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Intervista ad Andrea Dovizioso: a proposito di Honda, di Yamaha, e di tanto altro ancora

(intervista di William Toscani)

In occasione dell’apertura del nuovo Showroom Megabike Honda a Roma, in piazza Ippolito , abbiamo avuto l’occasione di scambiare due chiacchiere con Andrea Dovizioso, ospite d’onore dell’evento, a cui abbiamo fatto domande sul suo contratto con la Honda e sulla attuale situazione del motocilismo italiano. Ma il Dovi ci ha anche parlato del suo particolare rapporto col mezzo a due ruote, e abbiamo scoperto che…

Prima domanda, banale, quasi scontata… il contratto con Honda?

Siamo molto avanti per correre con Cecchinello con la moto ufficiale, anche se ancora mancano dei dettagli da discutere. Stiamo valutando anche l’ipotesi se continuare con Honda o cambiare.

Quindi potrebbe esserci una Yamaha all’orizzonte?

Stiamo valutando delle opzioni di cambiamento. Yamaha rientra sicuramente tra le possibilità che abbiamo.

Voci vogliono che nelle prestazini delle Honda di quest’anno – moto costantemente nelle zone alte con tutti i suoi piloti – ci sia molto del tuo lavoro di sviluppo. Honda quindi ha seguito le tue indicazioni e i risultati si vedono. Non ti lascerebbe un po’ l’amaro in bocca qual ora dovessi lasciare il team Repsol?

(sorride un po’ amaro) Gli interessi di Honda evidentemente sono altri. Quando si hanno i piloti per vincere, tutto il resto passa in secondo piano. Il lavoro fatto con il team viene riconosciuto, ma gli interessi sono altri. I loro programmi sono di avere due piloti nel team interno. Lo sviluppo l’ha fatto anche Dani (Pedrosa) , ma sicuramente noi con il team abbiamo influito tanto sulle linee da seguire. Abbiamo deciso di prendere gente al di fuori di Honda che ci ha aiutato a far lavorare meglio le gomme Bridgestone ( ndA, esempio è Livio Suppo, proveniente da Ducati, dove hanno maturato una grossa esperienza nel lavoro con le Bridgestone), impressionanti come prestazioni, ma molto dure di carcassa e molto difficili da fare rendere al meglio.

Un tuo parere sul motociclismo italiano oggi. Ci iete tu, Rossi, Simoncelli ma poi…?!

Dopo purtroppo non c’è molto. Iannone ha un gran talento, ma ancora non ha la testa per correre in motogp, gli serve maturare esperienza e sarà pronto. Oltre lui non vedo molto: abbiamo Corsi, buon pilota, ma non so se abbia le possibilità di fare la Motogp, poi rimane DeAngelis, ma che ha già corso in Motogp senza purtroppo fare risultato.

Una causa potrebbe essere il fatto di non avere categorie abbastanza formative, come magari era la Sport Production di qualche anno fa.

Non credo sia un problema solo di SportProduction. Ho avuto modo di parlare con Locatelli, impeganto con il Team Italia ed ha la situazione più chiara. Secondo lui il problema è che si hanno troppe categorie. Bisognerebbe farne meno e fatte meglio, con i piloti che si affrontano in meno cateogrie sarebbe più facile capire e fare emergere i talenti. Il problema sono purtroppo i costi. Al giorno d’oggi per correre ci vuole un minimo di budget ed è difficile, non molti riescono ad averlo.

Da ex pilota della 250 quanto vedi formativa la Moto2?

Secondo me non è formativa come la 250 2t. Un Marquez o un Bradl, molto forti in moto2, avranno delle grosse difficoltà in Motogp. Con il tempo capiranno la categoria,ma preparati come noi ex della 250 non ci arriveranno, avranno bisogno di più tempo.

Parliamo ora del Dovizioso non più pilota, ma puro motociclista.
Quando si arriva a guidare ai massimi livelli le moto più belle e potenti del mondo, di certo cambia un po’ il rapporto con il mezzo a due ruote rispetto ad un semplice appassionato. Riesci ancora entusiasmarti vedendo una bella moto? Ti emoziona guidare oggi come magari 10 anni fa?

La passione c’è, altrimenti non corri, questo è sicuro, ma la vivo in modo diverso. Magari non sono come un semplice appassionato che squadra una moto quando la vede per strada, questo non mi capita, ma guidare una moto e vivere guidando le moto è la cosa che voglio a tutti i costi e che vogliono tutti i piloti che corrono. La moto che mi diverte di più e mi trasmette più emozioni è il motocross. Amo fare cross, oltre che per farci allenamento, mi entusiasma guidarlo e non disdegno mai fare anche due ore di macchina per andare a provare una pista nuova.

Qual è la cosa che più ti eccita nel guidare una moto, pista o cross che sia?

La prestazione assolutamente, anche quando guido per puro svago è la lotta contro il tempo la cosa che più mi da adrenalina.


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