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Ducati 1199 Panigale: la regina dell’EICMA? Info, caratteristiche tecniche e video!

Il 2012, per Ducati e per la famiglia Superbike, segna l’introduzione di una nuova generazione di moto ad alte prestazioni.
Qui non si parla dei soliti e noiosi alleggerimenti, miseri incrementi di potenza o piccoli aggiornamenti stilistici, siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione del concetto di moto da corsa.

Abbiamo voluto quindi attendere qualche istante prima di parlarvi delle avvenieristiche 1199 Panigale e Panigale S, perché, Riders, credeteci, siamo ancora frastornati da questo tripudio di bellezza ed innovazione tecnologica che, a nostro avviso, meritavano qualche approfondimento in più.

Design

Un design unico che  – al solo pensarci – ancora ci lascia a bocca aperta – e vi assicuro che non è capitato solo a noi. Non si poteva chiedere di più per la nuova SBK bolognese; si pensava che con la già splendida 1198 si fosse già raggiunto il top a livello stilistico e che probabilmente le modifiche che avrebbero interessato la Panigale sarebbero state di poco conto. Ci sbagliavamo tutti!
La Panigale è semplicemente fantastica, marcando ulteriormente cattiveria e unicità del prodotto.

A partire dal proiettore anteriore bifaro orizzontale, ripreso da un’icona dello stile Ducati quale il modello 916, che viene aggiornato applicando la tecnologia più recente in materia di illuminazione. Due unità poliellissoidali illuminano la strada con un fascio potente, pur mantenendo il look aggressivo dell’anteriore della moto nella miglior tradizione Ducati Superbike

Il faro posteriore utilizza una striscia di LED appositamente progettata, potenziata da una lente ad alta diffusione integrata nelle linee pulite del codone. I LED si intensificano in frenata.
Anche gli indicatori di direzione utilizzano la tecnologia più avanzata in materia di LED per illuminazione e,anteriormente, si integrano piacevolmente con gli specchietti retrovisori.

Le linee sono filanti, taglienti e colpiscono dritte al cuore del motociclista. Una scultura, un’opera d’arte che si farà apprezzare ovunque.
La Panigale sfoggia poi la nuovissima forcella Marzocchi pressurizzata a steli rovesciati da 50mm superleggera con steli in alluminio anodizzato. Testata da Marzocchi nelle più impegnative condizioni off-road, la nuova forcella in alluminio rappresenta una soluzione d’avanguardia per la 1199 Panigale, e consente un ulteriore alleggerimento pari a 1 kg

Per la sospensione posteriore della 1199 Panigale è previsto il montaggio laterale, pratico e elegante ma alquanto insolito per una SBK. Ma a detta degli ingegneri, questo posizionamento inedito rende il gruppo perfettamente accessibile per le regolazioni del precarico molla e altezza da terra.

Punto di riferimento estremo

La Superbike Ducati di ultima generazione, la 1199 Panigale, supera le barriere ingegneristiche del design motociclistico e fissa lo standard di riferimento più estremo di sempre, tracciando la strada per le sportive del futuro. Basta guardarla per capire che del vecchio 1198 è rimasto ben poco e che in Ducati si è lavorato veramente sodo – i giapponesi staranno tremando parecchio – sia per quanto riguarda il design – pare una scultura lavorata a mano – sia per le innumerevoli soluzioni tecniche che per la prima volta approdano su un prodotto di serie.

Sviluppata nell’ambiente delle corse – dove la competitività è ovviamente altissima – e progettata per alzare ai massimi livelli le prestazioni, utilizza soluzioni innovative di derivazione Ducati Corse per rendere fruibile anche agli appassionati una tecnologia da Campioni del Mondo.

Il Superquadro, il bicilindrico che equipaggia la Panigale , è ora parte integrante di un innovativo telaio monoscocca, una soluzione che fin’ora si era vista esclusivamente in Moto gp. Un momento importante e significativo per Ducati, che decide di mandare in pensione – almeno per quanta riguarda il settore racing – l’oramai super collaudato telaio a traliccio, simboli ha caratterizzato la storia della casa Italiana.

