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Prova Ducati StreetFighter 848: Riders’ Story, i deliri di un Tester

Una telefonata, una StreetFighter 848 da provare. Si parte, si va a caccia di curve. Il racconto di un test sulla pepata bicilindrica bolognese. “E scusate se vi ho trasmesso solo un surrogato di ciò che avrei voluto raccontare…” (cit)

Arriva la telefonata:C’è una StreetFighter 848 da testare“; “Wow! Bel mezzo,” dico tra me e me. Certo, però, siamo a Dicembre, il tempo non promette nulla di buono; freddo e pioggia imperversano; “chissà se mi risparmierà almeno per un paio di giorni” penso. Ok, ritiro la moto, monto in sella e inizio a studiarla un po’. Posizione di guida molto “rabbiosa”, che fa pendant con la linea dal grugno cattivo sul davanti.  La testa sembra protendersi oltre il manubrio, non proprio larghissimo, e si ha la sensazione di afferrare un cavallo Mustang pronto a scalciare. Strumentazione molto compatta, un po’ troppo… finisce facilmente fuori dal raggio visivo. Per leggere le informazioni del piccolo (ma completo) quadro LCD, si è costretti a distogliere lo sguardo dalla strada. Bisogna un po’ “andarsela a cercare, la strumentazione… non mi piace molto come sensazione.

Primi chilometri macinati in mezzo al caotico traffico cittadino

Però, mica male lo StreetFighter! Si dimostra agile nonostante un passo non proprio da minimoto: 1.475 mm di interasse, all’inizio, mi avevano lasciato dubbioso su come si sarebbe comportata tra auto in coda e autobus. Ma tutto fila liscio, la moto si disimpegna bene, merito del peso caricato sull’avantreno e di un angolo di sterzo di 24,5°, simile a quello della guizzante sorella sportiva; il motore (un bicilindrico da 848cc) risponde bene ad ogni comando della manetta: fluido nel salire di giri, senza strappi, riprende senza sussulti già dai 2500 giri di strumento.

Mi acchiappa ‘sto bicilindrico… ma chissà come se la cava agli alti regimi! Qualche km e mi tuffo in tangenziale. Approfittando di un tratto sgombro, cerco di sgranchire un po’ le bielle, vado in seconda, spalanco il gas, e la moto cambia atteggiamento, diventa una belva, con l’avantreno che “galleggia” pronto al decollo. Appoggio la terza e il motore mi spara via, con un gasante sound allo scarico… carattere sportivo, molto sportivo, quello di questa StreeFighter.

Ritorno in redazione, mollo la moto all’amorevole e caldo abbraccio del box, e me ne torno a casa, sperando nel giorno successivo per un altro bel giretto, stavolta sù per qualche bella stradina di montagna, nei dintorni della Capitale. Ci son da fare le foto per il servizio, e la location ideale sarebbe una puntatina tra curve e tornanti!

Il Generale Inverno, però, decide di non fare sconti… e seguono un paio di giorni di pioggia e freddo intenso… “mmmh, così non si va da nessuna parte!” pensavo mestamente.

Due giorni dicevo, poi… la mattina, una bella luce fa capolino da dietro le persiane. “Ok, questa, forse, è la volta buona!“. Rapida consultazione al telefono “forse oggi si può fare un bel giro e qualche bella foto, ma il rischio pioggia rimane,” mi dicono. Ok, si parte comunque, se dovesse piovere …amen! Proprio non resisto, questa moto mi intriga troppo. In mezzo al traffico se l’è cavata abbastanza bene, per essere un mezzo d’impostazione sportiva, ma voglio vedere cosa può fare su un bel percorso guidato. Avrei voluto portarla un po’ tra i cordoli, Lei  sicuramente avrebbe gradito, con quel bel motorone e quella ciclistca affilata, ma mi sono detto “una naked stradale deve fare il suo dovere soprattutto su strada; in pista, magari, ci portiamo la sorellina carenata!

Via, si parte… è l’ora delle Curve!

Si arriva in zona “Parco dei monti Lucretili”, a ridosso della Capitale. E qui, si comincia finalmente a danzare. La moto appare subito a suo agio, anche in questo frangente: piega bene, il motore “tira fuori” deciso e senza incertezze… Che goduria!

