Connect
To Top

MotoGP Classic in vista del weekend: la 500 a Le Mans, correva l’anno 1991

8 settembre 1991, Le Mans è il teatro della lotta al mondiale, classe regina. A vent’anni di distanza la leggenda rivive,  alla vigilia dell’attesissima edizione 2013 che vede ancora in lotta 4 grandi campioni: Lorenzo, Rossi, Pedrosa e Marquez

[divider]

È il 1991, la pista è quella di Le Mans, e tre piloti si contendono il campionato a due gare dal termine. Sulla griglia di partenza le Yamaha sono le favorite, insieme con la RGV 500 sponsorizzata Lucky Strike. La YZR 500 e la rivale Suzuki, sono le regine incontrastate dell’ultimo quinquennio, guidate da coloro che oggi sono autentiche leggende del motociclismo: Kevin Schwantz, numero trentaquattro sulla RGV500 e Wayne Rainey, con il numero uno sulla carena, sono pronti a darsi battaglia in pista; ai due si aggiunge un emergente in sella alla NSR 500 R, l’australiano Mick Doohan, alla terza stagione nella classe 500, e già incollato ai due centauri americani (non vi ricorda qualcuno?).

È l’8 settembre, i centauri sono pronti nelle loro tute di pelle. La pista di Le Mans non è cambiata molto negli anni, ma fanno sfoggio di coraggio quando passando a meno di venti metri dalle balle di fieno blu e gialle e dai guardrail. Le loro MotoGP ronzano altissime, mentre l’odore delle benzine incombuste si mischia al profumo acre delle gomme che si consumano sull’asfalto arroventato dal sole.

La gara inizia e la battaglia si accende subito tra Schwantz, Rainey e Doohan, ai quali si aggiunge Kocinski. Le moto scendono a tutta velocità dalla discesa dopo la curva Dunlop. La Yamaha numero uno è in difficoltà, la gomma posteriore perde di continuo aderenza, costringendo Rainey a non strafare e rimanere dietro il quartetto di testa, mentre Schwantz assapora il mondiale sempre più vicino. Tra il numero trentaquattro e la vittoria, però, c’è Doohan. L’australiano mette a dura prova il texano, passandolo più volte e venendo a sua volta ripassato… gli ultimi dieci giri sono l’apoteosi del motociclismo, con staccate e infilate da far rizzare i capelli ai piloti di oggi. Traiettorie paurose con ginocchio a terra, carena contro carena, e il bordo pista che sfila a 180 km/h, tenendo gli spettatori con il fiato sospeso. È una lotta all’ultima staccata, i 4200 metri del circuito sembrano non terminare mai. All’ultimo giro, Schwantz, sulla sua RGV 500 Lucky Strike, riesce tenere a distanza il Numero Tre sulla Honda, chiudendo tutte le porte e tagliando il traguardo per primo, subito seguito da Doohan e da un Reiney terzo, consapevole di aver perso l’ultima occasione per vincere il Mondiale.

Altra Domenica e altra epoca. Siamo nel 2013 e la Classe Regina torna sulla pista di Le Mans, ancora con quattro centauri in lotta. Tre veterani, Lorenzo, Rossi e Pedrosa e il debuttante Marquez. Le moto cambiano e le tecnologie che le supportano non hanno eguali. La lotta è aperta, la guerra ancora lunga ma, la battaglia sulla mitica curva Dunlop, è imminente. Lo spirito è lo stesso di quello di vent’anni fa (forse!); ogni goccia di sudore è stillata per dare il 110% e precedere sul traguardo i rivali. Una sfida, lo speriamo, per lasciare ai posteri altre leggende e altre storie da raccontare

(articolo di Alessandro Schiavone)


1 Comment

  1. Samuele

    2013/05/15 at 8:00 PM

    Bei tempi, quelli

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in MotoGp