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Pianeta Riders incontra Dreams Road: intervista ad Emerson Gattafoni e Valeria Cagnoni


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Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sognato di farlo: saltare in sella ad una moto e partire alla scoperta del mondo. Poi, c’è chi i sogni li realizza per davvero. E nel senso più letterale del termine. Emerson Gattafoni e Valeria Cagnoni ci portano alla scoperta dei percorsi più affascinanti del pianeta con “Dreams Road”, programma on the road dedicato a chi ama viaggiare in moto in onda sulle reti Rai.     

Li abbiamo incontrati per una chiacchierata e per scoprire con loro il segreto di una Passione tramutata in lavoro e Stile di Vita. Ricordandovi di non perdere la puntata di sabato prossimo, ore 16.15 su Rai Uno, vi lascio alle loro parole che –ne sono certo– vi faranno correre autentici brividi Riders dietro la schiena. E chissà che prima o poi, anche le vostre strade da sogno, non diventino realtà.

Emerson e Valeria, possiamo affermare senza possibilità di smentita che il vostro è il connubio “on the road” meglio riuscito della TV. Passione per i viaggi, per le moto, e tanto altro… ci potete svelare il vostro segreto?

Grazie per il complimento, ci lusinga molto e ci riempie di gioia. Il segreto? E’ solo uno: la verità. Abbiamo sempre puntato sulla verità del nostro prodotto con un grande e profondo rispetto per il nostro telespettatore. La televisione ha un enorme potere e noi siamo tra coloro che ritengono che bisogna entrare in casa della gente in punta di piedi, chiedendo sempre il permesso in maniera educata e soprattutto raccontando la verità. Niente finzioni, farse, inutili eroismi e protagonismi. Così, ciò che si vede in Dreams Road è ciò che avviene nei nostri viaggi, o meglio, è esattamente ciò che vogliamo raccontare: il viaggio che, come diceva Chatwin, “ non solo allarga la mente: le dà forma”, il sogno, la straordinaria libertà delle “due ruote” e la conoscenza di un mondo che non tutti hanno la fortuna e l’opportunità di conoscere. Tutto qui.  In questi ormai 10 anni di Dreams Road, abbiamo riscontrato che il nostro pubblico, oltre ad essere meraviglioso, ha capito e continua ad apprezzare il nostro intento.

L’ultima serie di Dreams Road va attualmente in onda il sabato pomeriggio su Rai Uno. Un lungo viaggio in sella che vi ha condotto attraverso alcuni dei territori più suggestivi di America Latina, Spagna e Usa. Tra quelli effettuati negli anni, qual è il viaggio che vi è rimasto maggiormente nel cuore?

Nel cuore tutti, ognuno con le sue incredibili diversità! Ogni volta che rientriamo da un viaggio, ci piace pensare che il viaggio ancor più bello sarà il prossimo… questo è il “motore” per non fermarsi mai e continuare ad avere lo stesso entusiasmo per emozionarsi, per regalare e ricevere emozioni, per continuare a sognare cercando di trasmettere lo stesso entusiasmo a chi ci segue in tv.

Immagino che lo sappiate: il 99% di coloro che vi vedono scorrazzare in moto lungo le strade più belle del Pianeta provano un immediato sentimento d’invidia. Eppure, chi viaggia “per mestiere” lo sa perfettamente: è più dura di quanto non sembri; insomma, vietato improvvisare. Voi come preparate i vostri viaggi?

Sappiamo di essere invidiati ed è del tutto naturale e plausibile. Ma tutto ciò che si vede è solo la piccola parte di un lungo ed impegnativo lavoro. La nostra struttura non è grande e la pianificazione, l’organizzazione d’appuntamenti, interviste o riprese in luoghi che esigono autorizzazioni particolari, oltre alla produzione e post-produzione televisiva, richiedono molto tempo, dedizione, professionalità e poche improvvisate.