Dopo una bella galoppata senza soste, decidiamo di fare due foto. Su  e giù, avanti e indietro, gli scatti si susseguono. A mano a mano che il tempo passa, anche i tratti di strada meno esposti al sole vanno asciugandosi del tutto. È il momento di forzare un po’. Qualche ingresso più smaliziato in curva: qui la moto dà una certa sensazione di non volerne sapere di farmi fare le traiettorie esattamente come vorrei. Forse l’asfalto un po’ freddo, ma qualche dubbio, comunque, lo lascia lo sterzo: visto il carattere esuberante del motore, un po’ più largo non mi sarebbe dispiaciuto. Sarebbe più facile tenerne a bada l’impeto del bicilindrico, e magari si raddrizzerebbe meglio la moto al momento desiderato.

Ci spostiamo e proseguiamo oltre. Passano i chilometri, le curve si susseguono. Comincio a prendere le misure alla Streefighter, il ritmo si fa più allegro e comincio a gustarmi meglio il motore. All’uscita di un rampino lento, ecco un breve rettilineo. Apro tutto il Gas, fin dai bassi, qualche borbottio sotto i 2500, poi il motore sale regolare, e arrivati sui 7000… rieccola la tigre! Il sound cambia voce, i pistoni pompano cavalli… Meraviglioso, senti come urla… cattiva! Entro in curva usando di più il corpo, lo sterzo aiuta, ma – come prima – sento che avrei preferito qualcosa di più. Sarà anche per l’effetto giroscopico dell’albero motore, o ancora l’asfalto freddo, ma non “entra” ancora come vorrei. Ok, scalata, la tengo un po’ allegrotta… apro… wow, che spinta! La ruota tende a puntare ancora i pascoli celesti, mi sorride anche la visiera del casco. Un’altra curva si avvicina… oddio forse arrivo lungo! Pompa e pinze radiali Brembo, è ora di dare un senso alla vostra meravigliosa esuberanza. Tiro la leva. Non, però, una pinzata alla Schwantz… e la moto rallenta il giusto, e senza eccessivi patemi… tutto liscio, regolare: impianto modulabile che permette di dosare al millimetro la frenata. Forcella che risponde bene, taratura nel complesso sullo sportivo, ma su strada non infastidisce: ben tarata, trasmette ottime sensazioni dalle ruote. E comunque, se voglio, me la regolo a modo mio, tante sono le possibilità di intervento.

Altra sessione di scatti, e poi… pioggia! Noo, di nuovo! Si trova riparo sotto una tettoia, qualche telefonatina per passare il tempo “Amore, si, tutto ok, il tempo fa schifo, ma la moto è uno spasso. Si, piove… si, lo so che il fatto che vada bene la moto non vuol dire che le nuvole andranno via intenerite!”.
Intanto, me la riguardo, la StreetFighter. Bella, cattiva, con il doppio silenziatore che punta il nemico dietro. Quando serve, se ne sta buona, ma quando ci vuole adrenalina, è pronta a rispondere “presente!

Lavoro finito. Il ritorno sarà bagnato, pazienza. Imbocchiamo la strada che ci porterà di nuovo nella Capitale. Piove, fa freddo, andiamo cauti e “rotondi” con entrambe le moto. Si arriva in Redazione, la mollo nel box. Ci siamo divertiti io e la Street. Quanta adrenalina, ma anche freddo. Quindi ora mi ci vuole una camomilla… e anche bella calda!

“Pronto, Ducati?! Bel lavoro avete fatto! Si… il manubrio, però, o un pelo più largo, oppure a questo punto meglio i semi-manubri! E mettete un bell’ago contagiri, che è bella la strumentazione LCD, ma non si legge quando hai bisogno di consultarla al volo. Comunque, a proposito, potrei tenerla ancora un po’…? E dai…!!!”

