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Nella testa dello smanettone: strade come fossero circuiti

Il finesettimana è l’occasione giusta per sgranchire i cilindri delle nostre creature. C’è qualcuno, però, che scambia una tranquilla cavalcata in un vero GP. Perché? Cosa succede nella testa dello smanettone?

Forse il cinturino del casco troppo stretto, oppure la calotta troppo piccola, occludono qualche vena cerebrale. Sarebbe troppo semplice e decisamente poco plausibile pensarla così. Dietro allo smanettone della domenica si celano sicuramente altre motivazioni. Analizziamo insieme il problema.

Oggi il sole scalda come non mai, la moto sarà il leit motiv di questa giornata. L’ho pensato subito, non appena aperti gli occhi, mentre dalla finestra squarci di sole filtravano dalla tapparella. In giro si odono i primi rombi. A quanto pare c’è già qualche Riders temerario in circolazione. Lo ammetto, le ore piccole del sabato sera mi hanno fregato. Nonostante ciò, diventa davvero difficile disdegnare una giornata tra curve e tornanti. Non vorrete passare la domenica in un noiosissimo centro commerciale, no?

Un paio di chiamate ai soliti amici e via, il pomeriggio in sella è programmato. Mi agghindo da capo a piedi: tuta intera in pelle, guanti e stivali, l’indispensabile casco – un giocatore di hockey a confronto potrebbe apparire più scoperto. Ma non mi interessa, quando monto in sella voglio muovermi in piena sicurezza, senza il patema che la mia epidermide si possa grattugiare sul perfido catrame (giusto per sensibilizzare chi ancora scorrazza in bermuda e t-shirt).

L’itinerario, con partenza da Bergamo, abbraccerà le tortuose strade a cavallo tra la val Seriana, Serina e Brembana. Nastri d’asfalto battuti da tantissimi Riders che, nei week-end, vogliono divertirsi con la propria compagna di pieghe, non disdegnando anche un po’ di refrigerio. L’escursione inizia sotto il segno della malasorte. Un povero passero cozza contro la mia moto rilasciando un numero smisurato di piume. Oltre alle macchine, ai guard rail e alla segnaletica verticale, un buon Rider deve mettere in conto che, in marcia, gli “incontri ravvicinati” possono essere particolarmente frequenti, ed è fondamentale rimanere sempre molto concentrati per reagire in maniera opportuna.

[pullquote_left]Non siamo soli sulla strada, è bene ricordarselo sempre.[/pullquote_left]Proseguiamo verso le strade tuttecurve di Selvino e Zambla Alta. Il numero di motociclisti cresce e lo scambio di saluti diventa un gesto meccanico e ridondante. Delle volte, però, è meglio tenere entrambe le mani salde sul manubrio… non si sa mai. Tengo un passo allegro ma mai sopra le righe. Cerco di divertirmi mantenendo un ampio margine di sicurezza, per salvaguardare la mia “pellaccia” e quella degli altri. Non siamo soli sulla strada, è bene ricordarselo sempre. Eppure, c’è comunque qualcuno che ama calarsi nei panni dei funamboli dell’ Isle of Man o è convinto di essere iscritto a qualche cronoscalata in salita.

Pieghe estreme, velocità da straccio di patente – e anche nei centri abitati non si rallenta – impennate, staccate da lacrime agli occhi. Insomma, strade come fossero circuiti. Per certi “personaggi” il rischio sta al divertimento come la stupidità sta a X, questa potrebbe essere l’equazione che risolve la faccenda.

Ragazzi, non voglio fare la morale, ma così non va. Per carità, le cappellate le facciamo tutti ma – se dentro di noi sentiamo di avere la stoffa di John Mcguinness, o ci gasiamo dopo aver visto le pieghe stratosferiche di Stoner e le sportellate degli svitati del circus WSBK – allora perché non sfogare la voglia di dare gas nell’habitat giusto, la Pista, senza mettere a repentaglio la nostra vita e quella degli altri?

