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MotoGp Germania 2010: Vittoria di Pedrosa sul Sachsenring. Rossi medaglia di legno


Gara in un due manche, quella di oggi, sul circuito tedesco vinta da un incredibile Daniel Pedrosa: high side di De Puniet dopo 9 giri con pericolosa carambola a tre, si torna ai box, e tutto da rifare. Per il pilota francese, frattura di tibia e perone, e addio Laguna Seca. E Valentino? Un fenomeno!

Emozionante la gara sul Sachsenring che ha visto il rientro alle corse di Mr MotoGp, alias Valentino Rossi. La lotta per la posizione di vertice è stata tutta iberica con Pedrosa e Lorenzo, ma a tenere banco è stato soprattutto lo splendido duello Rossi-Stoner nel finale.

Lo spagnolo della Honda parte col teletrasporto come al suo solito in entrambe le manche disputate oggi tra i cordoli tedeschi, ma se nella prima aveva dovuto soccombere alla carica di Lorenzo, nella seconda non c’è  nulla da fare: Dani parte a razzo, lo yamahisa lo sorpassa, ma poi gli scatta una molla da qualche parte, risorpassa Jorge, e se ne va frantumando il record della pista (già suo) giro dopo giro fino ad abbattere la barriera dell’ 1.22.  Un martello pneumatico che impallina la bandiera a scacchi con quasi tre secondi di vantaggio sul connazionale che deve accontentarsi dela seconda posizione. Prima di parlare del secondo duello che ha infuocato la gara, vediamo i primi 9 a tagliare il traguardo:

  • PEDROSA
  • LORENZO
  • STONER
  • ROSSI
  • DOVIZIOSO
  • SIMONCELLI
  • HAYDEN
  • SPIES
  • BARBERA’

Stoner e Rossi hanno dato vita, nel finale, ad una di quelle battaglie che – tra loro – non si vedevano da tempo. Sorpassi e controsorpassi fino a quello decisivo di Casey che taglia il traguardo davanti al Dottore. Tutto ha inizio quando Rossi prende a ridurre vistosamente lo svantaggio sull’australiano girando con tempi del tutto simili ai piloti di testa fino a infilarglisi dritto negli scarichi e a passarlo. A quel punto, però, scatta una molla anche dentro Stoner, forse un moto d’orgoglio. Vedersi passare in quel modo dall’avversario di sempre con una gamba sola deve avergli riacceso il tigre nel motore, e così, nella rincorsa al rivale, inizia a macinare tempi fino a quel momento neanche sfiorati, culminati nel sorpasso finale che gli vale il terzo gradino del podio. Una sfida nella sfida che lascia intendere chiare due cose: la prima – se mai ce ne fosse bisogno – che Rossi è un fenomeno. La seconda, forse meno evidente, che quello che a quanto pare è mancato a Stoner, per tornare ai fasti di un tempo, sono stati soprattutto gli stimoli giusti. La sensazione è che il prossimo anno, col rimescolamento di “colori” in atto, ne vedremo delle belle.

Quinto, Andrea Dovizioso – non ce ne vogliano lui e i suoi sostenitori – ha mostrato di non essere al pari dei suoi compagni di marchio, presenti e futuri. Il prossimo anno, probabilmente, potrebbe essere lui, tra i tre (ovvero, Dovizioso, Stoner e Pedrosa) a venir destinato a un team Honda satellite.

Buona, infine, la prestazione di SuperSic, sesto, convincente e aggressivo sul Sachsenring, dove non si è risparmiato in  duelli, pieghe e staccate che alla fine gli hanno fatto aver ragione di un Hayden tutto sommato bravo se si considera la pessima situazione in cui si ritrovava dopo le qualifiche di ieri. A chiudere l’ordine d’arrivo, purtroppo, Melandri, Capirossi e De Angelis.


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