Connect
To Top

Racconti Riders: Italian Coast to Coast (Parte I)

Un racconto in presa diretta. Una pagina di Diario Riders sulle orme di una rocambolesca avventura in sella. Si parte dalle sponde del Tirreno per raggiungere l’Adriatico. Nel mezzo, un uomo, l’istinto, la sua moto, e un percorso fitto di curve. Tantissime. Incredibili. Curve.
[divider]

Fregene, litorale laziale, un week-end di inizio estate a casa dell’amico di sempre. Per dimenticare. Per dimenticarla. Poi un sms che esplode nel silenzio, alle primissime ore del mattino, mentre mi stropiccio sul divano per i postumi di una sbornia. Due sole parole e un punto esclamativo: “Mi manchi!
È così che inizia quest’avventura. Con la casa ancora assopita dopo i bagordi della notte, io che corro in giardino, verso l’auto, pronto ad aprire lo sportello e ad andare da lei. Poi, proprio lì accanto, la bella Kawa ZRX con le chiavi inserite nel blocchetto d’accensione. Quella Verdona mi aveva sempre intrigato: tanto motore, e la sensazione di domare un bufalo afferrandolo per le corna. È un istante, un pensiero veloce, ritorno in casa, afferro la penna e lascio un messaggio sul tavolo della cucina: “Parto, devo raggiungerla. A proposito, ti lascio la macchina e prendo la tua moto… le chiavi le trovi nel cruscotto. Non t’arrabbiare, la tratterò bene.”

Torno fuori. Un casco, ho assolutamente bisogno di un casco. Apro la porta dello sgabuzzino vicino alla legnaia. Eccolo, insieme ad un paio di guanti e ad un vecchio giubbotto in pelle malandato. Ok, diciamolo pure, logoro e in avanzato stato di decomposizione. Mi infilo tutto. Mi dirigo verso la moto, salto in sella, giro la chiave, un colpo allo start, e il motore parte subito, senza troppe storie. Neanche due minuti e sono già sul lungomare.
Direzione, Silvi Marina, Costa Adriatica.

Ma è solo quando sono oramai all’altezza del Grande Raccordo Anulare, intorno Roma, che mi pongo finalmente la domanda cruciale: “Ok, e adesso?
In macchina non ci avrei pensato due volte, mi sarei infilato sulla A24, e via. Ma in moto… neanche a parlarne. L’autostrada proprio no!
Dietro non ho nemmeno uno straccio di cartina stradale. “D’accordo, improvvisiamo” mi dico “una mezza idea di cosa fare ce l’ho”; il resto lo avrei risolto andando.

Voce del verbo andare

Fu in quell’istante, che me ne resi conto. Quel che stavo per compiere era un autentico coast to coast. Quando si dice coast to coast la prima cosa che salta alla mente sono i grandi spazi americani, la leggendaria Rout 66, e quel nastro d’asfalto, dritto come un fuso, che taglia il continente USA da est a ovest. Eppure, ero certo che un coast to coast all’italiana non sarebbe stato meno coinvolgente.

Deciso! Era ciò che avrei acclarato. Di sicuro avrei allungato il percorso, e di molto; ma in fondo un po’ di strada, e due curve, mi avrebbero aiutato a riflettere.
Erano davvero tante le cose che avevamo da dirci
.

(continua QUI)

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in itinerari