Insieme, consentono di raggiungere un’impressionante potenza di 195CV per 164kg di peso a secco – cifre da pelle d’oca, impensabili per un bicilindrico.

Alla base degli incredibili risultati ottenuti da Ducati con la 1199 Panigale ci sono il rapporto potenza/peso e il rapporto coppia/peso mai raggiunte per una moto di produzione.
Ma per poter gestire tutta questa cavalleria non si può, al giorno d’oggi, fare a meno delle diavolerie elettroniche che, in questo caso, non si fanno di certo troppi problemi.

Con un semplice clic, di fatto, si attivano tre differenti Riding Mode che offrono altrettante combinazioni di sette diverse tecnologie al vertice della categoria: ABS sportivo di ultima generazione, Ducati Traction Control (DTC), Ducati Electronic Suspension (DES), Ducati Quick-Shift (DQS), il nuovo Engine Brake Control (EBC) Ducati di derivazione sportiva e il Ride-by-Wire (RbW), tutti programmati per fornire al pilota un’assistenza elettronica caratterizzata da grande continuità – vi parrà di cavalcare un prototipo simil Moto gp. Perfino il display TFT a colori del dashboard è concepito per adattarsi al Riding Mode selezionato.

La 1199 Panigale è una Ducati in tutto e per tutto: racchiude in ogni componente tecnologia avanzata ben integrata con entusiasmanti elementi iconici della casa costruttrice. Il suo approccio senza compromessi al design sportivo e la raffinata attenzione anche ai minimi particolari ne fanno l’espressione più pura della migliore tradizione progettistica italiana.
Combinando, quindi, l’innovativa soluzione telaistica monoscocca con lo straordinario nuovo motore, il bicilindrico a L “Superquadro” e l’elettronica di derivazione racing, Ducati lancia la sfida alla concorrenza, pronta così, ad aggiudicarsi il titolo di regina di tutte le Superbike.

La 1199 rimane comunque una moto di serie e nonostante sia stata creata appositamente per seminare panico in pista, con il giusto setting elettronico, su strada, potrebbe risultare una moto educata.
Ora analizziamo più da vicino le tre componenti che più di tutte rappresentano la nuova SBK made in Ducati




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Ma il telaio, dov’è?

La ciclistica della 1199 Panigale rappresenta un passo avanti coraggioso e innovativo compiuto da Ducati nel settore del design motociclistico: diversi componenti sono stati integrati per ricavarne un elemento unico, compatto e leggero, che esalta la postura del pilota perfezionando il triangolo ergonomico.

Sviluppata nell’ambiente iper-competitivo delle corse, la struttura monoscocca, estremamente compatta, integra l’airbox contribuendo in maniera fondamentale alla riduzione del peso complessivo di questa Superbike di ben 10kg – portandolo ad un incredibile valore di riferimento per il settore pari a 164kg a secco.

La compatta struttura monoscocca è fusa in alluminio per aumentarne le caratteristiche di resistenza. Il telaio monoscocca è fissato direttamente alla testa del motore ed oltre ad assolvere, alla funzione classica di telaio, il monoscocca funge anche da airbox (al suo interno sono infatti alloggiati, oltre al filtro dell’aria, i corpi farfallati ed il circuito carburante completo di iniettori), sfruttano il fondo del serbatoio in alluminio, alleggerito di 2,9kg rispetto a quello del 1198, come coperchio di chiusura. Questo, per riuscire ancora una volta nell’impresa di utilizzare un solo componente per svolgere le funzioni di due.

Se per i cilindri è stata mantenuta la configurazione bicilindrica a L a 90° caratteristica di Ducati, la parte termica del nuovo motore è stata ruotata all’indietro di altri 6° intorno all’albero motore, consentire agli ingegneri di modificare l’equilibro dei pesi tra anteriore e posteriore. Ciò consente inoltre una geometria di sterzo con 24,5° di inclinazione del cannotto e 100mm di avancorsa.

