Connect
To Top

Test HeadBanger Hollister: quando la moto era sinonimo di passione

(Test di Fabrizio FarinoniFoto di Roberta Giuffrida)

Oggi parleremo di vibrazioni davvero speciali, quelle prodotte dalla meccanica di un RevTech 88 inches che si possono percepire stando seduti “scomodamente” su un vero Bobber old school. Stiamo parlando della fascinosa HeadBanger Hollister, il generatore di cotante “scosse” che non è di certo una custom qualunque.

Il perché? Ve lo spiego subito: innanzitutto è 100%100 Italiana; in secondo luogo è “ignorante” e irriverente come pochi ferri che scorrazzano in giro; ed infine perché è completamente realizzata a mano ed è assolutamente street legal. Insomma Riders, vi può bastare? Ok, andiamo ad analizzare con calma ogni singola voce.

Abbiamo detto che è Italiana. la Headbanger ha la sua sede amministrativa a Milano e assembla con cura le sue creature presso lo stabilimento di Rovato (Brescia). Una realtà relativamente giovane, ma che fin da subito ha riscosso consensi tra gli appassionati, attratti dalla qualità e dall’unicità delle moto prodotte.
Tutti noi sappiamo che il gusto e lo stile made in Italy sono invidiati ovunque nel mondo. Bene, adesso provate ad immaginarli in combine con il meglio della produzione motoristica V-Twin Americana: il risultato è di quelli che non lasciano indifferenti. La HB Hollister è una moto che “acchiappa”!

Abbiamo detto che è “ignorante”. Provate a parlare con quelli della HB di iniezione o di sistemi come ABS, traction control ed elettronica in genere… meglio cambiare discorso. Al diavolo sospensioni regolabili, freni modulabili, scordiamoci comodità e agilità. Insomma, è una moto “vera”, emozionale, ruvida al punto giusto, addomesticata quanto basta… una “bestia” tutto motore, cromature e personalità. Insomma, non un semplice mezzo di trasporto.

Abbiamo detto che la produzione è completamente artigianale e street legale. Luciano Andreoli, o meglio “The Maestro”, technical director Headbanger, insieme al suo staff assembla con cura maniacale le componenti, in parte provenienti dall’America, in parte dall’Europa e ovviamente dall’Italia. Una macedonia di prodotti artigianali che rende questa due ruote veramente esclusiva con la tranquillità di poter circolare liberamente su strada.

DA FERMA

Ci sono cose, nella vita, che rimangono più facilmente impresse nella memoria. Perché ci colpiscono, perché hanno una marcia in più. E’ la tipica sensazione cui non sempre si riesce a dare una spiegazione. E’ la sensazione che si rischia di provare davanti ad una Headbanger Hollister, capace di far brillare gli occhi anche ad un Rider scalmanato, tutto pista e saponette come il sottoscritto.

Insomma, questo Bobber in salsa italiana ha veramente fascino. La pulizia delle linee, la cura del particolare… tutto l’insieme appare armonico e mai scontato; l’occhio non può far altro che gustarsi la meccanica in bella mostra come fosse una cattedrale gotica.

E’ semplice, essenziale, come mamma l’ha fatta, spogliata del superfluo. Il faro è a sezione circolare, il telaio softail è una sana e robusta struttura disegnata da HB su cui poggia il piccolo serbatoio da 9 litri dalle forme arrotondate. Il parafango posteriore è appositamente accorciato e, come vuole la tradizione Bobber, non potevano mancare gli splendidi cerchi a raggi da 16 pollici. Ma il pezzo forte è senza ombra di dubbio il propulsore. Questa possenteunità da 1450 cc viene ospitata dal telaio senza troppe difficoltà e i numerosi particolari cromati regalano, come se non bastasse, ulteriore fascino al mezzo. Fantastico il filtro dell’aria in bella vista e ovviamente lui, il carburatore Mikuni da 43mm, protagonista indiscusso dello show.

