornado

    2010/03/02 at 1:26 AM

    elvecio sono daccordo con te praticamente su tutto.sono rimasto ben impressionato da haslam che ha corso 2 magnifiche gare.gia lo scorso anno prometteva bene ma è andato oltre le mie aspettative.
    per il resto la sbk è sempre la sbk ovvero spettacolo a go go. 😆

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