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Mercato che cambia e nuove tendenze: crisi 600 supersportive, il canto del cigno?


(aritcolo di William Toscani)

Dal punto di vista delle immatricolazioni, il periodo che stiamo vivendo non è sicuramente tra i  migliori per le varie case motociclistiche. A rimpolpare i fatturati delle aziende, ormai, ci pensano più che altro gli scooter, ormai irrinunciabili mezzi di trasporto per chi affronta quotidianamente il caos cittadino. Le moto “vere”, invece, stanno vivendo senza dubbio un momento difficile nei numeri, cui corrisponde anche un cambio di preferenze da parte degli utenti.

Se spulciamo qualunque classifica di vendita, si vede ormai da un po’ che a far la voce grossa sono, scooter a parte, le naked o enduro di cilindrata medio alta. Le sportive, invece, che hanno sempre acceso l’immaginario di molti, stanno perdendo inesorabilmente quote di mercato. Il dato che colpisce di più, per i manubri spezzati, è rappresentato senza dubbio dal crollo delle 600. Quelle che fino a pochi anni fa erano le moto in assoluto più vendute, ora tutte insieme faticano a fare i numeri che da sola, ad esempio, produce la Kawasaki z750, tanto per citare un modello.

Quali sono le cause che hanno portato al crollo di un settore che fino a 3/4 anni fa era di riferimento per le case motociclistiche? I fattori possono essere molteplici.

Innanzitutto consideriamo che oggi come oggi anche le “mille” Hypersport vivono il loro momento di calo e che – in generale – come accennato prima, tutto il settore vive uno dei suoi periodi più bui. Il mercato ha sempre vissuto queste fasi cicliche: a periodi floridi, seguono periodi di vacche magre e questo è dovuto ai vari fattori che influenzano l’economia generale. Questo è un periodo di vacche magre sopratutto per le sportive (600 e 1000): prezzi elevati di acquisto, assicurazioni alle stelle, elevata specializzazione del mezzo (quindi scarsa polivalenza d’utilizzo), caro benzina ed altre amenità, fanno volgere lo sguardo verso modelli che come costi di gestione sono senza dubbio più parchi, relativamente, ma offrono la possibilità di maggiore fruibilità anche nell’uso disimpegnato di tutti i giorni.

Nel caso delle sportive da 600cc assistiamo addirittura ad una flessione drammatica, una quasi totale scomparsa della richiesta, e qui le cause sono da ricercare altrove. Siamo di fronte ad un fenomeno già vissuto in Italia nei primi anni 90, quando a far da padrone nei numeri di vendita erano le 125 sportive, poi calate fino a diventare un prodotto di nicchia.

Senza dubbio le case hanno la loro fetta di responsabilità in tutto questo. Quando parliamo di una 6oo, stiamo parlando di una vera e propria moto da corsa con targa e specchietti. Ciclistiche tiratissime, linee coinvolgenti come poche, e motori che urlano a regimi paurosi per una moto di serie: parliamo di 16.000 17.000 giri\min!!

Ma tutto questo ben di Dio ha il suo rovescio della medaglia. Su strada, si rivelano in molti casi moto assolutamente inadeguate, vuoi per le condizioni dell’asfalto, vuoi per erogazioni troppo appuntite che non consentono di godere in pieno dei motori (molto potenti, si, ma da corsa in tutto e pertutto, quindi bassi o medi “vuoti” per poi sparare la cavalleria a regimi stratosferici).  Spesso, su strada, su un percorso tortuoso, quando sarebbe d’obbligo deliziarci con il gas, si fa fatica a tirare anche solo la prima. Per non parlare delle dimensioni generali. Considerando l’altezza media, a volte ci si ritrova letteralmente appollaiati su dei microbolidi, piuttosto che inseriti perfettamente nel corpo macchina, sentendoci non propriamente a nostro agio.

Altro fattore penalizzante sono senza dubbio i forti sconti a cui vengono spesso vendute le 1000. In periodi di calo del venduto, i concessionari offrono una 1000 a prezzi di molto inferiori al listino, soprattutto a fine stagione. Con le moto di maggior cubatura i margini forse sono maggiori, il che consente di vendere ad un prezzo più basso realizzando comunque un guadagno. Con i 600, invece, il margine sarebbe irrisorio e raramente capita di trovarne con sconti davvero allettanti. Risultato? Spesso si trovano occasioni dove una 1000 da immatricolare costa qualche centinaio di euro meno della rispettiva 600 della stessa casa. Il 1000 sarà forse più impegnativo, ma con maggiore coppia a disposizione, ed una abitabilità in sella più decente, attira di più l’utente che, oltre al risparmio, mette in garage una moto che senza dubbio soddisfa a pieno l’appetito e la voglia di racing.

