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Mercato moto: lo “spread” delle due ruote

Motociclisti sempre più vessati. A fine Febbraio un nuovo governo. Si parla di Europa Germanocentrica, ma a noi motociclisti converrebbe? Ecco alcuni dati su cui riflettere e… fare riflettere chi tra pochi giorni si insedierà alla guida del Paese.

È dal 2008 che il mercato delle due ruote in Italia segna, ogni mese, cali a doppia cifra. Leggere i dati di vendita, oggi, equivale a leggere un bollettino di guerra. In 5 anni, il venduto in Italia ha registrato una perdita secca di 350.000 pezzi. Nel 2012 l’immatricolato si ferma a 206.422 unità, contro le 550.000 circa del mercato dei primi anni 2000. Per non parlare di punti vendita agonizzanti e marchi gloriosi (vedi Malaguti) con serrande abbassate da tempo. A produrre ulteriore preoccupazione è il calo che si registra anche sul fronte dell’usato. Nel solo 2012, i passaggi di proprietà hanno visto un decremento di quasi il 10%. Questo dato allarma forse meno i costruttori, ma a pagarne le spese sono i produttori di accessori ed abbigliamento che vedono restringersi enormemente il loro bacino di utenza.

In Italia non c’è più voglia di moto?

Rispondere a questa domanda è  semplice: la voglia di moto c’è, e come! Nel Bel Paese la passione per le due ruote è ai massimi livelli e non conosce flessioni. A frustrare i sogni di gloria di molti motociclisti, o aspiranti tali, sono però gli elevati costi di gestione della moto. Infatti, se fino a poco tempo fa si era meglio disposti a fare il sacrificio, pur di mettersi un sogno in garage, oggi questo… non basta più! Si devono fare i conti con oneri sempre più pesanti che vessano ormai da tempo la categoria, a cui si aggiungono le sempre maggiori difficoltà del credito al consumo. È quanto rimarcato di recente da Corrado Capelli, presidente di ANCMA (l’associazione che riunisce i produttori di moto e accessori): “Non ci stanchiamo di insistere su quegli elementi di cui il mercato necessita da tempo: maggiore credito al consumo, con tassi di interesse accessibili”. Ed ha poi aggiunto:”Occorrono, tra l’altro, tariffe assicurative calmierate e sotto controllo. Nel 2013 saranno i pilastri sui quali fonderemo le nostre battaglie”.

Differenze imbarazzanti e… penalizzanti!

Credito al consumo, assicurazioni, (e, aggiungiamo noi) tassa di proprietà, caro benzina ed autostrade. In Europa i motociclisti se la passano decisamente molto meglio, anche se in generale la situazione numerica delle immatricolazioni langue anche negli altri stati. Prendiamo in esame la Germania, il riferimento per molte (sbandierate) discussioni politiche e di critica al sistema economico nostrano. Tralasciando mere questioni di appartenenza partitica, ci vogliamo soffermare sui temi che riguardano da vicino noi motociclisti.

Il bollo. In Italia la tassa di proprietà per i motocicli si paga in base ai Kw. Più un mezzo è potente e maggiore sarà l’imposta da pagare. Il bollo però, viene calcolato in base ai KW dichiarati dalle case e non quelli effettivi (a volte di molto inferiori al dato ufficiale). In Germania, il bollo viene pagato in base a CC (centimetri cubi), in ragione di 0,088 Euro per CC. Una  moto sportiva da 900cc e 106 Kw paga circa 80 euro. Inoltre, d’inverno, quando in genere rimane chiusa in garage, il bollo può essere sospeso come avviene per l’assicurazione. In Italia molte compagnie non prevedono nemmeno la sospensione assicurativa per le due ruote (!!)

L’assicurazione RC, in Germania, è calmierata dallo Stato.  Prendendo in esame la stessa moto, si arriva a pagare in media 160 euro l’anno. In Italia si va dai 350 – 400 euro, in regioni come la Val d’Aosta, fino ai 1500 euro delle regioni del Sud (vedi Campania). Stiamo parlando della sola RC con classi di merito che variano dalla 5a fino alla 1a. 

Sul tema assicurativo, di recente, una dichiarazione di Andrea Cozzolino, parlamentare europeo del Pd, apre qualche spiraglio dal punto di vista delle tariffe: “Stiamo lavorando a un pacchetto di interventi necessari ad abbassare il costo della Rc in quei luoghi dove hanno raggiunto cifre spropositate.”

Tralasciando il discorso carburante, che in Italia costa in media 1,80 euro\litro contro 1,596 media Europea (a causa dell’elevato peso di accise che vi gravano), segnaliamo – per ultimo – la situazione autostrade: in Germania, ma anche in Francia, Inghilterra e nella quasi totalità dei paesi dell’ Eurozona, sono gratuite o differenziate (a minore importo) per le moto.

Su questi temi, si spera, dovranno mettere mano i prossimi governanti, qual ora si voglia (davvero) dare una svolta al settore delle due ruote in Italia. Uno dei più importanti mercati mondiali, per numero di veicoli e risorse produttive in termini di ricerca, sviluppo… ed occupazione!


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