Connect
To Top

Il viaggio in moto… ben oltre il viaggio!

Ricordi da un moto-giro in Sardegna e riflessioni sul viaggio

[divider]

L’importante non è la distanza percorsa, il numero di nazioni attraversate o la quantità di timbri apposti su un passaporto. L’essenziale è ciò che ci lasciamo filtrare addosso. Anche nella passeggiata dietro l’angolo. Quelle sensazioni che superano la visiera del casco e si imprimono sugli occhi, per sempre. Dietro ogni curva, dopo una serie di pieghe perfette, giù dalla moto. Quel che capita in un viaggio è qualcosa che ci forma… anche quando all’apparenza non capita nulla.

Dopo un viaggio siamo diversi. Siamo cresciuti. Siamo più ampi. E se abbiamo viaggiato in moto, siamo addirittura sterminati. Come gli orizzonti di cui andiamo sempre a caccia. Ricchi di cose, persone, realtà…

Da un moto-viaggio in Sardegna di qualche tempo fa…

“Appena rientrato da una passeggiata a piedi per Dorgali. Dopo una giornata di pieghe infinite avevo sete e sono uscito alla ricerca di un bar. Fuori è buio. Ho camminato un po’ tra strade e vicoli in un silenzio cui non sono più abituato. Sembrava non ci fosse nessuno. Ero solo. Poi alzo gli occhi e li scorgo… balconi, finestre, verande… erano tutti lì, al buio, senza parlare. A guardare la strada e prendere il fresco. Trovo un bar, compro l’acqua. Un litro e mezzo di effervescente naturale 1 €. Bene. Riprendo la strada per il B&B. Ancora silenzio. Ma adesso lo so, non li vedo ma ci sono. Nella penombra. Osservano.
No, non è silenzio. Qui si parla così. Come ad Orgosolo, quando ho circumnavigato il Gennargentu. Incontri e sensazioni pelle a pelle. Sguardi fieri e donne magre, anziane, vestite di nero, che attraversano vecchi vicoli come volassero… senza rumore. Orgosolo mi ha colpito. Un luogo che parla attraverso i muri delle case… oppure con gli occhi.
Prima di arrivare al B&B passo davanti la sede locale del PC. Qui c’è ancora una sede del PC. Al balcone, ringhiere con falce e martello. Fa tenerezza. C’è una strana forma di attaccamento al passato in questa parte di Sardegna. Non arretratezza. Ma ancoraggio. In un luogo dove da sempre il tempo te lo guadagni, dove strappi via ogni giornata ad una terra dura come le rocce del Supramonte, ciò che trascorre vale di più, te lo sei conquistato, e non lo butti via come se nulla fosse, o per l’ultima reclam”


Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in luoghi da Riders