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Report Distinguished gentlemen’s ride Roma: Ride Dapper, Live Tweed

Perché in fondo ad ogni rude biker c’è sempre un gentiluomo. Report Distinguished gentlemen’s ride Roma. Foto

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L’evento mondiale del distinguished gentlemen’s ride, appuntamento motociclistico con l’obiettivo di raccogliere fondi per la ricerca sul cancro alla prostata, trova Roma pronta ad accoglierlo, in una tersa giornata di sole settembrino. Lascati il giubbotto di pelle nera e gli stivali nell’armadio, ci mettiamo in ghingheri con giacca e mocassini e siamo pronti per il ritrovo a un quarto alle nove alla concessionaria Triumph Numero Tre, per partire insieme verso il “rendez-vous” con tutti i motociclisti romani all’obelisco dell’Eur.

L’accoglienza dello staff romano Triumph è perfetta e informale; colazione con dolci, thè… e caffè! British style si, ma siamo sempre italiani. Già dal primo contatto con i riders dell’evento ci rendiamo conto dell’originalità e dell’estro con cui ognuno ha affrontato questo goliardico evento preparando il proprio abito e anche il proprio mezzo.

Alle nove e mezza in punto, dopo la rituale foto di gruppo, si parte guidati dal pick-up della concessionaria che ci fa da apripista, mentre un piratesco sidecar a chiudere il corteo. Passiamo ponte milvio, fiancheggiamo il foro italico e prendiamo a costeggiare il lungotevere in direzione sud. Anche se siamo “soltanto” una trentina di moto, agghindati come siamo non si passa di certo inosservati. Girare per una Roma non ingolfata nel traffico giornaliero la fa riscoprire più bella. Turisti e romani mattinieri ci osservano un po’ perplessi e parecchio incuriositi. I più lesti immortalano frammenti di corteo con i cellulari quando passiamo tra San Pietro e Trastevere. Nonostante i semafori, girando in gruppo sembra che i chilometri cittadini scorrano velocemente; la piramide Cestia ci preavvisa che ormai ci siamo quasi. Al corteo iniziale si uniscono motociclisti che fanno il nostro stesso percorso, tutti insieme percorriamo ad andatura pacata l’ultimo pezzo della colombo prima di raggiungere l’obelisco dell’eur.

Gentlemens ride 2014_Roma (89)

Il colpo d’occhio è notevole. Cafè Racer di ogni marca e foggia riempiono la vasta rotonda, alcune radicalmente customizzate tanto da non avere niente se non il telaio di quello che erano in origine… altre sembrano essere appena uscite da un concessionario, ma tutte sono esattamente come devono essere nella mente del loro motociclista: uniche, in una continua dichiarazione d’amore tra rider e moto, che solo chi ha la stessa passione può capire. Le Triumph della famiglia modern classic, come è ovvio, fanno la parte del leone in quanto a numero, ma non mancano vecchie Honda 750 four, racer su base Kawasaki e rivisitazioni sportive in chiave vintage di ducati, bicilindriche boxer bavaresi di diversi anni e chilometraggi dalle rudi R 100 fino alle personalizzazioni della moderna BMW Nine-T, imponenti V-twin ,custom Harley Davidson e qualche intramontabile Moto Guzzi.

Gentlemens ride 2014_Roma (47)

Il tempo vola tra moto da ammirare e amici con cui scambiare quattro chiacchiere fino al momento di partire per il ride attraverso la Capitale.

Gentlemen, start your engine. Il colpo d’occhio di centinaio di classic, custom e cafè racer sul rettilineo della Colombo è davvero emozionante. Si passa su punti inconfondibili e unici di Roma; terme di Caracalla, villa Celimontana e la “navicella”, l’immancabile Colosseo e il Circo Massimo, dove il lungo corteo deve battersi con il traffico dei turisti; poi l’Altare della Patria e da lì a piazza del Popolo dove c’è il primo punto di raccolta. Qui alcuni si fermano e approfittano per fermarsi un po’ in centro, alcuni si fermano a fare raffreddare i motori, altri ancora continuano verso porta San Pancrazio e da lì verso il ponte della musica fino ad arrivare alla location scelta per la chiusura dell’evento: l’officina Cafè Twin e l’attiguo locale “In officina”.

Una scelta quasi naturale per concludere questo evento visto che l’officina Cafè Twin è ormai un affermato punto di riferimento del movimento cafè racer nella capitale. All’arrivo al locale, Bruno, deus ex machina sia di Cafè Twin e di “In officina” accoglie i riders offrendo un birra alla spina tra le molte a sua disposizione. La cornice perfetta per la conclusione di un evento così particolare e curato.

