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Tavola rotonda Metzeler sulla sicurezza in moto all’EICMA: sistemi di “assistenza” attiva alla guida, Dainese D-Air, formazione e tanto altro

(di Giorgio Pirovano)

Continua la serie di appuntamenti dedicati alla sicurezza svoltisi in occasione del 68° EICMA di Milano. Venerdì  pomeriggio, presso lo stand di “Motociclismo”, siamo stati ad una tavola rotonda promossa da Metzeler che ha visto l’intervento di diversi esponenti del settore: ANCMA, BMW Italia, Motociclismo, FMI, Dainese e Metzeler.  L’obbiettivo della riunione, soprattutto a seguito dell’allarmante bollettino Dekra, è stato quello di ragionare su nuove strade da percorrere per sensibilizzare il grande pubblico sul tema della sicurezza a due ruote.

L’Ing. Pisani, ricercatore presso Metzeler, ha preso per primo la parola illustrando il lavoro che stanno svolgendo le case produttrici di pneumatici in generale, ed in particolare l’azienda per cui lavora. Banalmente, lo pneumatico è uno degli elementi principe per la sicurezza in moto. Oggi, grazie alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie, è possibile  avere buone prestazioni in termini di sicurezza in diverse condizioni che si possono presentare sulla strada. Lo studio di nuove mescole sta permettendo, infatti, di avere grip sempre più elevati, anche in condizioni di bagnato. L’introduzione della radializzazione, cioè di strutture d’acciaio a zero gradi nell’anima dello pneumatico, ha poi portato ad una miglioria sostanziale in termini di stabilità.

Ma questo non basta. Infatti per aumentare adeguatamente il fattore sicurezza, occorre analizzare anche situazioni di emergenza che si possono presentare improvvisamente al motociclista, come ad esempio, il classico “panic brake”, cioè la pinzata violenta a seguito di un evento inaspettato e repentino. In questo caso lo pneumatico deve permettere di recuperare la situazione critica e dare sicurezza al conducente. Per ottenere questo è necessario curare in modo particolare e attento la progettazione delle gomme. L’Ing. Pisani ha poi illustrato come Metzeler stia introducendo il primo pneumatico “wintec” per moto e scooter. Questo nuovo prodotto non nasce per far fronte a situazioni estreme ma, come per le auto, si è ritenuto importante produrre una gomma adeguata ad affrontare al meglio il periodo invernale.

La parola è poi passata a Danilo Cogliatese di BMW Italia, che ha allargato la discussione all’importanza dei sistemi attivi di sicurezza, come l’ABS e il controllo di trazione a bordo di una moto. Inoltre, ha posto l’accento sul ruolo fondamentale svolto dalla formazione attraverso scuole specializzate di guida sicura che sappiano migliorare la gestione della moto in occasione di situazioni potenzialmente pericolose. Concludendo, Cogliatese ha ribadito che quello sulla sicurezza è soprattutto un problema di grave deficit culturale che meriterebbe maggiore impegno per essere colmato.

Relativamente alla sicurezza attiva, ed in particolare all’ABS, è intervenuto Marco Riccardi (direttore di Motociclismo), che ha raccolto le impressioni delle persone che qui all’EICMA si sono sottoposte ad un test organizzato da Motociclismo. Un test che consisteva nel far eseguire all’utente una frenata in tre diverse condizioni: asciutto,strisce pedonali e strisce pedonali bagnate (molto insidiose). Il risultatati è stato che anche i motociclisti più scettici si sono ricreduti sull’ABS ritenendolo efficace è funzionale.

A questo punto è stato il turno dell’Ing. Bellati, di Danese, fare il punto sui sistemi di protezione passiva, e il discorso è immediatamente caduto sul sistema D-Air messo a punto dall’azienda italiana. Si tratta di una delle novità più interessanti degli ultimi anni, ovvero, un capo tecnico che in caso di pericolo per il pilota cambia morfologia attraverso appositi airbag. La scelta di inserire questo sistema su un capo tecnico e non sulla moto deriva dai numerosi studi che hanno dimostrato l’efficacia assai maggiore di questa scelta. Attualmente, Dainese presenta due tipologie di capi: lo street e il racing. Entrambe i sistemi si attivano tramite un comando wireless elettronico. L’apertura degli airbag è gestita da una centralina che legge i segnali provenienti da accelerometri posizionati in modo opportuno sulla moto. L’ing. Bellati ha spiegato che la strada dell’attivazione meccanica, tramite cordino, è stata abbandonata perché i tempi d’intervento non erano sufficientemente bassi.

In conclusione, le azioni concrete e gli obbiettivi futuri che si sono posti sia le aziende sia la la FMI riguardano primariamente l’aumento del numero d’ore di training per gli utilizzatori dei motoveicoli con istruttori qualificati, perché l’esperienza e la conoscenza del mezzo sono un’ottima arma per la salvaguardia degli utenti della strada. Quest’ultimo punto, però, è particolarmente dolente per l’Italia, dove  attualmente gli unici enti riconosciuti, che possono fornire corsi pratici, sono le autoscuole. Ma non è detto che queste siano sufficientemente preparate in tema di due ruote.

2 Comments

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