Connect
To Top

Leggende del motociclismo: Sammy Miller, il genio versatile della motocicletta

Talento e versatilità. Se volessimo riassumere la storia di Sammy Miller queste due parole sarebbero senz’altro le più azzeccate. Perché il pilota nordirlandese spaziò dalle corse su strada a quelle su pista, e da quelle su pista a quelle su sterrato, e sempre nel ruolo di protagonista.

Quel ragazzino, nato a Belfast l’11 novembre 1933 e capace di pazzesche quanto impensabili acrobazie in sella sua bicicletta, nel 1954, appena ventunenne, fu l’esordiente meglio piazzato alla Scottish Six days Trial, la gara di trial più dura e famosa del mondo. E non contento, due settimane dopo, partecipò alla sua prima corsa su strada, la Cookstown 100.
In quell’anno d’esordio vinse i titoli irlandesi di trial e velocità su strada. Ebbe così inizio la leggenda di Sammy Miller.

Nato e cresciuto nella terra delle “road races”, non riuscì a restare indifferente al fascino della North West 200 e del Tourist Trophy. E se lungo le stradine della contea di Londonderry riuscì a conquistare tre vittorie, di cui una davanti ad un certo Mike Hailwood, sul tracciato del Mountain dovette arrendersi alla sfortuna.
Come nel 1957 quando, in testa alla gara della classe 250, all’ultimo girò accadde l’incredibile: il manubrio della sua Mondial cedette di schianto e il giovane campione nordirlandese fu costretto ad un mesto ritiro.

Le vittorie alla North West 200 gli aprirono però le porte del Motomondiale, dove si divise tra 125 e 250, tra NSU e Mondial. Ma fu con le ruote tassellate, soprattutto con quelle delle leggere e rampicanti moto da trial con cui era cresciuto, che ottenne i maggiori successi: 1482 vittorie, tra cui 11 titoli nazionali e 2 europei.

Nel 1973, dopo aver vinto tantissimo, e con il rimpianto per quel mondiale 250 perso contro Cecil Sanford nel 1957, annunciò il suo ritiro dalle competizioni.

La versatilità dell’uomo Sammy Miller andò così a sostituirsi a quella dell’ex pilota. Da manager in Bultaco, dove da pilota vinse i due titoli europei, a progettista, sviluppatore e promotore in Honda della nuova moto da trial. Ma si sa, lo sviluppo di una moto passa attraverso le gare e così, nel 1975, indossò nuovamente casco e tuta e si rimise in gioco.
Il risultato fu devastanteper gli avversari!
Il binomio Honda–Miller raccolse 11 vittorie, dimostrando una superiorità schiacciante.
Nel 1978 , infine, intraprese un’altra grande sfida, sviluppare una nuova moto da trial per l’ SWM.

Pilota, collaudatore, progettista, manager, l’eclettico Sammy Miller sembra non volersi fermare mai, e nel 1983 realizzò il suo sogno più grande, fondare un museo dove ospitare le motociclette da competizione più famose del mondo.
Chi ha detto che i sogni devono restare per forza chiusi in un cassetto?


1 Comment

  1. Alessandro Munaò via Facebook

    2011/10/25 at 9:36 AM

    ESATTO

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in Leggende del Motociclismo