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Tanti auguri Desmosedici: correva l’anno 2003!

Ebbene sì, il tempo passa inesorabile anche per le due ruote. La mitica Desmosedici spegne 10 candeline.

Correva l’anno 2003, quando la Rossa metteva piede per la prima volta in MotoGP. Si decise di chiamarla “Desmosedici GP3″. Così volevano i padri fondatori del progetto: Preziosi, Domenicali e Jenkins. “Desmo”, per la distribuzione  (desmodromica, per l’appunto) e “sedici”, per il numero delle valvole. A domare l’irruenza del portentoso propulsore bolognese, furono chiamati due assi del motociclismo mondiale: Loris Capirossi e Troy Baylisscose che anche nei sogni migliori fatichi ad immaginare!

La stagione d’esordio fu una miscela di timori, paure e difficoltà che, però, trovarono il tempo di trasformarsi in successi, risultati inaspettati, e grandi gioie… tutte italiane: storica e indimenticabile la prima vittoria Ducati in Motogp, firmata “Capirex”, avvenuta, per giunta, in pieno territorio spagnolo. Quel giorno, in Catalunya, il Rosso vinse su qualsiasi altro colore e l’Italia dimostrò al mondo intero di “esserci”. E non fu un evento isolato. Seguirono altri podi, altri buoni risultati, che fecero ben sperare sulla bontà del progetto.

Telaio a traliccio in carbonio, motore portante e Deltabox in alluminio. L’evoluzione della Desmo, nel tempo, è stato incessante. Quella moto, specie nei primi anni di vita, era un tripudio di cavalleria  e di pura “ignoranza” racing: la fama era quella di un mezzo indomabile, scorbutico, “cazzuto”… non una moto per tutti. Andava educata. Nonostante i continui aggiornamenti, il prototipo D16 risultava comunque “diverso” dagli altri, con una propria filosofia… e sono stati tanti,  i piloti di spicco, che hanno avuto con lei una relazione complicata: a partire da Sete Gibernau. Ma anche Marco Melandri, Nicky Hayden e, non ultimo, il nove volte campione del mondo Valentino Rossi.

Solo un Rider è riuscito ad entrare in sintonia con la Belva Bolognese e a comprenderla a fondo. Nel 2007, la Desmosedici entrava nelle grazie di un giovane pilota australiano, Casey Stoner. Poche le ambizioni da parte dei tifosi: da uno che nella stagione d’esordio aveva mandato in rottamazione un numero spropositato di Honda RCV, non è che ci si aspettasse poi molto. Sbagliato! Tra il canguro australiano e la Desmo fu subito amore. “Rolling Stoner” cambiò così nome in “Bastoner“, portando la rossa sul gradino più alto del podio già nel primo GP, in Quatar, fermando lo strapotere di Rossi. Una stagione fatta di pole, giri veloci, record ed emozioni uniche. E alla fine, anche la Casa di Borgo Panigale coronò il sogno di stringere tra le mani il titolo della classe regina del motomondiale.

Alla vigilia della stagione 2013, Ducati è pronta al via con ben 4 Desmo: Hayden, e il neo-acquisto, Dovizioso, saranno i portacolori del Ducati Team; mentre Ben Spies e Iannone saliranno in sella alle Ducati Pramac, con tutto il supporto “factory” della casa madre.

Il modo giusto per festeggiare i 10 anni del progetto Desmosedici? E chissà che non sia ancora un binomio italiano a farci sognare nell’anno della decade. In ogni caso, buon compleanno Desmosedici!


3 Comments

  1. Giacinta Piccirilli via Facebook

    2013/01/31 at 8:12 PM

    Auguriii

  2. Mauro Bellucci via Facebook

    2013/01/31 at 10:01 PM

    Una gran moto che solo 3 grandi personaggi hanno saputo portare alla vittoria: Capirossi,Bayliss e Stoner… I campioni del mondo l hanno invece rovinata e fatta diventare lo zimbello della moto gp.

  3. Pingback: MotoGP Test Sepang 2013: occhi puntati su Valentino Rossi, la Ducati e sull'esordiente Marquez | Pianeta Riders

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