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Melandri: “Quando penso di aver toccato il fondo continuo a sprofondare ancora”

Nonostante le dichiarazioni di Livio Suppo di qualche giorno fa, è fuori di dubbio che il pilota ravennate stia attraversando un periodo critico alla Ducati, e in generale per la sua carriera.

Questa volta è Melandri stesso a raccontarci il suo memento no direttamente dalle pagine della sezione “il mio diario” del suo sito ufficiale www.marcomelandri.it.

Oltre a parlare delle sue difficoltà di adattamento alla Ducati Desmosedici, il pilota esterna tutta la frustrazione che si vive nel sentirsi uno spettatore di lusso del Gran Premio:

Quando penso di aver toccato il fondo continuo a sprofondare ancora.
Ho fatto qualsiasi cosa fosse possibile, all’inizio delle difficoltà cercavo di staccare la spina per ricaricare le pile, visto il risultato negativo ho provato ad isolarmi, per cercare concentrazione e nuove soluzioni ai problemi (per questo non vi ho più scritto).
Non riesco nemmeno a rivedere le gare in tv, se mi capita di rivedermi in moto mi dico che non posso essere io quello, sembro uno che non è mai salito in moto: rigido, insicuro, lento nei movimenti.
Solo pochi mesi fa in Malesia mi sentivo un gatto, facevo quello che volevo con la mia moto, ridevo sotto al casco quando scivolava in ingresso in curva.


Ora non sento mai l’asfalto, sono solo uno spettatore di lusso (in partenza, perchè dopo 2 curve non vedo più nessuno…).
In ogni caso continuo a crederci, a casa lavoro sodo e prima o poi dovrò tornare ad essere padrone della situazione.
Sabato, dopo le qualifiche, Giorgio Faletti mi ha detto una frase troppo vera:

E’ più lungo un minuto seduto su una stufa accesa che una settimana in poltrona“.

(…)

Questo il link alla pagina citata.


2 Comments

  1. Duca Rosso

    2008/04/21 at 5:40 PM

    è un vero peccato… Macho Melandri si meriterebbe di più! E poi quest’anno la concorrenza dei “nuovi” rende le cose ancora più difficili!
    Il Duca

  2. Palla Racing

    2008/04/21 at 7:16 PM

    Si, concordo… anche se, secondo me, le cause della “crisi” vanno equamente distribuite tra Marco e Ducati.

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