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C’era una volta la 500: lo ricordate l’arrivo a Phillip Island nel 2000? Vintage Time alla vigilia del Motomondiale 2011


(articolo di Andrea Adorni)

Per chi come me ha superato la soglia delle trentasei primavere ed è cresciuto nel mito di Kevin Schwantz e della 500, la potente e super tecnologica MotoGp sembra quasi “asettica”. Lorenzo, Stoner, Pedrosa, Dovizioso… hanno talento, sono forti, anzi fortissimi, ma come se la sarebbero cavata in sella alle sgorbutiche 500 a due tempi?

E come d’incanto vedo scorrere davanti a me i volti di Biaggi, Capirossi e Rossi, e mi prende una certa nostalgia. I tre moschettieri del motociclismo italiano sono gli ultimi testimoni di un mondo ormai lontano, di un’epoca che non c’è più. Hanno conosciuto “l’indomabile destriero“, se ne sono innamorati, e non sempre sono stati ricambiati da cotanto sentimento. Tante volte il cavallo imbizzarrito li ha disarcionati dalla sella, ma loro, testardi come pochi, si sono rialzati e afferrate le redini sono giunti al traguardo.

Come quel 29 ottobre del 2000. A Phillip Island si disputava il Gran Premio d’Australia, l’ultimo della stagione. La corona di campione era già sulla testa di Kenny Roberts Junior e della Suzuki. Ma eccoli, tre campioni, tre moto, la stessa voglia di battersi con gli altri, di chiarire chi è il migliore: è questo che vogliono Loris, Max e Valentino. La griglia di partenza non li favorisce, Loris è quinto, Valentino ottavo e Max, addirittura, dodicesimo. Al via scattano bene Loris e Max mentre Valentino rimane un po’ attardato ma, giro dopo giro, i tre moschettieri guadagnano decimi preziosi e a cinque giri dalla fine si trovano tutti e tre davanti, con Loris a guidare il gruppo. Le posizioni si scambiano in continuazione, sorpasso dopo sorpasso, staccata dopo staccata, anche Barros entra in bagarre. A poche curve dalla fine Max estrae dal cilindro una delle sue magie e si mette davanti, rimanendoci fino alla fine. Loris è secondo a un decimo e Valentino terzo a due decimi. E’ l’apoteosi! Tre piloti italiani sul podio della classe regina; non succedeva da 28 anni, da quando, nel 1972, al Gran Premio delle Nazioni salirono sul podio Giacomo Agostini, Alberto Pagani e Bruno Spaggiari.

httpv://www.youtube.com/watch?v=OK3Oz_IXnnQ

Ma è solo il preludio di ciò che accadrà l’anno successivo, l’ultimo della 500: Valentino campione del mondo, Max vice campione e Loris terzo. E non poteva andare diversamente

Una favola, quella delle 500 due tempi, durata oltre 25 anni, durante i quali si sono affrontati campioni divenuti leggende che, da soli, avrebbero dominato per decenni ma che, per uno strano scherzo del destino, si sono dovuti confrontare tra di loro spartendosi gioie e dolori. E noi, felici e sorridenti, abbiamo assistito al più grande spettacolo del mondo, momenti indimenticabili, emozioni che gli almanacchi del motociclismo non potranno mai trasmetterci. Come la straordinaria impresa di Freddie Spencer nel 1985 (unica ed irripetibile), l’incredibile sorpasso di Schwantz su Rainey ad Hockenheim nel 1991, o ancora, la prima vittoria della Cagiva con Lawson nel 1992. Purtroppo, come sempre, ai bei ricordi si affiancano anche quelli brutti, come i drammatici incidenti accorsi a Guido Paci nel 1983 a Imola, a Lorenzo Ghiselli nel 1985 sempre a Imola o a Wayne Rainey a Misano nel 1993.

Il 3 novembre, a Rio de Janeiro, con l’ultima gara del 2001, viene posta la scritta “fine” ad una delle più belle favole motociclistiche di tutti i tempi. Ai nostri tre moschettieri è toccato scrivere l’ultimo capitolo della 500, e che capitolo!


1 Comment

  1. X-Man

    2011/03/16 at 11:51 AM

    Minx che video……….godimiento! 😈

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