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SBK Miller Park 2010: le pagelle del giorno dopo


Gara: voto 9 +

Davvero niente male. Sono tanti i motivi che possono rendere interessante e spettacolare una gara di moto. A Salt Lake city si sono visti sorpassi, hifgh-side, colpi di scena, rincorse rocambolesche ed emozioni a go go. Nessuno sbadiglio nonostante l’ora tarda di Gara 2: direi che ce n’è a sufficienza per una promozione piena.

Max Biaggi: voto 9

Questione di C… cuore! D’accordo, il Corsaro è stato il favorito degli Dei che ce l’hanno messa tutta per dargliela vinta. E ci sono riusciti facendo fuori l’avversario in gara e quello nel mondiale. Ma facciamo attenzione: Max, in realtà, in un week end marcato Ducati (soprattutto nelle sessioni pre-gara), è stato uno dei pochi (l’unico?) a poter contrastare i dilaganti bicilindrici guidati alla riscossa da Checa.

Carlos Checa: laurea honoris causa e casco d’oro (morale) di Pianeta Riders

Iella nera. Impossibile dare un voto allo spagnolo vittima della più crudele iattura degli ultimi anni. Rompi il motore in Gara 1 mentre sei al comando, e d’accordo. Rompi il motore in Gara 2 mentre sei al comando, e ti girano i gabbasisi. Gli appassionati di “fantatriller Superbike” già staranno ipotizzando scenari loschi di sabotaggi e oscure macchinazioni in cui a qualcuno garbava poco una Ducati non ufficiale così nettamente superiore. Ma rimanendo lucidi, e senza scomodare Hollywood, talvolta le cose vanno semplicemente così.

Leon Haslam: voto 7 ½

Più grinta ragazzo. Nonostante la Suzuki non fosse esattamente a suoi agio tra i cordoli del Miller, conquista un bel secondo posto in Gara 1, e cade in Gara 2 mentre era in netta rimonta. Insomma, Leon si conferma grande protagonista della stagione 2010 e talento maturo, ma se fino ad oggi ha giocato (per lo più) “di testa” mantenendo uno stile di gara “riflessivo” e attento a massimizzare il risultato col minimo rischio, adesso deve necessariamente cambiare marcia e tentare qualcosa in più per riprendere il Corsaro, altrimenti: bye bye Mondiale.

Nori Haga: voto 8 +

Mistero. Strana certe volte la vita: proprio dove nessuno si aspetta  niente da te, ecco il colpo di teatro. Sulla pista che odia di più al mondo, il giapponese marcato Xerox riemerge dalle paludi melmose delle retrovie piazzando un terzo ed un quarto posto che riportano finalmente il sorriso nel suo box.  Prodigi? Misteriose pozioni? Inutile sprecarsi troppo nella ricerca di un perché:  quest’anno Nitronori c’ha il singhiozzo più che mai.

Troy Corser: voto 7

Conferma. Bravo Troy che in un week end dominato dal caso, capisce che l’importante è massimizzare senza strafare. Due volte quinto, due volte bravo.

Michel Fabrizio: voto 5 –

Scolorito. Dopo le fiammate delle libere declina mollemente dalla Superpole in poi: cade in Gara 1 (“non riesco a capire il perché,” dichiara “la moto è andata giù senza motivo”), arriva tardi, troppo tardi, in Gara 2. Insomma, un Michel apparso distratto, demotivato, quasi con la testa altrove. Un Michel che fatica a ritrovare il Michel dello scorso anno: missing!

 Jonathan Rea: voto 5

Inconcludente. Che l’inglese sia un talento è fuor di dubbio, ma in questa stagione manca completamente di equilibrio: o doppiette strepitose o cadute clamorose; o va forte a rotta di collo o passeggia poco convinto. Insufficiente senza appello il suo week-end negli USA.

Cal Crutchlow: voto 7 ½

Bravo Cal!!! Il ragazzo si conferma il pilota su cui investire dalle parti di Yamaha. D’accordo la discontinuità, ma in pista pian piano convince sempre più: costantemente tra quelli che contano, appare più sostanzioso del pluridecorato compagno di squadra Toseland (voto 4 e nota disciplinare per assenza ingiustificata). Crutchlow avrebbe preso un voto maggiore se Rea non gli avesse “rovinato” Gara 1, ma in una giornata così, meglio non chiedere troppo.

Leon Camier: voto 8

Il futuro. L’Aprilia non è solo Max Biaggi. Oramai è chiara a tutti la tempra di questo ragazzo che guida con autorevolezza e talento. Bravo Leon, continua così!

Luca Scassa: voto 7

Da promuovere. Uno che si sta guadagnando l’attenzione dei team che contano. E speriamo di vederlo presto in sella ad una moto buona per la “scalata”.


3 Comments

  1. pietro

    2010/06/01 at 11:29 AM

    biaggi ed haslam, se nulla cambia, lasciano agli altri le briciole. fino ad ora hanno vinto 9 gare in 2, e quando non sono arrivati primi, erano nei pressi.
    difficile che possano “saltare” entrambi. peccato per ducati che quest’anno fa da spettatrice.

  2. Duca Rosso

    2010/06/01 at 11:50 AM

    @ pietro:
    D’accordo ma fino a un certo punto. Se intendi le Ducati ufficiali ok, ma Carlos con l’Althea (sfortuna a parte sul Miller) ha mostrato di essere competitivo e 100% Ducati 😉

  3. Pingback: Superbike 2010: Genesio Bevilacqua, general manager Althea racing, fa il punto della situazione in vista di Misano (25-27 giugno) | Pianeta Riders

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