A completare il quadro un’ultima considerazione. L’utente che si avvicina alle 600 è rappresentato dal giovane motociclista (in media 20-25 anni) che sogna il salto dalle piccole moto alle moto “vere”. Consideriamo che in passato questa era una generazione  che ha assaporato l’ebrezza della sportività e guida racing con le piccole ottavo di litro Aprilia, Cagiva, Gilera. Con il ridimensionamento di queste fasce di utenti e con l’avanzare di una generazione di ragazzi che hanno vissuto l’approccio alle moto grazie agli scooter, ecco che il quadro appare più completo. Sono orientati più all’acquisto di moto versatili e comode (scooter o naked) che sportive. Le case, quindi, sembrerebbero ormai indirizzate a specializzare questi piccoli gioielli 600cc per l’uso estremo, in pista, lasciando ai concessionari la possibilità di fatturare con altri modelli di moto.

Una categoria, quella delle 600 sportive, probabilmente destinata a mutare, se non a scomparire per come noi la conosciamo. Destinate a diventare un prodotto di nicchia nella loro declinazione maggiormente racing, le case gli stanno affiancando mezzi più tranquilli come alternativa. Sportivi si, ma senza esagerare. Non a caso la Honda, tornando un po’ agli albori della sua storia tra le 600, quando a dominare le vendita era la CBR, ripropone per il 2011 la mitica F. E c’è da scommettere che a breve, anche altri players la seguiranno a ruota (la ricordate la Ninja 636 con le maniglie per il passeggero? Stiamo a vedere!)


10 Comments

  1. Emiliano79

    2011/02/11 at 5:34 PM

    le carenate in genere sono state pompate anche dal mondo delle competizioni. Tutti volevano essere come il campione di turno. Poi le hanno comprate, hanno finito col girarci solo per strada, hanno capito che il gioco non valeva la candela – coè ti diverti di più con una qualunque naked sportiva – e l’entusiasmo s’è spento.
    Una ricetta per rilanciare il segmento delle 600?? Abbattere i costi delle piste (e anche avere qualche pista adatta in più)

  2. Cristiano

    2011/02/11 at 6:24 PM

    Emiliano79 Ha Scritto:

    le carenate in genere sono state pompate anche dal mondo delle competizioni. Tutti volevano essere come il campione di turno. Poi le hanno comprate, hanno finito col girarci solo per strada, hanno capito che il gioco non valeva la candela – coè ti diverti di più con una qualunque naked sportiva – e l’entusiasmo s’è spento.
    Una ricetta per rilanciare il segmento delle 600?? Abbattere i costi delle piste (e anche avere qualche pista adatta in più)

    concordo. E concordo anche con l’articolo dove si dice che oggi si scelgono moto un po’ più fruibili con cui poter fare un po’ tutto

  3. Ermanno C.

    2011/02/11 at 6:46 PM

    non credo che Honda venderà molte CBR600 F. Non perché l’idea non sia buona, ma solo perché la VERA CBR600 F (pen’ultima serie) era tutta un’altra storia!!!!!!!

  4. Lemmy

    2011/02/12 at 6:54 PM

    era ora!!!basta con sti missili……solo in pista possono emozionare!!!benzina a costi iperbolici e consumi di queste moto non possono andare d’accordo.polizze altissime perchè spesso sono in mano a pivelli.autovelox e FF.OO. in “calamita” con gli intutati della domenica e poi fermano chi si fa i fatti suoi e vuole girare come Dio comanda….. :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  5. Cioca

    2011/02/14 at 11:52 AM

    …concordo, torniamo alle MOTO…e al gusto di usarle normalmente..

  6. Appo

    2011/02/14 at 1:01 PM

    La nuova CBR-F va forse nella giusta direzione, ma come linea è veramente brutta. La F anni 90 (fino al ’98) accendeva il cuore. Questa è prioprio goffa!

    Sono curioso di vedere cosa farà la nuovsa MV F3! Sicuramente il cuore lo accende!

  7. Pingback: Perché MV Agusta avrebbe registrato il marchio Elephant | Pianeta Riders

  8. haall9000

    2011/03/11 at 7:36 PM

    la verità è che mancano i soldi e stop..
    I prezzi del nuovo è salito alle stelle..
    ma stiamo scherzando.. una 600 costa più di un utilitaria!!
    E poi troppi cavalli e menate varie che su strada non servono più..
    Risultato moto più leggere economiche e costi di gestione sopportabili..

  9. Marco84

    2012/03/10 at 1:00 PM

    @ermanno c: e invece è stata la sportiva più venduta del 2011! Una 600 supersportiva da 13mila euro non ha senso con delle 1000 con più schiena, molto più veloci e che costano 16000 euro (13500 per il gixxer in lancio nella primavera 2012).

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