Connect
To Top

Lady Superbike: intervista a Jenny Tinmouth, la prima donna ad esordire nel campionato BSB


(intervista di Alessandra Appiani)

Il 25 aprile sul circuito di Brands Hatch, Jenny Tinmouth passerà alla storia per essere la prima donna a prendere il via nel campionato BSB. Jenny, trentunenne britannica, biondina tutta grinta e gas, oltre ad essere la donna più veloce del Tourist Trophy, sta quindi per conseguire un altro importante primato. Abbiamo incontrato Jenny ad Almeria, in Spagna, durante i primi test con l’Aprilia RSV4 del team Splitlath di John Dimbylow

Chi è Jenny Tinmouth?

Sono un meccanico di professione, gestisco un’officina “Two Wheel Workshop” ad Ellesmere Port (UK) dove vivo, e vorrei diventare un bravo pilota.

Ci racconti un po’la tua storia?

La mia passione per i motori è innata, ricordo di averli sempre amati. Ho iniziato a correre nel 1999 con le 125 Club Races, per poi iscrivermi nel 2003 al British Championship nella classe 125cc. Nel 2004 arrivano i primi punti sul tracciato di Mallory Park, e nel 2008, dopo quattro stagioni, sono passata al British Supersport Cup Championship,

Il 2010 è stato un anno fantastico pieno di successi, con un terzo posto assoluto nella Supersport Cup, ed una vittoria al TTXGP. Anche l’Isola di Man TT mi ha riservato grandi soddisfazioni con la conquista del record di velocità media sul giro.

Il 25 aprile sul circuito di Brands Hatch sarai la prima donna a prendere il via nel campionato BSB. Te lo aspettavi?

E’ sempre stato il mio sogno da quando ho iniziato a correre ed ho lavorato duramente per conquistarmi questo posto in squadra. Devo ringraziare John Dimbylow che ha creduto in me e mi ha concesso questa possibilità.

Un traguardo o un punto di partenza?

Entrambi, credo di aver raggiunto uno solo dei miei obiettivi. All’orizzonte ce ne sono tanti altri che vorrei realizzare.

Sogni per il futuro?

Per ora penso solo alla stagione 2011 in Superbike, poi si vedrà.

Qual è il tuo obiettivo per le 12 gare del campionato?

Imparare velocemente più cose possibili dal team, dalla moto e dagli altri piloti in gara, per poi mettere a frutto le conoscenze e spingere per ottenere buoni risultati. Per me sarà un anno di apprendimento

Come ti stai preparando alla nuova stagione: palestra, dieta, yoga, moto?

Vorrei riuscire a fare tutto questo, ma purtroppo faccio quanto mi è possibile. Lavoro a tempo pieno nella mia officina ed è difficile riuscire a conciliare tutto. Spero di riuscire a trovare alcuni sponsor personali, in modo da poter ridurre l’orario di lavoro e curare di più la preparazione fisica.

Hai provato l’Aprilia RSV4 in questi giorni sul circuito di Almeria, come ti è sembrata?

Ho iniziato a prendere confidenza con una Stock Bike e con il motore V4. Gli pneumatici erano della scorsa stagione, ma sono rimasta favorevolmente colpita dalla facilità di guida e dalle dimensioni contenute. E’ stato divertente ed ho segnato bei tempi ed anche due uscite di pista, ma questo è da mettere sempre in preventivo.

Il nuovo modello avrà dei cambiamenti sostanziali rispetto alla stagione 2010?

Un motore più potente ed un nuovo sistema di elettronica.   

Come ti ha accolto il tuo compagno Hudson Kennaugh, il tuo box ed il paddock?

Mi hanno accolta tutti molto bene, anche se non so cosa pensino realmente di me. Il mio compagno di squadra Hudson mi piace molto, una persona allegra, rilassata e divertente, ma spero che abbia almeno un po’ paura di me, dal punto di vista motociclistico naturalmente. Non vorrà certo essere battuto da una donna! Ah, ah….

Per le prime gare sarò sicuramente io ad inseguire lui, cercando di carpire ogni segreto, poi si vedrà!

Qual è stata la reazione della stampa Britannica?