Poi c’è il viaggio. Viaggiare, a bordo di motociclette, per 7 mesi all’anno è abbastanza impegnativo e soprattutto richiede disciplina. Viaggiamo 8-10 ore al giorno percorrendo di media 400-500 km tutti i giorni per mesi: quindi bisogna essere sempre concentrati…la strada non perdona distrazioni! Viaggiamo quasi sempre soli, senza troupe al seguito, quindi dobbiamo contare solo su noi stessi, viaggiando, documentando e rispettando i serrati tempi imposti. E’ quindi importante essere in forma, stare bene sia fisicamente, sia mentalmente. Risultato: a letto presto, alimentazione corretta, niente alcolici, niente serate mondane, niente colpi di testa…insomma un regime quasi da caserma! Poi c’è la parte di post-produzione in Italia, in studio: tra un viaggio e l’altro impostiamo il montaggio, scriviamo testi, finalizziamo il lavoro, definiamo l’organizzazione del prossimo viaggio, già avviata in precedenza e, in un batter d’occhio, è già ora di ripartire per la nuova meta e di tornare in sella.

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Alla fine del 2007 siete stati protagonisti dell’avventura RoadWay For Africa (www.roadwayforafrica.com), un’importante iniziativa benefica che vi ha portato ad incontrare situazioni e realtà molto difficili. Cosa vi ha lasciato quell’esperienza? Avete in programma altre iniziative simili per il futuro?

Roadway for Africa è stato la realizzazione di un grande sogno. Aiutare chi ha bisogno di cure mediche, portare speranza e solidarietà ai più vulnerabili e riuscire a farlo nel nostro stile: “on the road”. Abbiamo acquistato la Clinica Mobile dal Dottor Costa, per la precisione la Clinica Mobile n. 3, l’abbiamo attrezzata, riempita di farmaci e di tutto l’occorrente sanitario e l’abbiamo portata in Africa e donata al Ministero della Sanità del Senegal. Un grande progetto ed un grande viaggio! Oggi il nostro Ospedale Viaggiante è in grado di muoversi e fornire cure sanitarie alle popolazioni rurali. Un progetto faticoso dal punto di vista organizzativo, ma  senza dubbio riuscito! Roadway for Africa ci ha insegnato molto e ci ha lasciato una grande energia per pensare ad un nuovo progetto umanitario che abbiamo intenzione di realizzare tra il 2010 e 2011.

Emerson, la leggenda narra che uno dei tuoi primi viaggi, da ragazzo, ti vide partire in sella ad un motorino destinazione Marocco. Oggi conservi ancora lo stesso entusiasmo al momento di intraprendere una nuova avventura o con gli anni è cambiato qualcosa?

Nel 1976 dopo una rovinosa caduta nel circuito di Imola dove ne uscii malandato, decisi di acquistare un ciclomotore CIAO, lo attrezzai di tutto punto e partii per un raid in solitario Pesaro-Marrakech-Pesaro. Bella sfida, viaggio pazzesco… ma che fatica! Ho pedalato come un matto… su e giù per le montagne di Italia-Francia-Spagna e Marocco. Da quel lontano 1976 non ho più abbandonato la strada e le 2 ruote: sono state entrambe la mia Università di conoscenza. Fortunatamente ancora oggi provo le stesse emozioni di ieri quando mi preparo ad affrontare un lungo viaggio, anche se da oltre 25 anni il viaggio è diventato anche la mia professione.

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Valeria, un po’ di tempo fa un’amica di Pianeta Riders ha scritto: <<l’ottuso di turno potrà ancora recitare salmodico la vecchia filastrocca “Donna al volante pericolo costante”, ma credo che difficilmente, ora, riuscirà a trovare la rima con manubrio>>; purtroppo, in alcune realtà, pare sopravvivano ancora stupidi pregiudizi sulle donne in moto. Cosa ti sentiresti di dire alle aspiranti Riders che vedendoti in TV vorrebbero emularti?

