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MotoGp 2010: è crisi? Poco spettacolo, tante chiacchiere, troppa elettronica (sondaggio)


(articolo di Amedeo Roma)

Griglia di partenza, 17 moto. Poche, troppo poche. Le moto sono schierate sulla griglia in file da tre, questo solo per allungare lo schieramento, perché se fossero posizionate su file da 5 lo schiacciamento dell’obbiettivo delle telecamere sarebbe imbarazzante. I motori vengono messi in moto, giro di allineamento; si va piano e almeno in questo frangente il gruppo è unito; se non altro si vedono i colori e i numeri che appena dopo pochi giri di gara andranno dispersi.

Semaforo rosso, visiere abbassate, 3-2-1 e via gas aperto, di corsa, tutti sotto gli striminziti cupolini, fino alla prima staccata, tutti in gruppo, ecco la prima curva, tutti avvelenati per guadagnare qualche posizione, o qualche ripresa video…

Poi pochi giri, non più di due o al massimo tre, e il gruppo si allunga, con i soliti davanti, Valentino, Pedrosa, Lorenzo, Stoner (che ultimamente dopo qualche passaggio si stende) e Dovizioso che aspetta di carburare… poi la caduta di Stoner rinvigorisce il suo compagno di squadra Hayden, che apre il gas e incomincia a guadagnare un po’ di terreno sul gruppo di testa.

Tutto qui, la gara è già finita, quelli dietro vanno per conto loro, quelli davanti spingono come forsennati, e in pochi giri tutto è già quasi scritto: gli ultimi saranno ultimi e tra i primi la lotta sarà senza esclusioni di colpi tra i soliti Rossi e Lorenzo. Insomma, la crisi per la MotoGp è presente, sia come numero di partecipanti, sia come spettacolo in senso assoluto, dove i bolidi di 800 cm3 viaggiano a gas spalancato quasi fossero delle quarto di litro. I controlli elettronici hanno reso le moto decisamente facili da mandare veloci, sia sul dritto che in percorrenza di curva, incidendo negativamente sullo spettacolo “must” che era specifico proprio della classe regina. La dimostrazione è l’ultima gara che si è corsa a Le Mans. I piloti percorrevano le due esse che immettono sul rettilineo, poi in uscita spalancavano completamente il gas incuranti delle possibili reazioni di moto e gomme. Pensa a tutto l’elettronica. Nessuna virgola sull’asfalto, avantreni ben piantati in terra senza che QUASI lo pneumatico anteriore si stacchi dal suolo. Eppure ricordo che solo qualche hanno fa le moto derapavano, si impennavano, il pilota molte volte era un guerriero inferocito che domava il suo cavallo impazzito. Ora certe volte sembra una ballerina che in punta di piedi danza una musica un po’ povera di sonorità.

Siamo sicuri che l’elettronica sia l’unica strada percorribile? È davvero valida l’affermazione secondo la quale la Moto Gp è il banco di prova per le tecnologie che poi verranno successivamente applicate alla produzione di serie? Tutto questo sviluppo incessante quanto paga in termini di spettacolo?

Domande da non trascurare. Possibile che non si riesca a rinunciare ad un po’ d’elettronica senza il solito paravento della sicurezza? Ad esempio, controllo di trazione e controllo antipennata sono indispensabili? Non sarebbe meglio affidare il tutto alla sensibilità del campione? Magari, in favore di un po’ di sano spettacolo, si potrebbero riabituare i piloti a giocare ancora con la manopola del gas. Controsterzi e impennate ci mancano tanto quanto una griglia ben affollata.

Forse se il problema non viene preso in seria considerazione anche perché il mondiale MotoGp vive ancora sugli allori grazie “all’effetto Rossi” che ha garantito nel corso degli anni un aumento sostanziale di pubblico e appassionati. Forse per vedere un reale interessamento della Dorna su certe questioni occorrerà attendere la chiusura della carriera del pilota di Tavulia. Forse i vari giochini di Motomercato sono ancora il piatto forte, o quello più ricco. Forse…




2 Comments

  1. Duca Rosso

    2010/05/26 at 6:43 PM

    In effetti (almeno per ora) la Superbike è tutta un’altra storia. Più competitività, più spettacolo, più tutto!!!

  2. spike

    2010/09/25 at 3:56 PM

    qualche “hanno” fa??

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