[toggle title=”Scheda Tecnica StreetFighter 848″ state=”close” ]
  • MOTORE bicilindrico L, distribuzione Desmodromica 4 valvole per cilindro, raffreddamento a liquido
  • CILINDRATA 849 cc
  • ALESAGGIO PER CORSA 94×61,2 mm
  • COMPRESSIONE 13,2:1
  • POTENZA 97 kW (132 CV) @ 10.000 giri/min
  • COPPIA 93,5 Nm (9,5 kgm) @ 9.500 giri/min
  • ALIMENTAZIONE Iniezione elettronica Marelli, corpo farfallato ellittico
  • SCARICO Impianto di scarico ‘2 in 1 in 2’ alleggerito, con catalizzatore e due sonde lamba. Due silenziatori in acciaio inox
  • CAMBIO a 6 marce
  • TRASMISSIONE PRIMARIA Ingranaggi a denti dritti, Rapporto 1,84:1
  • RAPPORTI 1=37/15 2=30/17 3=28/20 4=26/22 5=24/23 6=23/24
  • TRASMISSIONE SECONDARIA Catena; Pignone 15; Corona 42
  • FRIZIONE Multidisco in bagno d’olio con comando idraulico
  • TELAIO Traliccio in tubi di acciaio ALS 450
  • SOSPENSIONE ANTERIORE Forcella Marzocchi a steli rovesciati da 43 mm completamente regolabile
  • RUOTA ANTERIORE Lega leggera a 10 razze 3,50 x 17
  • PNEUMATICO ANTERIORE Pirelli Diablo Corsa 120/70 ZR17
  • SOSPENSIONE POSTERIORE Progressiva con monoammortizzatore Sachs completamente regolabile, con contromolla. Forcellone monobraccio in alluminio
  • RUOTA POSTERIORE Lega leggera a 10 razze 5,5 x 17
  • PNEUMATICO POSTERIORE Pirelli Diablo Corsa 180/60 ZR17
  • FRENI – ANTERIORE 2 dischi semiflottanti da 320 mm, pinze Brembo ad attacco radiale a 4 pistoncini e 2 pastiglie; POSTERIORE Disco da 245 mm, pinza a 2 pistoncini
  • CRUSCOTTO Cruscotto digitale che visualizza: contachilometri, contagiri, cronometro tempo sul giro, orologio, temperatura aria, temperatura acqua, tensione batteria, contachilometri parziale, contachilometri trip fuel, stato (on/off) del DTC e livello impostato (se DTC attivo), indicatore manutenzione preventiva. Spie segnalatiche: folle, frecce, proiettore abbagliante, limitatore, interventi DTC, pressione olio, riserva carburante. Altre funzioni: Immobilizer, DTC e DDA integrato
  • PESO A SECCO 169 kg
  • PESO IN ORDINE DI MARCIA(KERB) 199kg
  • ALTEZZA SELLA 840 mm
  • INTERASSE 1475 mm
  • INCLINAZIONE CANNOTTO 24,5°
  • AVANCORSA 103mm
  • CAPACITÀ SERBATOIO CARBURANTE 16,5 l
  • INTERVALLI DI MANUTENZIONE 12.000 km
  • CONTROLLO GIOCO VALVOLE 24.000 km
  • Emissioni e Consumi STANDARD Euro 3
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Ducati StreetFighter 848 in sintesi

PIACE

  • Sensazioni adrenaliniche
  • Fascino estetico
  • Carattere del motore
  • Freni

NON PIACE

  • Strumentazione poco leggibile
  • Manubrio troppo stretto

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Abbigliamento tecnico della prova

  • TUTA: Dainese Bora (capo di fascia media di Casa Dainese. Vestibilità eccellente ed estetica dal giusto mix tra sobrietà e stile Racing)
  • STIVALI: SIDI Vertigo Air (due “pantofole” ai piedi, non si avvertono fastidi anche dopo un’intera giornata di moto. Calzata precisa assicurata dalle numerose possibilità di regolazione millimetrica)
  • GUANTI: Knox Android (realizzati in morbido canguro, offrono un plus di sicurezza, dato dalle innovative protezioni del sistema Android)
  • CASCO: Scorpion-Exo 1000 Air (Estetica accattivante, regolazioni pneumatiche dei guanciali, ottimo compromesso tra guida sportiva e touring a corto-medio raggio. Confortevole la calzata ed efficace il sistema di aerazione)
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2 Comments

  1. CarloX

    2012/12/10 at 7:11 PM

    Bel test e gran bella moto. Quei due scarichi a cannoncino sono una goduria!!!!

  2. Emanuele

    2012/12/10 at 10:16 PM

    una moto che da il meglio in pista. Su strada è troppo sportiva. Se proprio vuoi la Ducati meglio farsi il Monster che è più facile da guidare e va lo stesso forte

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