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Leggende del Motociclismo: Norton F1, l’urlo del Wankel

Seduti sopra una turbina. Una turbina impazzita che, senza la minima incertezza, spingeva dai 2.000 ai 10.000 giri/min con una forza incredibile, sconosciuta alla maggior parte delle altre motociclette. E il tutto accompagnato da una tonalità di scarico pungente ed inconfondibile, un incrocio tra il sibilo di una due tempi e il borbottio cupo di una quattro tempi ai bassi regimi. Ecco cosa significava guidare una Norton RCW 588 dotata di propulsore Wankel, una motocicletta unica al mondo.

E se la Norton F1 stradale del 1990 non poteva certamente essere definita la versione civilizzata della RCW 588, ne era però, a tutti gli effetti, una sua diretta discendente. Perché con quella moto – che con Steve Spray si impose nel campionato britannico di F1 e nelle gare del Trofeo Supercup – condivideva non solo il propulsore, ma anche il tipo di telaio e la livrea nera con filettatura argentata fortemente voluta dallo sponsor, la multinazionale del tabacco John Player Special.

Il birotore raffreddato a liquido di 588 cc era lo stesso della RCW anche se, rispetto a quello della versione da gara, era stato “rovesciato”, in modo da avere i condotti di aspirazione rivolti in avanti. Ovviamente era stato anche depotenziato per favorirne l’impiego stradale, infatti, erogava una potenza di 95 cv contro i 135 della moto da competizione, ma con una buona preparazione anche la F1 stradale poteva raggiungere gli stessi valori. Prestazioni che erano comunque paragonabili a quelli di una 600 giapponese a quattro cilindri, anche se in realtà la moto da corsa si confrontò con le più potenti 750. E la velocità massima di circa 245 km/h, ottenuta grazie ad una corretta spaziatura del cambio a cinque marce di derivazione Yamaha FZR 1000, non era altro che la conferma delle eccezionali doti di questa moto.

Anche il telaio, uno Spondon a doppio montante discendente in alluminio, pur adottando un disegno leggermente diverso, derivava da quello della RCW. Molta attenzione era stata riservata anche al reparto sospensioni, dove all’anteriore spiccava una efficientissima forcella regolabile White Power, e all’impianto frenante, dotato di tre dischi Brembo che assolvevano alla loro funzione in maniera impeccabile. Niente vibrazioni o picchi di erogazione, soltanto un sibilo e una rapidità sorprendente nel salire di giri e di velocità. Andava così la Norton F1. Come se fosse spinta da un motore elettrico.

Insomma, la Norton sembrava aver fatto centro. Questa F1, eccezion fatta per gli elevati consumi e l’eccessiva fumosità allo scarico, sembrava veramente la moto perfetta. Già, sembrava…  

Non le mancava neppure quell’eleganza tipica delle sport-classic inglesi. Un’eleganza che però si pagava cara, troppo cara! I circa 130 esemplari realizzati furono messi in commercio al proibitivo prezzo di 12.500 sterline, tasse escluse. Questo, e i bilanci dell’azienda, sempre più in rosso, portarono ad abbandonarne il progetto. Ma non senza un’ultima impennata d’orgoglio. La F1 donò il suo propulsore alla nuova moto da corsa munita di telaio Harris, la NRS, che nel 1994 vinse il campionato SBK inglese con il pilota Ian Simpson.

Forse la Norton F1 non sarà stata la motocicletta più rivoluzionaria della storia, ma la più “anticonformista” certamente sì.


5 Comments

  1. Pianeta Riders via Facebook

    2012/05/25 at 9:58 AM

    e per chi volesse approfondire, qui la Norton Wankel RCW 588 raccontata da Mr D

    http://www.pianetariders.it/2010/05/retro-rockets-norton-wankel-rcw-588-la-leggenda-dell%E2%80%99oro-nero/8739

  2. Massimo Randazzo via Facebook

    2012/05/25 at 1:59 PM

    quali sono le foto della RC e quali della RCW?

  3. Massimo Randazzo via Facebook

    2012/05/25 at 1:59 PM

    quali sono le foto della RC e quali della RCW?

  4. Massimo Randazzo via Facebook

    2012/05/25 at 2:02 PM

  5. Massimo Randazzo via Facebook

    2012/05/25 at 2:02 PM

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