Connect
To Top

Ritratti di Pilota: Libero Liberati, il cavaliere d’acciaio e la favola Gilera


(articolo di Bianca Lombardi)

Le cronache eroiche del motociclismo narrano di un uomo che negli anni ’50 seppe riportare la Gilera sul tetto del mondo, interrompendo così l’inarrestabile ascesa, fino a quel momento, di piloti inglesi e dell’ Mv Agusta nella classe regina. Libero Liberati, ragazzo di provincia e camionista presso l’acciaieria di Terni, sogna più di ogni altra cosa di poter correre in moto. Le condizioni economiche non sono sufficienti per finanziare l’impresa, scoraggiata perfino da un padre ostile. Ma Libero, grazie alla sua passione inarrestabile, diviene presto l’emblema della città in cui vive, Terni, che associa alla sua inimitabile figura  i sogni di una generazione segnata dalla guerra appena terminata: la moto affascina al tal punto da diventare il simbolo della rinascita e del progresso. E’ infatti una colletta “paesana” il primo passo che permetterà a Libero di iniziare la tanto sospirata carriera di pilota con una Guzzi Dondolino. Sul circuito di Terni, detto il circuito d’acciaio per l’ononima acciaieria, Libero si allena duramente per poter debuttare nel mondiale nel migliore dei modi, senza che le proprie ambizioni di pilota vengano infrante.

Nella stagione 1956, Liberati, con la Gilera, si trova a rincorrere un titolo che a volte sembra essere a portata di mano, altre sfumare via improvvisamente. Un testa a testa fra Liberati e Surtess, fra Gilera ed Mv Agusta, caratterizza l’ultimo appuntamento sul circuito di Monza che vede il pilota italiano aggiudicarsi il titolo di campione del mondo. Questa vittoria non è solo la vittoria del pilota Liberati, ma dell’ uomo umile, capace di sognare solo a cavallo di una moto; e di tutti i suoi conoscenti che per primi hanno riconosciuto ed incoraggiato il suo talento agonistico.

La stagione 1957, quella sarebbe potuta essere la migliore in assoluto per il neocampione, vide invece Libero tornarsene a casa senza contratto poiché tutti i marchi italiani, che partecipavano a quell’epoca nella classe 500, annunciarono il ritiro per mancanza di fondi. L’unica  a rimanere in pista fu l’ Mv Agusta del Conte Domenico il quale curava, personalmente quanto gelosamente, l’affido delle sue moto. Il Conte propose a Libero un assegno in bianco pur di vedere vincere la sua moto con un pilota italiano. Ma Libero rifiutò d’istinto: non poteva correre senza la sua amata Gilera.

Liberati torna così alle competizioni solo cinque anni dopo, precisamente nel 1962, quando la Gilera decide di partecipare di nuovo al campionato mondiale. Per preparare al meglio la prima gara della stagione, che si disputerà sul circuito di Modena, il pilota torna ad allenarsi sul circuito d’acciaio, il suo inseparabile compagno.  Ma presto scopre che niente potrà essere più come prima, che il tempo è passato troppo in fretta, che non potrà più tornare a vincere con la sua compagna Gilera. In una maledetta curva viene tradito dal sogno di poter salire di nuovo sul gradino più alto del podio, un ‘immagine che lo inganna fortemente e alla quale lui tenta di sottrarsi in tutti i modi impedendo fino alla fine che avvenga la separazione tra lui e il ritrovato marchio.

Finisce così l’avventura dell’uomo che riusciva a correre solo quando, steso sul serbatoio, i suoi occhi potevano illuminarsi nel contemplare il glorioso blasone Gilera. Ma Libero continuerà comunque a correre a lungo sul suo circuito d’acciaio davanti alla sua gente. Libero Liberati, il cavaliere d’acciaio, imbattibile per una stagione soltanto, quella che la dura legge del motociclismo ha fatto sì che rimanesse indelebile negli albi d’oro di ogni tempo. 


3 Comments

  1. giulio liberati

    2010/08/31 at 3:08 PM

    hai scritto delle bellissime parole, commoventi, almeno per me…
    tengo solo a fare una precisazione, il mondiale lo vinse nel 57 e la gilera si ritirò nel 58. lui corse ancora ma con una moto peronale e quindi privata, una gilera saturno. non smise mai di allenarsi, usciva presto di casa tutti i giorni anche con la pioggia il vento e il freddo. non si è mai tirato indietro. è stato un uomo forte e caparbio, che il fato ha voluto portare via troppo presto. sicuramente avrebbe pututo dire ancora molto…
    ciao nonno

  2. Piero Ruju

    2010/10/24 at 10:55 PM

  3. Piero Ruju

    2010/11/24 at 6:57 PM

    Presentazione grafica e musicale su Libero Liberati con foto del campione e illustrazioni tratte dal libro “Libero Liberati tra Mito e Memoria: Il Cavaliere d’Acciaio. La potete scaricare qui : http://www.mediafire.com/?bbzj7s77ybm2q5j

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in Competizioni