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Senza arti in sella ad una moto: Fulvio Marotto e la sua conquista

Ci sono delle storie che val la pena raccontare. Marotto è il primo Rider, nelle sue condizioni, ad ottenere patente A e idoneità alla guida in Italia 

Ora vedo realizzarsi ciò che già avevo progettato nel mio letto d’ospedale: fare tutte le cose che facevo prima della malattia”.

Questa è la storia di Fulvio Marotto, classe 1965, meccanico trevigiano, uomo affamato di sport. Pattinaggio, sci, canottaggio, ciclismo sono solo alcune delle passioni di Fulvio e, ovviamente, nella lunga lista non potevano mancare loro, le amate due ruote.

All’età di 35 anni, a causa di un’infezione, Fulvio perde le gambe e le dita delle mani, ma non la speranza e la voglia di ricominciare a dare gas. Su quel letto d’ospedale pensava solo a come poter tornare in sella e dare sfogo alle sua grande passione per lo sport.

Una sfida talmente ardua da sembrare quasi impossibile.

Fulvio non demorde, è pronto a rimettersi in gioco. Determinazione, voglia di vivere, coraggio, forza di volontà, sono solo alcuni degli ingredienti che gli hanno permesso, in soli 3 anni di studi e ricerche, di realizzare una moto dotata di sistemi avanzatissimi che può essere guidata grazie all’impiego di speciali protesi.

Pensate, tecnologie talmente sofisticate e all’avanguardia da essere potenzialmente “fruttuose” anche per i normodotati. Ad esempio – come riportato sul CorrieredelVeneto – il brevetto di sincronizzazione dei rapporti che, gestendo la regolazione della pressione sulla frizione, permette innesti marcia più rapidi, senza conseguenti perdite di giri\min, garantendo allo stesso tempo una guida più sicura e sciolta; una soluzione che farebbe a tantissimi smanettoni.

Ma non è finita qui. Tecnicamente il suo brevetto prevede un adattatore per l’arto – che lui definisce “manina” – tale da consentirgli un ancoraggio modulare al manubrio (sia quello di un piccolo scooter, che di una moto sportiva o, addirittura, di una moto da cross). All’interno dell’ancoraggio vi è un sistema di controllo per diversi comandi – la parte destra del manubrio può essere adattata per comandare l’acceleratore ed il freno anteriore, mentre la parte sinistra è predisposta per azionare il cambio, la frizione ed il freno posteriore . Attraverso dei micropulsanti, inoltre, è possibile azionare indicatori di direzioni, clacson e abbaglianti.

Insomma, con questo sistema un arto amputato può comandare facilmente fino a 9 comandi suddivisi tra meccanici, elettrici ed elettromeccanici – E’ evidente che Fulvio, oltre ad avere un grande cuore, possiede anche un ingegno davvero geniale. Ecco un video che ne spiega il funzionamento

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Fulvio Vs Burocrazia

La mia difficoltà più grande comunque è stata battere la burocrazia. Dopo 3 anni di lavoro la mia moto era già pronta. Gli altri 7 anni sono stati una lotta impari contro uffici e leggi che tutelano i disabili solo in teoria e non verificano lo stato dei fatti e le capacità dei singoli.

L’incontro più tosto, Fulvio Marotto lo ha vinto all’età di 45 anni. Un match a più riprese che, nel finale, vede la burocrazia al tappeto per “Ko tecnico”. Dopo 9 anni di prove, esami e perizie sulle sei moto presentate in questi anni, Fulvio, proprio pochi giorni fa, riesce ad ottenere quello che sognava da tempo: la patente A e l’idoneità alla guida – ed è il primo uomo in Italia.

Un Riders con la R maiuscola che non si è arreso davanti all’idea di non potersi più muovere ma che ha fatto l’impensabile per poter ritornare a vivere serenamente, dando, nel frattempo, importanti contributi alla ricerca e, sopratutto, tantissime speranze a coloro che vivono questa situazione con angoscia.

Contributo che Fulvio sta continuando a fornire grazie all’Associazione “Disabili No Limits Fulvio Marotto”, costituita il 24 Giugno 2010, che si impegna nella realizzazione di nuovi interessanti brevetti – collaudati e realizzati dallo stesso Marotto – studiati per qualsiasi tipo di sport: dal pattinaggio allo sci, dalla Mountain Bike al Motociclismo.

E così, d’ora in poi, chiunque vorrà avere di nuovo a che fare con manubrio, acceleratore e un paio di ruote potrà finalmente tentare. Tutto questo grazie alla tenacia di un uomo… un uomo davvero invincibile!

E soprattutto, Riders… guai a chi molla!


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