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Racconti Riders: italian Coast to Coast (parte III)

Un racconto in presa diretta. Una pagina di Diario Riders sulle orme di una rocambolesca avventura in sella. Si parte dalle sponde del Tirreno per raggiungere l’Adriatico. Nel mezzo, un uomo, l’istinto, la sua moto, e un percorso fitto di curve. Tantissime. Incredibili. Curve. (PARTE III)

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(leggi PARTE IPARTE II)

Torno alla moto. Gli escursionisti sono spariti. Accendo, un colpo di gas e via, in direzione Leonessa. Nel giro di pochissimi chilometri lo scenario cambia. Forse uno dei pochi angoli di appennino in cui si ha la sensazione di trovarsi sulle Alpi. La strada è molto bella ed è un piacere affrontare in surplace il tracciato spiraliforme. Anche l’aria frizzante concorre alla lunga sferzata di benessere che mi coglie in pieno nel bel mezzo di quel ribollire profondo di azzurro e verde intenso.

Arrivo al passo Sella di Leonessa e, dopo essermi fatto largo tra le immancabili mucche sulla carreggiata, inizio la discesa. Nel primissimo tratto occorre fare attenzione al fondo non proprio perfetto, poi tutto si sistema e si prosegue nel fitto del bosco con la pietraia del torrente in secca sulla destra. Le ultime curve prima di Leonessa sono sempre state un must per me. Ognuno di noi ha un suo tratto mitico, un passaggio in cui sente aumentare al massimo il piacere di guida. Ecco, tra i miei c’è questa brevissima serie di curve in leggera discesa, quasi in piano, con una geometria perfetta che consente di raggiungere uno straordinario equilibrio tra velocità di percorrenza e inclinazione della moto. L’asfalto è chiaro, granulare, con ottimo grip; mentre la carreggiata ampia, e le condizioni di traffico inesistente, danno la sensazione di ritrovarsi per alcuni istanti su un circuito.

Nei pressi di Leonessa butto un occhio al livello del carburante. Ok, posso continuare. Svolto verso Posta. Un altro tratto mitico, zeppo di curve spettacolari. Di solito preferisco percorrerlo in senso inverso, ma anche così è un gran bell’andare. Per strada sono praticamente solo, con i miei pensieri e il rombo della Verdona a fare da colonna sonora.

Macino i chilometri fino a Posta tutti d’un fiato. Arrivato sulla SS4 Salaria, il caldo ricomincia a farsi opprimente. Prima di imboccare il vicino svincolo per Montereale, cerco un benzinaio per fare il pieno. Durante il rifornimento ne approfitto per controllare il cellulare. C’è un sms: “Sei un pazzo. Comunque in bocca al lupo! E trattami bene la moto… altrimenti ti uccido!”. Bello avere amici così.

Ok, il carburante è a posto. Riparto in direzione Montereale per raggiungere il lago di Campotosto. Ancora curve, il percorso è avvincente. Supero in piena piega Borbona, Montereale e, prima di arrivare ad Amatrice, svolto a destra in direzione Campotosto. La strada che porta al lago è un vero Luna Park, mentre l’altitudine mitiga un po’ il gran caldo. È l’ora di pranzo e, con tutte quelle curve, la fame inizia a farsi sentire. Mi fermo ad un alimentari a Campotosto e mi faccio preparare un panino con la tipica mortadella locale. Una vera bontà da consumare in riva al lago, con una birra ghiacciata.

La pausa è breve e dopo poco sono di nuovo in sella. Superato il lago, mente mi dirigo verso la SS80 – che imboccherò in direzione Teramo, nei pressi del famoso Passo delle Capannelle – incrocio una Suzuki SV650 gialla. Per un istante ho la sensazione che sia Lei. “Ma no, devo essermi sbagliato” mi dico… e proseguo.

(continua…)

2 Comments

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