Strumento di assoluto riguardo – con maggior ragione se abbiamo a che fare una moto di questo taglio – il bellissimo sistema di scarico 2 in 2 firmato HeadBanger, realizzato anch’esso artigianalmente, dal quale fuoriesce un sound veramente “rock”, che rievoca il passato. Anche la strumentazione è essenziale ma nello stesso tempo funzionale. Ancorato al centro del manubrio, troviamo infatti un piccolo e sobrio strumento analogico di forma circolare. La numerazione nera su sfondo bianco aiuta, anche se le cifre sono forse un po’ troppo minute – in particolar modo per chi ha problemi di vista. Al centro del quadrante ritroviamo il contachilometri totali a led rossi – che stona un po’ con la filosofia del mezzo – mentre subito sotto si schierano le quattro spie di servizio.
E l’indicatore del livello della benzina dov’è finito? Non perdete tempo a cercarlo perché qui si ripropone l’indimenticabile e storico rubinetto On/Off e Res posto in prossimità del serbatoio – gestualità che fa piacere ritrovare, cose d’altri tempi, che spettacolo!

Belli anche i blocchetti elettrici cromati, ma un po’ poco visibili le diciture riportate al di sopra dei comandi. Risultano comunque facilmente azionabili una volta presa dimestichezza. Interessante, infine, l’idea di posizionare gli indicatori di direzione da una parte e dall’altra del manubrio, una soluzione davvero originale e insolita.
Bene, adesso non mi resta che saltare in sella.

IN SELLA

La Hollister si lascia inforcare con estrema facilità. La moto, per il suo genere, è relativamente piccola e non imponente. Manubrio stretto, pedane protratte in avanti, sella un po’ rigida e scivolosa, tutto sommato ci si sta più comodi del previsto su questo Bobber. Il busto rimane verticale e le braccia sono leggermente flesse, una posizione che da fermi non affatica  (non allarmatevi, perché il catalogo è pieno zeppo di accessori per renderla “scomoda” ed estrema al punto giusto). Notiamo, dapprincipio, che le parti meccaniche talvolta interferiscono con le ginocchia, soprattutto sulla sponda destra dove sporge prepotentemente il filtro dell’aria. Ma non ci facciamo troppo caso… e dopo un po’ diventa quasi una goduria percepirne la presenza.

SENSAZIONI DI GUIDA

Inseriamo le chiavi, tiriamo l’aria e dopo esserci accertati di aver posizionato il rubinetto della benzina su “on” diamo inizio allo spettacolo. Il bicilindrico a V Americano si fa sentire a gran voce; sembra quasi che al posto dei pistoni ci sia una band anni 60 pronta a farti divertire, mentre le due “casse”- il 2 in 2 Headbanger – diffondono note veramente accattivanti. Dentro la prima, si parte. [pullquote_right]Ad ogni manata di gas si riassapora l’atmosfera raccontata da Peter Fonda e Dennis Hopper, quando la moto era sinonimo di passione, vibrazioni, sound e libertà[/pullquote_right] Fin da subito ti accorgi che non si tratta di un mezzo facile eimmediato; con la manopola dell’acceleratore non ci si può scherzare più di tanto, la risposta è davvero pronta ed i cavalli vengono scaricati sull’asfalto senza troppi indugi. Merito dell’alimentazione a carburatore.

Pian piano si prende confidenza e si comincia a gustare tutto il carattere “maleducato” della Hollister. Bisogna guidarla e non farsi trasportare. Una moto tosta e cocciuta che ubbidisce solo se diretta con decisione. Il propulsore spinge forte, esageratamente forte. La spinta è vigorosa e non vuole saperne di “ammorbidirsi” con il salire del numero di giri, un vero portento. Basta il pensiero e il RevTech ti catapulta in avanti, in qualsiasi marcia.

Con il macinare dei chilometri si fa apprezzare la coppia infinita sempre a disposizione; ci si rende conto di quanto sia superfluo tirare il collo ad ogni rapporto: è molto più libidinoso infilare una marcia dietro l’altra e sentire il motore “frullare” energicamente sotto al sedere… una vera goduria!
Ogni manata di gas è una scarica di adrenalina e vibrazioni… un tuffo nel passato; si riassapora quella piacevole atmosfera anni 60, raccontata da Jimi Hendrix e dai Led Zeppelin, da Peter Fonda e Dennis Hopper, quando la moto era sinonimo di passione, vibrazioni, scomodità, sound e libertà.

Ti dimentichi in fretta dei piccoli difetti e ti fai trasportare dalle emozioni. E’ vero, la frenata fornita dalla pinza a 4 pistoncini non è prepotente e decisa come vorresti, la maneggevolezza non è il suo punto forte, il cambio è abbastanza duro, sul pavé le sospensioni non assorbono le asperità, ma quello che ti gusti ti ricompensa.

