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Da BMW il sistema di sicurezza Connected Ride

Insieme al progetto Connected Drive dedicato alle automobili, BMW sta recentemente portando avanti uno studio similare (in fase di test) dedicato alle moto, ovvero, il Connected Ride.


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Si tratta di un sistema particolarmente interessante e ingegnoso in grado di consentire ai veicoli di comunicare tra loro scongiurando, così, alcune delle situazioni più a rischio soprattutto per noi motociclisti, ovvero, i pericoli in prossimità di un incrocio. Una delle cause più frequenti di incidenti che vedono coinvolte le moto, infatti, è il mancato rispetto della precedenza da parte di automobilisti che spesso finiscono col non accorgersi del sopraggiungere di un mezzo a 2 ruote.

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È proprio in questa delicata situazione che interviene il Connected Ride, una sorta di “assistente di avviso del traffico trasversale” che utilizza i dati del traffico, posizione e velocità dei veicoli che si avvicinano all’incrocio, avvisando i conducenti dei possibili pericoli. Il funzionamento è piuttosto semplice: se una vettura (auto o moto) nell’approssimarsi ad un incrocio non gode del diritto di precedenza e il conducente non provvede a rallentare o frenare, si viene avvisati dal sistema (prima con un avviso ottico, e poi acustico). Allo stesso tempo il mezzo che si sta per incrociare aumenterà automaticamente l’intensità delle luci, attivando un led di avvertimento per accrescere la visibilità. Se nonostante gli avvisi, poi, la situazione dovesse farsi critica, si attiverà anche il clacson del veicolo che sta per essere impattato (ad esempio, la moto). Il sistema si basa sull’utilizzo del DGPS (Differential Global Positioning System) e sul protocollo di comunicazione wireless WLAN-Standard. La moto scelta da BMW per i test è l’ammiraglia K 1300 S.

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Sicuramente una strada interessante, questa percorsa in tema di sicurezza dalla casa dell’elica. Il primo limite di questo progetto, però, che salta subito in mente, è che basandosi su un sistema di comunicazione tra veicoli, per poter funzionare in modo soddisfacente necessiterebbe di una diffusione generalizzata sulla maggior parte dei mezzi circolanti. Staremo a vedere. Nel frattempo rimaniamo in attesa di ulteriori sviluppi e dell’esito dei test.


Via| infomotori 

3 Comments

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