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Focus Triumph Tiger 800XC 2011: come un coltellino svizzero (video)


(articolo di Davide Petrachi)

Tre cilindri come Triumph, Tiger 800 XC come compagna di viaggi anche dove le strade sono bianche. La casa inglese lancia la sua nuova enduro (che affianca la versione “standard” maggiormente votata all’asfalto) puntando dritta alla leadership conquistata, nel segmento, dalla F800GS di casa BMW.

Molti i tratti somatici che la tre cilindri di Hinckley condivide con le enduro della casa dell’elica, in apparenza forse troppi. Sella sdoppiata, becco anteriore, fari dall’aspetto “già visto”. Ma è realmente così? Certo è che, sorvolando su alcune scelte di design, il propulsore, garante di coppia, regalerà alla 800 una buona dose di personalità.

Analizzando il solo aspetto estetico dell’enduro d’oltre Manica, come accennavamo, sono diversi gli elementi che pare prendano spunto dalle realizzazioni bavaresi, ma non per questo la moto inglese perde in originalità. Del resto, in un segmento come quello delle enduro da viaggio “attivo”, che annovera diversi punti fermi “obbligatori”, dire qualcosa di nuovo diventa ogni giorno più difficile. Nella terra della Regina non si sono comunque tirati indietro ci hanno provato. Questa creatura, poi, con un “sanguigno” come il sottoscritto sfonda una porta aperta.

Troppi i punti che toccano le “giuste corde”, ovviamente per quanto riguarda chi scrive. Il tre cilindri, come dicevo in apertura, è garante di piacere di guida e fascino: perché nasconderlo? Le moto da enduro, quelle che cercano in qualche modo di tenere ancora vivo quello che una volta era il filone delle “navi del deserto”, suscitano sempre un grande appeal, almeno in chi ama (o solo sogna) i grandi spazi sconfinati, i grandi viaggi dove tutto viene buttato alle spalle e si guarda solo l’orizzonte. Anche solo ammirando il proprio mezzo, senza per forza viaggiare e macinare chilometri…”navigando” anche solo con la fantasia (ma se potete, fatelo per davvero!)

Certo, il “becco” anteriore, tanto in stile GS, forse si sarebbe potuto evitare o magari si poteva optare per qualcosa di diverso (ad essere onesti, però, fa tanto Dakar, perché rinunciarci?). La parte anteriore, ad “insetto” e con il faro a doppia parabola, segue esattamente la moda del momento. Buona, anche se può apparire come una cosa secondaria, la scelta delle frecce di dimensione “umana” e con vetro bianco (dimensioni e colore che – in ogni caso – non “rubano spazio” alla linea) . Paga bene anche la soluzione del telaio in traliccio e in bella vista. Scelta che dona “professionalità” e “leggerezza” alla neonata di casa Triumph. Di buona fattura e di bell’aspetto appare anche il forcellone posteriore. Così come appare ottima, almeno alla vista, la forcella a steli rovesciati. Piacevole, infine, la scelta “professionale” del paramotore. Anche la vista da dietro regala l’idea di massima leggerezza. Insomma, nel complesso, la moto non delude; anzi l’impatto estetico generale è veramente appagante.

Quasi scontato, a questo punto, l’indirizzo d’uso di una moto di questo genere. Chi ama avere fra le mani una moto in grado di affrontare quasi tutto, capace di garantire un buon confort, in grado di disimpegnarsi ottimamente in viaggio e che, se capita, non ha paura a “sporcarsi” su una mulattiera, troverà in questa tre cilindri una piacevole compagna per tutti i giorni. Pronta a macinar chilometri durante la settimana per portarci da casa in ufficio e, nel week end, fuori porta per ammirare  paesaggi mozzafiato. Un set di borse appropriate, abbigliamento idoneo, un buon periodo di ferie e la Tiger 800 XC ci permetterà di conoscere l’Italia, l’Europa, ogni angolo del mondo e, soprattutto, l’Africa  terra d’origine dell’uomo e anche del segmento delle “endurone” nate proprio sull’onda emozionale delle maratone dakariane. Una moto che, guardandone i “camaleontici” usi, potrebbe trovare consensi un po’ in tutte le fasce di età e di esigenza. Certo non sarà un mezzo da smanettoni in cerca di brividi col ginocchio a terra ma potrebbe regalare, a chi lo cerca, il perfetto mix da “coltellino svizzero” in grado di aprire molte scatole.

Insomma, concludendo, una bella “creatura” che potrebbe far storcere il naso a chi la vede come la “copia” di qualche tedesca ma che, osservandola meglio, potrà comprendere come la Tiger XC si affaccia in un segmento dove, dire qualcosa di nuovo, è sempre più difficile. L’insieme abbastanza “snello”, il tiro in basso corposo e il piacere di guida del tre cilindri faranno il resto. Buona coppia, discreto allungo,un frazionamento tutto fare quello della Triumph…tutto fare come questa Tiger 800. In attesa del nostro imminente Test, gustatevela nelle sequenze che seguono. QUI, invece, la gallery fotografica.

httpv://www.youtube.com/watch?v=ndAZfy0qmBY


1 Comment

  1. Sandro

    2011/01/14 at 11:33 AM

    Questa vorrei proprio provarla. Per chi come me vive in posti dove le strade non sono un granchè e c’è anche possibilità di fare tante stradelle sterrate potrebbe essere uno spasso :mrgreen:

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