Certo, anche voi non avete tutti i torti. Il prezzo per poggiare le ruote sull’asfalto “giusto” degli autodromi, delle volte, risulta davvero eccessivo e poco conveniente. Ma ricordiamoci che la vita è una sola e, ahi noi, non si compra da nessuna parte.

Così, per chi volesse strapazzare per bene la propria due ruote, e soddisfare la voglia di piega, c’è sempre la possibilità di prendere parte a tutta quella serie di trofei nazionali – Dunlop Cup, Trofeo Motoestate e MotodiserieMetzeler Cup, solo per citarne alcuni – studiati appositamente per quanti vogliano provare l’ebrezza di calarsi nei panni di un vero pilota e misurarsi con i Riders più scalmanati. Il tutto in un ambiente sicuro e protetto, lontano dai pericoli del Motomondiale “Fai da Te”. Che volete di più?

E se la vostra vocazione non è la pista ma la strada, allora il CIVS ( Campionato Italiano Velocità Salita) pare fatto su misura per voi. Di fatto, le tappe si snodano su percorsi prettamente montani, gli stessi che migliaia di motociclisti, ciclisti e automobilisti di ogni razza, colore e religione, battono ogni giorno. Cosa cambia, vi starete chiedendo? In primis, che gli unici “isti” presenti sul tracciato sarete voi. Le strade vengono infatti chiuse al traffico e opportunamente imbottite di protezioni di paglia nei punti più ostici e pericolosi. Avrete quindi strada libera per mettervi in carena senza il timore di essere pizzicati dalla forze dell’ordine o incappare in spiacevoli sinistri coinvolgendo gli altri utenti della strada, sempre salvaguardati e rassicurati dalle unità di soccorso presenti sul campo di gara. E poi, un cronometro decreterà la graduatoria nelle due manche di gara a disposizione oltre a una serie di sessioni di prove libere e prove ufficiali cronometrate e non, che vi consentiranno di prendere confidenza con il tracciato. Tutto dipende da quanta manetta ci mettete nei 2-3 km di tracciato.

Insomma, a tutti gli scalmanati che il sabato e la domenica confondono marciapiedi per cordoli, boschi per vie di fuga, bar per corsie box, e semafori per lo start di partenza, il consiglio spassionato è di dare una sguardo alla lista di manifestazioni e trofei nazionali. Di certo, spero proprio di non incrociarvi di nuovo, a tutto birra, il prossimo fine settimana, sui passi di montagna. Divertitevi, ma fate i bravi… Riders!


3 Comments

  1. frank

    2012/08/30 at 11:16 AM

    il problema che molti amici riders si credono degli stoners solo perchè corrono sulle strade. uando provano su piste vere fanno dei disastri sia sui tempi che sulle curve. Basta andare a vedere per esempio a vallelunga (roma).Nelle nostre strade ogni domenica è un bollettino di guerra tra feriti e morti. Ad esempio molti non capiscono che l’asfalto delle strade soprattutto le provinciali non è uello delle piste, basta un avvallamento, una buca, sporco, olio, detriti, e si va lunghi se non peggio. Se lo dici soprattutto ai giovani ti guardano come se fossi un rompiballe portasfiga.

  2. Nicola Mariolini via Facebook

    2012/08/30 at 1:43 PM

    Io lunedì 20 agosto ho fatto 4 ore a castrezzato con box panino e bibita al prezzo di 80€..niente male come prezzo..forse qualcosa si muove e le piste stanno piano piano diventanti più accessibili…speriamo!!

  3. Pianeta Riders via Facebook

    2012/08/30 at 2:06 PM

    E’ probabile che dopo l’apertura dell’Autodromo di Cremona a Castrezzato abbiano deciso di rivedere i prezzi. La concorrenza è dalla nostra parte 🙂

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