E poi si fa notare la Hollister, e te ne accorgi subito. A spasso per le trafficate vie del centro di Milano quelli che non si girano a guardarla si contano sulle dita di una mano. Proprio il passaggio nel traffico mi persuade a fare una pausa; guidare a Milano immersi nel traffico cittadino non è certo una passeggiata con questa bimba. Le braccia cominciano a indolenzirsi. Confort e facilità d’impiego sono soppiantati dal fascino e dalla ricercatezza costruttiva, questo è il prezzo che bisogna pagare. Ma in fondo la prendi con filosofia e alla fine è un affaticamento insospettabilmente appagante. Spostando la moto da fermo rimango colpito dalla sensazione di “leggerezza”: i soli 235 kg di peso sono un record per un mezzo del suo calibro… e il tutto si spiega, ovviamente, con l’utilizzo di materiali pregiati.

CONCLUSIONI

La Hollister è una special in tutto e per tutto, con la quale si può circolare liberamente su strada senza il patema di essere pizzicati dalle forze dell’ordine. E se volete personalizzarla, non dovrete far altro che sfogliare il catalogo HB e sbizzarrirvi: dalle sospensioni ai filtri di diversa forma e colore, dal motore all’impianto di scarico, dalle selle ai freni, dal manubrio fino a toccare verniciature stravaganti, tutto ovviamente garantito e omologato HeadBanger. L’ idea del presidente HeadBanger, Giorgio Sandi “The Soul, è stata sicuramente originale e intelligente, e sta riscuotendo il meritato successo. Siamo felici di veder crescere nuove realtà Italiane in un periodo difficile come questo. A voi, il consiglio assaporare, almeno per una volta, il mondoHB. Attenti però, è facile rimanerci intrappolati dentro… e poi non diteci che non vi avevamo avvisati!
A seguire, la scheda tecnica, mentre QUI trovate la SuperGallery del test

[divider]

[divider] [box_dark]

SCHEDA TECNICA HeadBanger Hollister

  • Motore: RevTech 88 cu. in. (1.450 cc) (Euro3)
  • Sistema alimentazione: Carburatore
  • Accensione: Elettronica
  • Trasmissione primaria: Cinghia BDL da 3 pollici
  • Trasmissione secondaria: Catena
  • Cambio: BDL a 5 marce
  • Capacità serbatoio: 9 litri
  • Scarico: 2 in 2 Headbanger
  • Telaio: HB Softail, inclinazione 34°
  • Forcella: Telescopica, ∅ 41 mm
  • Piastre sterzo: HB mid-glide
  • Ruota anteriore: 16”
  • Ruota posteriore: 16”
  • Misura pneumatico: Anteriore 130/16 – Posteriore 180/16
  • Freno anteriore: 4 pistoncini
  • Freno posteriore: 4 pistoncini
  • Lunghezza: 2.260 mm
  • Interasse: 1.600 mm
  • Peso a secco: 235 kg
  • Verniciatura: A piacere (*)
  • Prezzo di partenza: € 21.300,00 incl. IVA
[/box_dark]

5 Comments

  1. Bastard Machine

    2011/05/17 at 12:16 PM

    Mi ingolosisce molto. Soprattutto il motorone RevTech a carburatori è una bella bestia da domare. Una alternativa interessante alle “solite” custom 😉

  2. Simo

    2011/05/17 at 11:11 PM

    non comprerei mai una custom, ma se proprio mi venisse la voglia vorrei una cosa del genere, essenziale e tosta con un bel motorazzo tutta coppia e il gommone dietro. Poi oh, è proprio figa, c’ha pure la sella in cuio (che però mi sa di scomoda)

  3. customista

    2011/05/18 at 8:27 AM

    SBAV 😀

    (bel test)

  4. piero

    2011/05/25 at 10:35 PM

    @ Simo:

    esattamente scomode, rumorose, mangia benzina, ma bellissime, io ho una 883 xl sportser, ma la sto versando per una comoda e risparmioso mwf 800 r

  5. Pingback: HeadBanger al Biker Bikini Benefit di Cesenatico dall'11 al 12 giugno | Pianeta Riders

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in custom