Il nuovo forcellone monobraccio, interamente realizzato in fusioni d’alluminio, è fissato direttamente alla parte posteriore del motore ed è più lungo di 39mm rispetto alla 1198, contribuendo ad incrementare l’interasse a 1.437mm e portando la distribuzione dei pesi sulla 1199 Panigale dal 50/50 a 52% all’anteriore e 48% al posteriore.

Con l’impianto di scarico ora riposizionato sotto il motore, il telaietto posteriore anch’esso fuso in lega di alluminio, è diventato considerevolmente più leggero e si fissa inoltre direttamente al motore Superquadro, mentre il telaietto anteriore in magnesio, vero e proprio peso piuma, è direttamente collegato alla monoscocca e fornisce un solido appoggio per il proiettore, il cruscotto e il cupolino. Questa combinazione tra risparmio di peso e centralizzazione delle masse migliora in maniera sostanziale l’agilità complessiva delveicolo.

Il motore

Si chiama Superquadro ed è l’ultimo nato tra i motori Ducati. Si tratta di un propulsore completamente nuovo, dedicato alla nuova 1199 Panigale e destinato a superare l’attuale standard tecnologico ed ingegneristico per aprire la strada alla Superbike del futuro. La sua progettazione senza compromessi si combina con l’innovazione e la genialità italiana che, da sempre, caratterizza Ducati.

Ai progettisti Ducati, incaricati di creare il motore Superbike di ultima generazione per la Ducati 1199 Panigale, era stato dato un obiettivo decisamente impegnativo: incrementare potenza, coppia e fruibilità, riducendo al tempo stesso il peso complessivo del veicolo e i costi di manutenzione programmata.

Gli ingegneri hanno avuto carta bianca e sono stati incoraggiati a pensare fuori dagli schemi: è così che l’impossibile è diventato possibile e, nonostante l’ambizioso target, tutte le richieste sono state soddisfatte.

Nell’innovativo motore Superquadro (così chiamato per il rapporto esasperato tra alesaggio e corsa corta), la potenza è stata incrementata fino a 195CV, valore di riferimento assoluto per un bicilindrico di produzione, mentre la coppia è stata portata a 13.5kgm e, grazie ai Riding Mode a disposizione del pilota, sarà possibile dosarne l’erogazione in base a stile e condizioni di guida.

Il motore è stato costruito in maniera tale da consentire una drastica riduzione del peso complessivo del veicolo. Ducati, sempre alla ricerca della perfezione prestazionale, è inoltre riuscita ad allungare gli intervalli di manutenzione portandoli a 24.000km.

Cosa rimane? Rispetto ai precedenti propulsori, soltanto la leggendaria configurazione bicilindrica a L a 90° – ideata asuo tempo dall’Ing. Fabio Taglioni – e il comando Desmodromico delle valvole, sono stati mantenuti: tutto il resto è completamente inedito.

Dimensionamento estremo

Nel calcolare la configurazione ottimale per ottenere una trasformazione epocale dell’erogazione di potenza del bicilindrico a L, gli ingegneri di Ducati e Ducati Corse hanno incrementato la velocità del motore e ne hanno migliorato la fluidodinamica grazie ad un incredibile alesaggio e corsa da 112mm x 60.8mm. Uno studio approfondito condotto su potenza e guidabilità ha permesso di raggiungere un’erogazione da 195CV a 10.750giri/min e una coppia da 13.5kgm a 9.000giri/min. Il nuovo rapporto alesaggio/corsa da 1.84:1 incrementa brillantemente i giri grazie alla corsa ultracorta dell’albero motore, e la maggior superficie del pistone consente una maggiorazione dei diametri delle valvole. Se comparate al motore 1198 Testastretta Evoluzione, le valvole di aspirazione sono state infatti portate da 43.5 a 46.8mm e quelle di scarico da 34.5 a 38.2mm.

La combinazione di diametri valvola molto grandi e regimi elevati introduce sollecitazioni inerzialinotevoli. Per controllare questo aspetto e garantire la corretta affidabilità del sistema, le valvole di aspirazione sono realizzate in una speciale lega di titanio, prerogativa fino ad oggi solo delle versioni “R” dei motori Ducati.