Mentre ci godiamo la conclusione di questo Distinguished gentlemen’s ride, tra la foto di conclusione e il barbiere pronto a trasformare la nostra incolta barba in un paio di baffi da perfetto gentleman, ci rendiamo conto che in questa giornata di moto, l’unica competizione è stata in originalità tra abito da “damper” e preparazione della propria cafè racer. Qualche numero prima di andare a guardare la gara di motogp in tv: 2115 riders italiani hanno partecipato all’evento di cui 293 a Roma, raccolti 35.906 dollari dal Belpaese.

Ride dapper, Live tweed

4 Comments

  1. Davide 'Askio' Aschieri

    2014/09/29 at 8:03 PM

    Scusate tanto ma questi eventi mi sanno di tutto tranne che di “motociclismo”

  2. Alex Perri

    2014/09/29 at 8:47 PM

    Per non parlare della discriminazione fatta

  3. Lazzaro Corso

    2014/09/30 at 5:30 PM

    Ciao a tutti. Prima di tutti ringrazio per aver letto attentamente l’articolo.
    Effettivamente un evento così ha poco a che vedere con il motociclismo come dice Askio. Se il motociclismo fosse esclusivamente pista e moto supersportive da 150 e passa cavalli. Tuttavia penso che il motociclismo, come passione per le due ruote, non vada tanto d’accordo con gli assoluti: questo è da vero motociclista e fare in modo diverso no lo è. Credo che in questo modo ci si concentri solo su un aspetto delle moto trascurando il resto e pensando che solo quello che si sente come “vero motociclismo” sia il motociclismo di tutti. Di questo passo gli appassionati di corse in moto su pista direbbero ai patiti di motocross che le loro enduro non hanno niente a che fare con il motociclismo, poi i tifosi di motogp aprirebbero l’annosa questione con i seguaci di SBK su quale categoria sia quella da veri motociclisti, infine arriverebbero gli harleysti fissati per i quali solo le moto di “ferro” sono vere moto mentre le altre sono solo pezzi di plastica. In definitiva credo che ognuno perderebbe un bel po’ di divertimento del motociclismo inteso come modo di andare in moto e vivrebbe con dei paraocchi rispetto a cosa è diverso dalla propria moto.
    Secondo me ci si può sentire motociclisti anche su un califfone a tre marce, senza sentirsi discriminati. E qui vengo alla seconda osservazione: presunta discriminazione fatta in questo evento. Come sicuramente si nota dal report dell’evento non si trattava di un evento esclusivamente monomarca, anzi, come dalle foto fatte, che non rendono piena giustizia alla eterogeneità delle moto presenti, credo mancasse giusto qualche benelli visto che mi sembra di aver intravisto anche una moto morini. Caro Alex, aggiungo che come si può osservare dalle foto che sicuramente hai visto, hanno partecipato anche delle “africa twin” e yamaha XT con avviamento a pedale, che come di sicuro sai non rientrano esattamente nella categoria “cafè racer”, e per certo nei loro confronti quali non è stato preso nessun provvedimento per l’espulsione dell’evento.
    Si sono anche fermati a curiosare dei motociclisti in tuta di pelle e supersportiva che in pace e serenità sono stati fino alle prime fasi del ride, poi senza coercizioni di nessun tipo hanno preferito continuare per il giro domenicale a loro più adatto rispetto al giro in centro a roma. Avrebbero potuto restare, facendo surriscaldare un po’ la moto certo, forse si sarebbero sentiti un po’ fuori luogo ma ne più ne meno di chi va in harley davidson a girare in pista insieme alle ducati. Non penso sia questione di discriminazione questa. E poi, Alex, nel fare la donazione per la ricerca sul cancro alla prostata ti assicuro che non chiedevano che moto guidi prima di accettare la partecipazione, te lo assicuro.

  4. Inazuma Luke

    2014/10/01 at 8:52 AM

    Un grazie a tutti qualli che hanno partecipato. Un grazie di cuore alla generosità di tutti coloro che hanno contribuito alla ricerca. E un grazie di cuore per non avermi citato, visto che organizzo questo evento a Roma da tre anni, e chissà in quante polemiche e insulti potrei facilmente incorrere.
    Grazie infine a Numero tre Roma e Cafe Twin, che hanno diviso con me l’organizzazione e, soprattutto, hanno contribuito fattivamente alla logistica e al syccesso dell’evento.

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