Credo che al giorno d’oggi i pregiudizi si siano ridotti molto. Ormai e, fortunatamente, le donne di oggi dimostrano in più occasioni e in più campi d’essere più che mai all’altezza delle situazioni…quindi anche al volante, alla guida di una moto o di un aereo!…o addirittura alla “guida di un intero paese”! Per quanto mi riguarda, in giro per il mondo ho sempre incontrato persone felicemente sorprese del fatto che conducessi la mia moto che mi hanno sempre dimostrato stima e, nelle situazioni particolarmente difficili, mi hanno aiutato con un sorriso. E’ chiaro che “l’ottuso di turno” è sempre dietro l’angolo, ma non dobbiamo preoccuparci di lui se non provare una sorta di commiserazione!…oppure,  perché no, se è il caso e solo se lo merita, sfidarlo a colpi di gas e lasciarlo senza parole! Invito quindi le aspiranti Riders a inseguire i propri sogni, le proprie passioni, a vivere la straordinaria e unica libertà delle “2 ruote” e lasciare “l’ottuso di turno” nel suo triste mondo bloccato, fatto di pre-concetti e pregiudizi mentre noi guardiamo avanti e voliamo alto!

Viaggiare in moto regala emozioni profonde non sempre facili da descrivere. Quali sono le vostre sensazioni nell’attraversare il mondo in sella?

In un nostro viaggio in Canada, incontrammo un pittore cileno emigrato dal proprio paese in un remoto e gelido villaggio sulle sponde del fiume San Lorenzo in Quebec. Humberto ci raccontò che si trasferì in Canada a bordo della propria motocicletta, compiendo un viaggio memorabile, dal Cile al Canada. Fu il viaggio della sua vita, della fuga, dell’abbandono della propria terra, del cambiamento, della memoria e della speranza nel proprio futuro… fu il viaggio che poteva e doveva fare solo con la sua amata motocicletta! Alla domanda “cos’è per te la motocicletta?” – Humberto senza esitazione e giri di parole disse: “viaggiare in motocicletta per me è stato come VOLARE!” 

Che dire… la motocicletta racchiude, riassume e racconta più sentimenti: è sogno. E’ libertà. E’ uno straordinario “zen”. E’ Sentire! Sentire profumi, odori, rumori e silenzi, è sentire la propria voce. E’ guardare fuori e dentro. E’ Volare… Volare Altissimo!!!

A questo punto, non posso fare a meno di chiedervi una piccola anticipazione: verso quali mete punterete le vostre ruote per il prossimo Dreams Road?

Il prossimo Dreams Road sarà un lungo viaggio intorno al mondo: da Sydney a Roma. Australia, Europa, Turchia, Marocco, Stati Uniti. Noi siamo pronti, si parte!

A presto. Grazie Pianeta Riders!

Grazie a voi, Amici!

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10 Comments

  1. Valentina

    2009/12/02 at 11:24 AM

    Bella intervista, che raggiunge un grande obiettivo: quello di mettere nei piedi e nella testa la voglia di partire, scoprire, ampliare orizzonti interiori ed esteriori, insomma: come dicono loro, mette voglia di “volare”!
    V

  2. Dorian Silver

    2009/12/02 at 5:51 PM

    MITICI!!!

  3. Luca

    2009/12/09 at 3:23 PM

    Ma stanno insieme anche nella vita

  4. Marta

    2009/12/10 at 7:02 PM

    Bellissimi e bravissimi. Si, credo stiano insieme anche nella vita :mrgreen:

  5. Luca

    2009/12/12 at 5:31 PM

    Lui e’ un valido professionista che seguo da molto, lei non mi piace proprio .

  6. Pingback: Dreams Road 2010: Emerson e Valeria, sulle strade dell'Andalusia, per la prima delle due puntate dedicate alla Spagna | Pianeta Riders

  7. Larth Il Ribelle

    2010/10/23 at 3:00 PM

    ssii..indubbiamente bei viaggetti…anche se nei loro racconti televisivi parlano molto dei paesi e molto poco di moto…sembra che gli vada sempre tutto bene ed alla perfezione…..d’altronde hanno al seguito una auto appoggio,con cameraman etc…..mi pare… 🙄 😈 :mrgreen:

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