Le nuove valvole sono comandate da bilancieri di derivazione sportiva, ‘superfiniti’ per ridurre l’attrito e aumentare la resistenza a fatica e rivestiti con un coating speciale (PLC) originariamente messo a punto per applicazioni aerospaziali.

L’origine racing dei pistoni del Superquadro è evidente nel fondello con doppia travatura, concepito per combinare massima resistenza e rigidezza, consentendo di ridurre le superfici di spinta del pistone stesso, a favore di un maggior contenimento degli attriti. Grazie alla tecnologia sviluppata da Ducati Corse, questa progettazione consente ai pistoni dal diametro di 112mm di operare in maniera affidabile a regimi molto elevati.

L’elevata portata di aria e benzina che il motore è in grado di elaborare, grazie alla maggiorazione del diametro delle valvole di aspirazione, viene opportunamente garantita dai nuovi corpi farfallati di sezione ovale, che rispetto al motore 1198 Testastretta Evoluzione sono stati portati da un diametro equivalente di 63.9 fino ad un impressionante 67.5mm. I corpi farfallati vengono comandati mediante un sistema full Ride-by-Wire in modo indipendente uno dall’altro e sono dotati di 2 iniettori ciascuno: il primo disposto sotto la farfalla e destinato ad alimentare il motore nelle condizioni di utilizzo a basso carico, il secondo, disposto sopra la farfalla, viene attivato quando al motore si richiede di esprimere le maggiori performance.

Irrinunciabile Desmo

Un motore tanto estremo sottolinea ancora di più il carattere irrinunciabile del sistema Desmodromico utilizzato in esclusiva da Ducati. Viste le alte velocità alle quali opera il Superquadro e le dimensioni maggiorate delle valvole, i bilancieri non riuscirebbero a seguire i profili di chiusura spinti delle camme se si affidassero a comuni molle. Nel sistema Desmo invece, le valvole vengono chiuse meccanicamente con una tecnica e una precisione analoghe a quelle della fase di apertura, consentendo di realizzare i profili delle camme più spinti e fasature ‘estreme’ che permettono il raggiungimento delle prestazioni target richieste al progetto. Questo sistema, utilizzato su tutti i modelli Ducati, dimostra la sua validità anche sulle Superbike e le Desmosedici MotoGP di Ducati Corse.

Il potere della precisione

L’esigenza di dover comandare le valvole maggiorate con il sistema Desmodromico, estremamente preciso, ha spinto i progettisti a sostituire l’originale trasmissione a cinghia, già montata sulla prima Ducati Pantah nel 1979, con una configurazione mista a catena e ingranaggi.

La distribuzione a catena consente quindi un’efficiente trasmissione del moto tra albero motore e rinvio alberi a camme e, grazie alla regolazione automatica del tensionamento, garantisce affidabilità costante e riduzione dei costi di manutenzione ordinaria.

Nuova trasmissione

Gli ingegneri Ducati hanno sfruttato al meglio la massima libertà progettuale che era stata loro concessa, incrementando la quota d’interasse degli alberi del cambio a sei marce e consentendo l’utilizzo di ruote dal diametro maggiorato e di resistenza superiore per la trasmissione della potenza erogata. La frizione a bagno d’olio è una novità per una Superbike Ducati al vertice della gamma. La progettazione della frizione, molto simile rispetto ai modelli Multistrada e Diavel, prevede un sistema ad asservimento progressivo che permette di incrementare il carico sui dischi senza penalizzare lo sforzo alla leva richiesto al pilota per il disimpegno della frizione. Questo risultato coniuga in modo ottimale il requisito di trasmissione di coppie elevate ed un ottimo confort per il pilota. In condizioni di guida sportiva, con scalate repentine e forti trasferimenti di freno motore, lo stesso meccanismo riduce la pressione sui dischi della frizione, consentendole di lavorare nella modalità antisaltellamento di pura derivazione sportiva, che contrasta la perdita di stabilità del retrotreno durante le scalate aggressive offrendo il vantaggio di un ottimo controllo in staccata.

