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Leggende del motociclismo: Vaifro Meo, l’uomo dei record

In tanti anni di gare motociclistiche sono state moltissime, in termini di vite umane, le offerte al Dio della velocità. Eppure, ce n’è una che forse più di tutte ancora ci colpisce: quella di Vaifro Meo, l’uomo che inconsapevolmente preparò con le sue stesse mani la sua tragica fine. Per sette anni lavorò ininterrottamente a quel siluro dall’aspetto curioso, quasi spaziale, che si rivelò per lui una trappola mortale. Quel giorno, l’11 dicembre 1984, nella surreale piana deserta di Barreal, Argentina, qualcosa purtroppo andò storto.

Appassionato di moto e di record, nel dopoguerra, ancora ragazzino, Vaifro Meo lasciò l’Italia per trasferirsi in Argentina dove intraprese la carriera di pilota. Ci vollero solo pochi anni prima che il suo nome facesse il giro del mondo. La sua creatura, l’Alpino, il 2 febbraio 1952 stabilì il nuovo primato mondiale di velocità per la classe 50cc sulla pista argentina di Ezeiza : 92 km/h.

La caccia al record della classe 50 rimarrà sempre il suo obiettivo. Galvanizzato da questo primo successo, Vaifro Meo continuò a lavorare ogni giorno, ogni notte, per arrivare sempre più lontano, per conquistare sempre nuovi record. Nel 1965, alle saline di Bonneville, il pilota Rudolf Kunz condusse lo Streamliner, motorizzato Kreidler e progettato da Vaifro, alla conquista di 2 nuovi record mondiali. Ma si sa, i record sono fatti per essere infranti.

Vaifro Meo non dormì mai sugli allori: nel 1984 decise di riprendersi il record strappatogli tre anni prima dal Kreidler dell’olandese Huberts. La Cordigliera delle Ande avrebbe dovuto fare da sfondo all’ennesimo tentativo di record, all’ennesima grande impresa di quest’uomo dotato di intelligenza e coraggio fuori dal comune. Invece La cordigliera lo accolse per sempre tra le sue braccia. Il siluro, anziché spiccare il volo verso la gloria, si stese drammaticamente su un fianco, cancellando in un solo istante il sogno e la vita di un uomo. Carmen Meo Fiorot, scrittrice e sorella di Vaifro Meo, lo ricordò così nel suo libro “Dai che ce la fai!

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Coi pezzi di moto vecchie, comprate con pochi centesimi dal ferrovecchio, ancora giovanissimo, mio fratello Vaifro riusciva a mettere insieme delle moto. Ricordo ancora il giorno in cui sentii chiamare dalla strada “Carmen, Carmen…

Era lui, che correva con la sua prima moto. L’aveva messa insieme, ma la moto era ancora senza sella e senza manubrio. Rimasi terrorizzata. “Si ammazzerà senz’altro” pensai. Ma lui era al settimo cielo. Aveva cominciato a realizzare il suo sogno, che era quello di diventare campione di corse motociclistiche.

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6 Comments

  1. Duca Rosso

    2011/05/23 at 10:41 AM

    un altro sfortunato “eroe” delle due ruote. Il rovescio della medaglia di una passione meravigliosa

  2. Ignazio

    2011/05/23 at 11:04 AM

    Partito per l’Argentina dopo la guerra, appassionato di velocità (come i futuristi)… mi sa un po ‘di fascista “in fuga” come tanti negli anni 40/50.
    Ma questo non toglie nulla al peronaggio e al suo fascino. Bello ricordare storie come questa, anche poco note. Mi piace.

  3. Elena

    2012/01/23 at 8:21 PM

    Il suo articolo risveglia innumerevoli ricordi: ricordo Vaifro attraverso le parole cariche di emozione di Carmen e ricordo quando, durante uno dei suoi corsi, ne raccontò la storia. Era un momento molto intenso perchè la figlia di Vaifro era lì con noi. Proprio per questo rimango senza parole di fronte al commento di Ignazio: immagino che non conosca chi erano i Meo e di che pasta erano fatti. Mi scuso per l’indignazione ma sorge spontanea per chi, come me, ha conosciuto Carmen e la sua famiglia. Invito Ignazio a fare una ricerca su Carmen Meo Fiorot e Dino Fiorot, il Professore come lo chiamavamo noi (ex presidente dell’Istituto Veneto per la storia della Resistenza e attore della Resistenza al fianco di Norberto Bobbio ed Enrico Opocher).

  4. teyborg

    2013/11/18 at 10:11 PM

    Infatti erano una famiglia di partigiani…eh, il ben tacer mai fu scritto.

  5. Bocha Balboni

    2019/02/12 at 1:03 AM

    prego Qualcuno può dirmi il luogo e la data di nascita di Vaifro Meo per entrare nella “Hall of Fame” del motociclismo argentino? Grazie mile

  6. Bocha Balboni

    2019/02/12 at 1:06 AM

    prego Qualcuno può dirmi il luogo e la data di nascita di Vaifro Meo per entrare nella “Hall of Fame” del motociclismo argentino? Grazie mille
    Historiasdehya@gmail.com

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