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MotoGp 2013: Pedrosa domina a Jerez. Marquez si esalta. La Yamaha in gara paga dazio

Pedrosa e Marquez, dominio incontrastato su un pista che doveva essere appannaggio di Yamaha, e soprattutto di Rossi. Marquez ridisegna i livelli dell’attuale MotoGP

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Il Grand Prix di Jerez si prospettava sin dall’inizio come una gran gara per la MotoGP, con tanti piloti in lizza per la vittoria. Le prove libere del weekend avevano decretato Lorenzo, Rossi, Pedrosa e Crutchlow come i piloti con il passo giusto per la lotta al gradino più alto del podio. La caduta del Rider inglese nella Q2, però, metterà di fatto un freno alle aspirazioni della M1 del team Tech3, rendendo prevedibile una lotta a tre, tra le Yamaha ufficiali e la Honda di Pedrosa. Come sempre, però, la gara è un’altra cosa e in pista tutto cambia rapidamente.

Tante le variabili imprevedibili: gomme, primi giri infelici (come quelli fatti da Rossi), e la debacle di una Yamaha che, ancora una volta, paga dazio ai prototipi Honda. La RCV213V, che qui a Jerez sulla carta sarebbe dovuta essere quantomeno alla pari, se non addirittura più attardata rispetto alle M1 di Lorenzo e Rossi, invece si è dimostrata nel complesso più prestante: cambi di direzione rapidi, entrate in curva efficaci e un motore che spinge forte, le armi sempre più affilate delle RCV Ufficiali. Segno tangibile del grande lavoro svolto durante l’inverno dalla HRC.

Pedrosa ripaga la Honda con una gara alla sua maniera, prendendo la testa dopo pochi giri dal via, facendo ciò che più gli è congeniale: la fuga solitaria. La sconfitta Yamaha inizia con Rossi, ancora una volta lento nella prima parte di gara, finendo fatalmente troppo distaccato dal gruppetto composto da Pedrosa, Lorenzo e Marquez.

La gara per un po’ rimane piatta, un trenino di moto, dove i pochi episodi di rilievo sono le staccate con il coltello tra i denti di Marquez per stare con Lorenzo, e il sorpasso di Aleix Espargaro su una CRT ART ai danni di un Dovizioso in debito di ossigeno, con una Ducati oggi intrattabile.

A infilare un po’ di pepe, però, ci pensa Marc Marquez. Seppur giovanissimo, come fosse un pilota “vecchio stampo”, di quelli alla Bayliss o alla Capirex della vecchia 250cc, mette anima e corpo nel polso destro pur di sorpassare il proprio avversario. Marquez resuscita con un solo finale di gara, un’intera era del motociclismo,  quando i piloti si sportellavano senza esitazione, pur di passare in ogni varco lasciato aperto dall’avversario. A farne le spese, il campione del mondo 2012, Jorge Lorenzo, che commette un grave errore da lui stesso poi sottolineato: ad un giro dal termine, Marquez prova un primo affondo, sbagliando e finendo largo, ma riprendendo subito la ruota del rivale Lorenzo in poche curve; è l’ultima variante, Jorge si tiene sul cordolo esterno pensando di fare la sua normale traiettoria, credendo Marc troppo lontano, ma il piccolo diavolo Marquez è proprio dietro di lui e si infila nel varco enorme lasciato dal maiorchino, bruciandolo poi in staccata; il resto che segue è un contatto (colpa di entrambe le parti probabilmente) che però porta Marquez a precedere Jorge sul traguardo. E alla domanda fatta a Marquez se avesse esagerato in quella curva, la risposta di Marc è stata “sono cose che succedono all’ultimo giro. E poi penso che ai Fan sia piaciuto

(articolo di Alessandro Schiavone)


2 Comments

  1. Angiolino Gelio via Facebook

    2013/05/05 at 7:27 PM

    Fantastico Marc Marquez

  2. Fabio Merloni via Facebook

    2013/05/05 at 7:36 PM

    Finalmente uno che giuda per stare davanti, e non solo per mettere i punti campionato nel cassetto!

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