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Seminario “Ingresso in Curva”: Michel Fabrizio e Ayrton Badovini ci hanno raccontato le sensazioni in pista durante le fasi di gara


(Articolo di William Toscani)

Tra le tante iniziative organizzate per il MotoDays 2011, una in partioclare – organizzata dal Gentleman’s Motoclub di Roma – ci ha colpiti favorevolmente. Si tratta del seminario “Ingresso in curva” che ha avuto come protagonisti Michel Fabrizio, Ayrton Badovini ed Ilario Dionisi, oltre alla presenza dell’attore di fiction ed ex-pilota Roberto Nobile, protagonista della fortunata serie “Distretto di Polizia”. Roberto è anche Autore del libro dedicato alla passione per le due ruote “Col Cuore in Moto” e amico di Pianeta Riders.

(Roberto Nobile, a destra, e Mr D, a sinistra, ognuno col libro dell'altro: "col Cuore in Moto" e "ItineRiders")

L’evento è stato l’occasione per ascoltare le sensazioni dei piloti sulla guida in pista nelle varie fasi della gara: il pre-gara, la partenza, la staccata, la curva, l’arrivo al traguardo e la caduta. Vi riportiamo le parole di Badovini, pilota BMW, e Fabrizio da quest’anno pilota Suzuki che per comodità indicheremo rispettivamente con AB e MF

Pensiero pre-gara:

AB: “non ci sono pensieri, nel momento in cui ti trovi in pista poco prima della gara inizia l’isolamaneto. Non pensieri sulla gara, la tensione mi stresserebbe troppo. Quindi mi concentro pensando al……… nulla. Quando poi entro in pista tutto viene spontaneo”

MF: “Poco prima di Gara 1 penso: tra 45 minuti c’è pausa pranzo…….. prima di Gara 2: dai che tra 45 minuti è finito tutto e si va a casa! (ride, ndR)

La partenza:

AB: “il primo pensiero è che allo spegnimento del semaforo nessuno mi salti addosso. Uno dei momenti più critici è senza dubbio gestire la fase del Launch-control. In SuperStock non lo avevo, in SBK ovviamente si, ed è complicato soprattutto quando avviene il passaggio dalla fase “Lounch” alla fase “gara”, passano degli attimi in cui il motore rimane senza controlli elettronici quindi piena potenza non gestita, e non è il massimo per affronatre la prima curva in fase di uscita”

MF: “la mia preoccupazione è quella di riuscire a fare buone partenze, visto che non mi resce molto spesso. Rimango lì convinto fino all’ultimo di partire bene… e quando va male passo tutto il rettilineo fino alla prima staccata a dirmi in continuazione: che porcheria di partenza che ho fatto!”

La staccata:

AB:”Una fase sicuramente più idonea per il sorpasso. In genere cerco segnali, punti di riferimento sul tracciato, che possono essere segni di gomma, sull’asfalto, ognuno si crea i propri.

MF: “Direi che la staccata è senza dubbio il mio punto forte. Anche se ammetto che a volte esagero nella foga di recuerare e tiro giù qualcuno, tipo Biaggi (2 o 3 volte), ma… cose che capitano, siamo su due ruote. La colpa è sua che è molto veloce e sta lì davanti! Ovviamente scherzo, se andasse più piano starebbe dietro ma… sarebbe un altro tipo di pilota!”

La curva:

AB: “Ovviamente è il punto più critico in pista. Si è portatai a farle sempre più veloci per cercare di abbassare i tempi sul giro. Il tempo guadagnato in curva è sempre quello più redditizio per il cronometro. Le moto di oggi permettono curve velocisime, ma il pilota è spesso incontentabile e spesso si esagera con cadute per chiusura dello sterzo, che stanno lì a testimoniare proprio di avere un po’ esagerato”.

MF: “ La curva: sai come entri ma non sai poi se ne esci. Quelle più difficili per me sono le curve lente, i tornantini tipo quello di Vallelunga. Ci perdo anche mezzo secondo. A me piace molto fare scorrere la moto e trovo difficoltà quindi nelle curve lente e chiuse. In Australia era una sola, a Donnington saranno due, speriamo bene!”

Il sorpasso:

AB: “Amo il sorpasso di slancio. Magari in staccata mollo un attimo prima i freni e supero di slancio poco prima dell’ingresso. Questo tipo di sorpasso lo prediligo ma comunque in generale non ci sono punti più o meno favorevoli”.

MF:“Io passo ovunque. Quando sono in gara ogni posto vale l’altro, tranne la corsia dei box!”

Arrivo al traguardo:

AB: “una volta tagliato il traguardo, se ho vinto la gara, penso al lavoro del week-end che si è chiuso bene. Sono contento per me per il Team, ma sono soddisfatto anche se magari non vinco: il podio è comunque un risultato enorme.

MF: Quando passo il traguardo ed arrivo primo penso subito che… mio figlio non mi romperà le scatole fino alla prossima gara con il fatto che non ho vinto. Certo quando non vinco ed arrivo secondo o fuori dal podio sono rovinato!”

Caduta:

AB: “La caduta in moto è salutare, ogni tanto fa bene cadere perché così si evita di fare la stessa sciocchezza. E comunque aiuta ad abituarsi a cadere e non farsi male. Non cadere mai, o comunque no farlo per parecchio tempo, rende forse troppo imprudenti.

MF. “dipende dalle scivolate. Quelle classiche con la moto che si appoggia non sono un problema. Nelle cadute veloci appena cadi pensi: ho perso tempo, pensi a Gara 2, poi mano mano che continui a ruzzolare pensi… Ahia!! Oddio, quando mi fermo!!… e tante parolacce!! (ride, ndR)


3 Comments

  1. X-Man

    2011/03/14 at 1:27 PM

    Bravo Fabrizio, mi hai fatto ridere, come sempre!!!!!!!!!!

  2. Sante

    2011/03/14 at 3:15 PM

    Che figata, troppo forte questa cosa 😀

  3. Pingback: Da Nuvo Helmets, l'integrale SP2 ROAD UNION ITALIA per celebrare i 150 anni dell'Unità | Pianeta Riders

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