Molto favorevole, abbiamo suscitato molta curiosità e ci è stata concessa una grande copertura mediatica.

Nel 2010 sei diventata la donna più veloce del TT con una media di 187 km/h, togliendo il record a Maria Costello.

Si è vero, è stato un bel risultato, sono riuscita a tenere una bella media nella categoria Senior, la più importante ed anche quella che amo di più, grazie alla mia Honda Fireblade Superstock, preparata nella mia officina con l’inseparabile meccanico Steve Bradley.

Il TT è definita la corsa più pericolosa del mondo. Gareggiare qui significa avere un mix di incoscienza e abilità?

Sicuramente bisogna avere entrambe, ma la chiave per arrivare fino in fondo è conoscere il circuito e avere fiducia nelle proprie capacità

In futuro ci sarà una donna in MotoGP?

Perché no! Le corse sono dure e difficili sia per gli uomini che per le donne. Per arrivare a gareggiare in MotoGP credo che bisogna partire da molto giovani, passare attraverso le varie categorie, essere molto bravi, ma anche fortunati.

Per le donne è più difficile gareggiare? Perché?

Le gare ti assorbono completamente ed è difficile conciliare famiglia e lavoro in questo ambiente.  Credo che le donne sotto questo aspetto siano più sensibili. Molti pensano che questo non sia uno sport per le donne e forse ci sono poche donne che vogliono farlo. Negli ultimi anni le cose stanno pian piano cambiando. Ora vedo molta più fiducia degli addetti ai lavori nei confronti del gentil sesso, di quando ho iniziato a correre nel 1999, quindi chissà, magari un giorno…..

Qual è il momento più difficile della gara?

Sulla griglia di partenza in attesa del semaforo, quando la tensione sale alle stelle.

Vince chi ha più testa o più gas?

Vince chi ha entrambi. A volte vince l’intelligenza, altre il gas puro ma sempre accompagnati dalla determinazione.

E’ difficile tornare in sella dopo un incidente?

No per niente, mi piace cadere anche se è strano da capire, lo so! Il dolore è un po’ meno divertente, ma l’incidente fa parte del divertimento.

Il pilota a cui ti ispiri?

Valentino Rossi per il suo atteggiamento mentale, oltre che per la sua abilità. Mantenere la concentrazione in ogni situazione, positiva o negativa che sia è ammirevole. Ammiro molto anche il talento puro e unico di Troy Baylis, senza dimenticare i piloti inglesi come John McGuinness, John Reynolds, Steve Plater e Michael Rutter.

Il circuito preferito? Il più pericoloso? Il più bello?

I miei circuiti preferiti sono quattro(per ora posso parlare solo di quelli Britannici): Brands Hatch, l’Isola di Man TT, Outlon Park e Thruxton. Il più pericoloso l’Isola di Man TT, il più bello Outlon Park.

Il fattore pioggia?

Da buona britannica la amo e mi da sempre una chance in più.

Chi farà la differenza quest’anno in MotoGP?

Stoner, anche se mi piacerebbe vedere Rossi vincente sulla Ducati. Spero che anche Cal Crutchlow possa fare buoni risultati.

Ed in SBK ?

Mi auguro Eugine Laverty, è un pilota fantastico.

Cosa ha bisogno un pilota per gareggiare?

Abilità, fortuna e sponsor

E’ vero che oggi si gareggia solo se si hanno gli sponsor?

Si, al 100%. I costi dei team sono altissimi, senza sponsor non si va avanti e non si vince e se non si fanno risultati nessuno sponsor è invogliato a finanziarti.

Grazie Jenny and good luck!


3 Comments

  1. Duca Rosso

    2011/04/20 at 9:31 AM

    finalmente un esempio di “parità” vera e non presunta. Una tipa in gamba.
    Complimenti Jenny e un grande in bocca al lupo per il tuo esordio.

  2. Sangue di Cornovaglia

    2011/04/20 at 9:52 AM

    Azz, hai capito? E poi dicono che le competizioni motociclistiche inglesi non sono roba da femminucce :mrgreen: :mrgreen:

  3. Betta

    2011/04/25 at 7:02 PM

    bella e brava 😀

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in Competizioni