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Renzo Colombini, Renato Galtrucco, Carlo Chionio: l’ “altra” tragedia di Monza

Storia del Motociclismo: l’annata nera del circuito lombardo

8 luglio 1973. Sul circuito di Monza era in corso la gara della 500 del Campionato Italiano Juniores. Ogni volta che i piloti affrontavano il curvone, i volti di Pasolini e Saarinen, che proprio in quel curvone avevano perso la vita un mese e mezzo prima, si materializzavano davanti agli occhi degli spettatori. E alla fine del terzo giro fu nuovamente l’inferno!

Prima un forte stridore di gomme, poi un grosso fragore metallico e, infine, accompagnate dalle lacrime, le urla disperate dei presenti. Il corpo di Renzo Colombini, dopo l’impatto con le balle di paglia prima, e con il guard-rail dopo, rimase immobile sotto le protezioni, mentre la sua moto, una Suzuki, dopo aver anche lei impattato contro quelle stesse balle, rimbalzò  in pista e continuò da sola la sua folle corsa. In quel momento sopraggiungevano Vittorio Altrocchio, Gaudenzio Protto, Renato Galtrucco, Giuliano Barzanti e Carlo Chionio. E proprio per evitare quella scheggia impazzita Altrocchio, che era in testa al gruppo degli inseguitori, consapevolmente indirizzò la sua Aermacchi 350 verso le balle di paglia e volò oltre le recinzioni, tra gli alberi, si fratturò una gamba ma si salvò.

Gaudenzio Protto, nel disperato tentativo di evitare la moto di Colombini, perse il controllo della sua Kawasaki, che fu investita da Galtrucco il quale, a sua volta, fu investito da Carlo Chionio.

Così, dopo Renzo Pasolini e Jarno Saarinen, anche Renzo Colombini, Renato Galtrucco e Carlo Chionio trovarono la morte in quel maledetto curvone.

Ma chi erano Renzo Colombini, Renato Galtrucco e Carlo Chionio? Erano tre amici con la passione per la velocità. Tre amici che amavano gareggiare per pura passione, consapevoli del rischio a cui andavano incontro. Ma erano anche piloti, e come tali non percepivano realmente il pericolo, volevano solo correre il più veloce possibile.

Renzo Colombini aveva 30 anni, era livornese e di professione faceva l’autotrasportatore. Grande esperto di gare in salita, nel 1972 si laureò campione toscano juniores. Renato Galtrucco aveva 37 anni, era un noto commerciante di tessuti della “Milano bene” e un grande esempio di stile e correttezza, un pilota esemplare. Aveva esordito in coppia con Vanni Blegi nel 1969 alla “500 km di Monza”, gara che, l’anno successivo, si aggiudicò in sella ad una Triumph 750. Tra i suoi risultati più significativi ci furono anche un quarto posto al “Bol d’Or” nel 1972 e , sempre nello stesso anno, il quarto posto assoluto nel Campionato Italiano Juniores. Carlo Chionio era il più giovane, 25 anni appena.  Anch’egli milanese, studiava medicina, ma nel suo polso destro si nascondeva il talento del campione, quello vero, come aveva dimostrato vincendo all’esordio sul tracciato di Vallelunga e, successivamente, a Modena in coppia con Eugenio Inglese nella “500 km”. Spirò davanti agli occhi della sua fidanzata, che lo aveva seguito a Monza, dove era tra i favoriti per la vittoria finale.

Renzo, Renato e Carlo. Forse la loro morte poteva essere evitata, se solo qualcuno – all’epoca – si fosse accorto dell’eccessiva pericolosità di quel curvone. Ma erano altri tempi, e le “battaglie” per la sensibilizzazione sulla sicurezza in pista erano ancora di là da venire…


2 Comments

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