Tecnologia elettronica

Oggi, la 1199 Panigale è il punto d’arrivo dell’elettronica innovativa sviluppata da Ducati e convalidata in pista. È dunque particolarmente indovinata la scelta di affidare l’organizzazione, gestione e visualizzazione dell’elettronica alla strumentazione integrale TFT, proposta per la prima volta nel settore motociclistico sulla Ducati Diavel e poi ulteriormente raffinata sulla 1199 Panigale.

L’avanzatissimo pacchetto elettronico comprende una versione ulteriormente sviluppata del sistema Ducati Data Analyser (DDA+) e i Ducati Riding Mode, che ora riuniscono ABS, Ducati Electronic Suspension (DES), Ducati Traction Control (DTC), Ducati Quick Shift (DQS), Engine Brake Control (EBC) Ride-by- Wire (RbW) integrale e strumentazione TFT (Thin Film Transistor).

La 1199 Panigale prevede una versione più compatta del sistema DQS (Ducati Quick Shift), proposto per la prima volta sulla 1198 SP. La sua incredibile potenza è valorizzata al massimo dal sistema ABS di impronta sportiva e dal sistema Ducati EBC (Engine Brake Control), al suo debutto su questa moto, progettato per migliorare la stabilità in fase di decelerazione.

I Riding Mode Ducati

Introdotti per la prima volta sulla pluripremiata Multistrada nel 2010, i Riding Mode di Ducati hanno segnato un punto di svolta nel settore dell’ingegneria motociclistica, consentendo di scegliere fra tre modalità preimpostate per offrire un assetto perfettamente adattabile al pilota e alle condizioni ambientali.

Ciascun Riding Mode è programmato per variare istantaneamente il ‘carattere’ del motore e l’assetto delle sospensioni, oltre ai livelli di ABS, DTC e EBC, anche durante la guida. Le modalità disponibili sono tre: Race, Sport e Wet per le condizioni più difficili. Un sistema elettronico denominato Ride-by-Wire (RbW) utilizza diverse mappature per regolare l’erogazione di potenza, mentre il sistema DES (Ducati Electronic Suspension) di Öhlins offre differenti livelli di settaggio per la taratura automatica delle sospensioni della versione S e S Tricolore.

Per concludere il DTC (Ducati Traction Control) utilizza otto diversi livelli di interazione per massimizzare il controllo riducendo lo slittamento del retrotreno mentre il processore di ultima generazione del sistema ABS garantisce la massima efficienza anti-bloccaggio dei freni.

9 Comments

  1. Zx CrazyDiamond Xz via Facebook

    2011/11/08 at 5:04 PM

    Mi piace poco lo scarico…ma…codino snello e frontale aggressivo, bel giocattolo.

  2. Giuseppe Pucacco via Facebook

    2011/11/08 at 5:16 PM

    TANTA ROBA!!

  3. Pedro

    2011/11/08 at 8:54 PM

    Aargh! ma che poliellissoidali, sono fari full LED per le versioni S e Tricolore, e a lampada per la versione standard…

  4. Andrea Simoncini via Facebook

    2011/11/08 at 9:15 PM

    è veramente BELLA!!

  5. bizz

    2011/11/08 at 10:15 PM

    A me la forcella sembra una Öhlins, non una Marzocchi.

  6. Mr D

    2011/11/09 at 1:53 AM

    @ bizz:
    Ciao Bizz,
    La Marzocchi è per la versione standard, mentre la S monta le più raffinate Ohlins (benché le Marzocchi utilizzate per la 1198 standard siano decisamente superiori alla media)

  7. simone21

    2011/11/10 at 7:37 PM

    linea orrenda , ma che senzo a fare un telaio deltabox ora la ducati e uguale a tutte le altre moto , il telaio a traliccio oltre che significativo era un telaio perfetto e proprio vero che la motogp rovina anche la storia della ducati , manca solo togliere il motore desmodronico e poi si crea la yamati visto che non a nulla di diverso dalle altre moto per di più di profilo assomiglia un pò troppo alla rsv4, speriamo almeno che vinca in sbk e speriamo che rossi si levi che tra lui e del torchio stanno rovinando la storia di un marchio menomale che cè ancora marinelli a salvare la ducati in sbk

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