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Tourist Trophy 2010: che senso ha la presenza al “The lap of honour” di chi non ha mai partecipato alla corsa?


(articolo di Bianca Lombardi)

Giugno, tempo di Tourist Trophy. Ogni anno, durante le due settimane nelle quali si svolge il TT sull’isola di Man, ha luogo una manifestazione celebrativa che vede come protagonisti piloti e moto del passato. Si tratta di un vero e proprio giro commemorativo, meglio noto come “The lap of honour” del Mountain circuit, dove le vecchie glorie sfilano davanti ad un pubblico sempre molto sensibile all’iniziativa. Non mancano mai campioni come Agostini, Surtess o Read, che in questo tributo ricordano i successi che hanno reso ricca la storia del TT dal 1907 ad oggi. Anche altri piloti inglesi, quali Carl Fogarty e Neil Hodgson, che vi avevano corso o che adesso partecipano in altre categorie, sono soliti raggiungere l’ isola proprio in procinto di questa occasione.

Nel 1969 il TT, a causa dei numerosi incidenti mortali dovuti alla scarsa sicurezza tipica delle corse stradali, fu escluso dal calendario del campionato mondiale, all’epoca gestito dalla FIM. Ciò comportò un improvviso abbassamento del livello agonistico. Infatti non vi parteciparono più piloti di richiamo mondiale, ma piloti spesso provenienti dalle classi cadette inglesi, magari cresciuti proprio con le corse su strada. Appassionati temerari che alla lunga consentirono di mantenere la manifestazione su livelli apprezzabili senza snaturarne l’alone di leggenda. Tuttavia, il ritorno dei vecchi piloti non è mai venuto meno; piloti tutt’ora orgogliosi di ricordare la loro partecipazione ad una delle competizioni più pericolose e famose al mondo.

Il TT, quindi, rimane sempre e comunque un evento di rilievo che spesso ospita Riders delle massime classi (lo scorso anno fu Rossi, quest’anno sarà Lorenzo) che prendono parte al “Lap Of Honour”; Riders, tuttavia, che non hanno mai corso in una competizione ufficiale lungo il tracciato dell’isola. Il pubblico li applaude con grande entusiasmo, gli sponsor gioiscono, ma nella mia opinione di appassionata tutto ciò risulta davvero poco coerente con gli ideali della manifestazione. Come può sfilare nel lap of honour un pilota della motogp che non ha mai partecipato ad una gara su strada, tantomeno al TT? Una gara che richiede (a differenza delle altre) un maggiore allenamento mentale, uno sforzo di memoria molto ampio e tanto, tanto pelo sullo stomaco?

Per affrontare una corsa sul mountain circuit è necessario adottare uno stile di guida e una capacità di gestire al meglio la gara totalmente diversi da quello standard. Inoltre se per scarsa visibilità o pioggia le gare mondiali vengono subito interrotte o posticipate per ovvi motivi di sicurezza, al TT le prove che si disputano all’ alba e alla sera sono quasi sempre caratterizzate da strati di nebbia presenti soprattutto nel tratto di montagna. Ciò non toglie che spesso la partenza delle gara venga rimandata a causa di alcuni tratti particolarmente bagnati e impraticabili. E a quel punto sarà meglio correre a chiamare l’amico seduto al bancone di qualche pub lungo il tracciato per farsi dare una mano a montare le gomme giuste: the real spirit of TT… good luck boys, and girls!




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