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Storie del Motociclismo: Sante Geminiani e Gianni Leoni, l’assurda tragedia di Clady

Sante Geminiani e Gianni Leoni morirono il 15 agosto 1951 in seguito ad uno scontro frontale in circuito.

Si, avete capito bene, uno scontro frontale! L’assurda tragedia si consumò sul tracciato stradale di Clady, vicino a Belfast, in Irlanda, durante le prove dell’Ulster GP. In mattinata, Sante Geminiani, allora pilota ufficiale Moto Guzzi, insieme ai compagni di squadra, Gianni Leoni ed Enrico Lorenzetti, scese in pista per prendere confidenza con il difficile tracciato. Dopo alcuni giri, Geminiani e Lorenzetti decisero di fare una breve sosta ai box per sostituire le moto, mentre Leoni continuò. Ad un certo punto, Leoni, accortosi che i suoi compagni di squadra non erano più dietro di lui, preoccupato che avessero avuto un incidente, decise di tornare indietro.

Ma quella manovra si rivelò fatale! Perché Geminiani e Lorenzetti, che nel frattempo avevano lasciato i box ed erano entrati in circuito, improvvisamente se lo trovarono davanti. E la collisione fu inevitabile. Leoni e Geminiani si schiantarono l’uno contro l’altro. Lorenzetti, che seguiva Geminiani, rimase coinvolto, ma riuscì a salvarsi, riportando solo lievi ferite. Sante Geminiani morì sul colpo, mentre Gianni Leoni, dopo essere scivolato per moltissimi metri  assieme alla sua moto ai lati della strada, per un momento, tentò di alzarsi in piedi, ma subito ricadde, incosciente, sulla siepe. Spirò durante il trasporto all’ospedale di Belfast.

Ma le “spietate” regole dello spettacolo – all’epoca – imponevano che questo dovesse continuare, sempre e comunque.

Così, nonostante la morte di due dei suoi piloti ufficiali, il team Moto Guzzi non si  ritirò dalla gara e il giorno seguente Bruno Ruffo, pilota della Casa di Mandello del Lariovinse  l’Ulster GP classe 250.

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Gianni Leoni aveva 36 anni 

Nato a Como nel 1915, cominciò a gareggiare nel 1938 con una Benelli 250 monoalbero. L’anno successivo raccolse numerose vittorie, di cui una sul prestigioso Circuito del Lario. Dopo la lunga parentesi bellica, nel 1949 si schierò al via della prima edizione del Motomondiale, cogliendo a Monza, in occasione del Gran Premio delle Nazioni, il suo primo successo iridato in sella ad una Mondial 125. Partecipò anche alla 250 e alla 500 dove arrivò, rispettivamente, secondo e quarto. E a Monza si confermò il numero uno della 125 anche l’anno successivo. Pochi giorni prima del fatale incidente di Clady conquistò, in Olanda, e sempre nella 125, il suo terzo ed ultimo successo iridato.

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Sante Geminiani aveva 34 anni

Romagnolo di Lugo, era cresciuto nella terra di Francesco Baracca, e come il grande aviatore, eroe dei cieli, amava la velocità e le sfide. Iniziò a gareggiare in sella ad una Moto Guzzi ufficiale nel 1949, e nel 1950 conquistò il secondo posto nel Campionato Italiano della  500. Nel 1951, sempre in sella alla moto di Mandello del Lario, partecipò alla classe 500 del Motomondiale. E sul difficile tracciato di Spa-Francorchamps salì sul podio con i due piloti ufficiali della Gilera: Geoff Duke e Alfredo Milani. Poi, un mese e mezzo dopo, la tragica scomparsa… e la fine dei sogni.

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4 Comments

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