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Reggio Calabria Capo-Nord in meno di 60 ore col Super Ténéré: intervista a Gianclaudio Aiossa

Una sfida nella sfida. Un elettrizzante Fast Ride in moto per raggiungere una meta lontana, nel minor tempo possibile: lui è Gianclaudio Aiossa; la meta, Caponord… e la moto utilizzata una macinachilometri DOC, Yamaha Super Ténéré

Le ore, per l’esattezza, alla fine sono state 56. Tanto è servito all’instancabile Gianclaudio per raggiungere l’estremo lembo nord del Continente partendo dalla punta dello stivale. Un itinerario lungo 5.005 chilometri percorsi alla media di circa 90 Km/h (comprensivi di una breve traghettata).

Una meta, Capo Nord, che affascina da sempre noi Riders. Un traguardo che Gianclaudio ha voluto raggiungere mettendosi ulteriormente alla prova, in sella ad una Yamaha Super Ténéré: una sfida contro il tempo e contro i propri limiti, con il grande nord nel mirino. Ecco cosa ci ha raccontato in una recente chiacchierata

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1) da Reggio calabria a Caponord tutta d’un fiato: qual è la molla che scatta nella testa per decidere di lanciarsi in una simile impresa?

Il viaggio a Caponord lo sognavo sin dall’ età di 14 anni. Credo che in me sia scattata la sfida con se stessi. Volevo vedere fino a dove poteva arrivare la mia passione per la moto. Così ho dichiarato, prima di partire, sul forum ufficiale TENERE-ITALIA, che sarei arrivato a Caponord in 60 ore! ( poi fatto in 56) Questa è stata la vera sfida!

2) Considerando il poco tempo a disposizione, quali sono le difficoltà maggiori che hai incontrato durante il viaggio?

Durante le 56 ore, la difficoltà più grande è stata quella di combattere la stanchezza che pian piano si accumulava. Per fortuna, sono già predisposto naturalmente a riposare poco per ricaricare le batterie. Mi bastano 3/4 ore al giorno e ho dormito per sole 3 ore in tutto. Un’ora e mezza alla sala d’aspetto del porto di Rostock, Germania. L’altra ora e mezza, ho potuto farla a metà Svezia, non so dirvi esattamente la località, ricordo solo che era una poltrona di un’autogrill. Le altre difficoltà sono state fame, pioggia, nebbia, freddo e luce costante (nel circolo polare artico), che ho usato però per combattere la stanchezza

3) anche al ritorno hai tirato dritto come un treno, oppure ti sei fatto rapire almeno un po’ dalle “bellezze” nordiche?

Per il ritorno ho fatto il moto-turista. Ci ho messo 10 giorni. Ho dormito nei campeggi norvegesi, in tenda sempre. Ho visitato le isole Lofoten, incontrato amici motociclisti e ho visitato Oslo. E’ questa è stata la fase rilassante del viaggio, nella prime 56 ore, l’unico incontro bello e singolare è stato quello che ho fatto con una trentina di renne, tutte in mezzo alla strada, in Finlandia. Favoloso.

4) hai viaggiato con Yamaha Super Ténéré… cosa ci dici di questa moto? La sceglieresti ancora?

La Super Tenerè è stata eccezionale! Ha subito sollecitazioni assurde. Il suo motore è stato acceso e prestante per tutte le 56 ore, e per tutto il restante viaggio. Ho percorso in totale 12000 chilometri e non ha mai avuto un accenno di difetto. Ne una spia di errore accesa ne una lampadina bruciata. Niente di niente. Questa moto trasmette sicurezza a 360°. Non la cambierei mai. Il top per viaggiare.

5) prossime avventure in programma?

La prossima avventura in programma è quella di raggiungere SYDNEY. Via terra, ovviamente. Attraversare l’Europa e Asia ed arrivare nel continente australe. Questa volta senza record. Un viaggio nudo e crudo, che non farò da solo. Infatti, se tutto andrà bene, io e Davide Biga (ndA, trovate QUI la nostra intervista anche a Davide, protagonista di un giro del mondo in moto), partiremo per Settembre di quest’anno. Aspettiamo solo qualche risposta da alcuni sponsor. Un viaggio così non è stato mai fatto prima.

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2 Comments

  1. Mauro

    2013/02/27 at 2:38 PM

    un po’ rischioso… menomale che non gli sono capitati colpi di sonno!!!!

  2. Pingback: Gianclaudio Aiossa: un viaggio avventuroso col suo Super Ténéré "Lucky Explorer"Pianeta Riders

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