Connect
To Top

Intervista esclusiva a Luca Scassa durante “Il giovedì del Motociclista” al Red Point Milano


(Report e Intervista di Fabrizio Farinoni e Giorgio Pirovano)

Non c’era miglior modo per omaggiare il velocissimo Luca Scassatrionfatore delle prime due manche del mondiale Supersport – che riunire appassionati e tifosi al Red Point Café di Rozzano (MI). Il luogo è di quelli “giusti”, dove è possibile ritrovarsi non solo per ammirare da vicino le ultime novità Yamaha ma anche, seduti davanti a un caffé, per scambiare due chiacchiere in compagnia, in un’atmosfera in cui risuona nell’aria l’esclusivo suono emesso dai “Tre Diapason”.

E sì, perché il “Punto Rosso” si trova proprio all’interno dello Show Room Yamaha Negrimotors fondendo, in un’unica soluzione, passione e divertimento. Noi di PianetaRiders siamo stati alla prima serata de “Il giovedì del motociclista”, dove abbiamo avuto il piacere di incontrare e scambiare due parole con il pilota Aretino. Luca, fin da subito, si è dimostrato disponibile e alla mano, pronto a rispondere alle nostre domande.

Qual’è l’avversario più ostico, quello che potrebbe rendere difficile la tua rincorsa al titolo?

Uno solo?? Ce n’è più di uno. Sicuramente Davies, il mio compagno di squadra, perchè ha la mia moto e – visto che è la migliore – sarà duro da battere. Secondariamente Lowes su Honda. La Kawasaki non mi preoccupa.

Mentre Salom, rientra negli avversari da battere?

Certamente. E’ un pilota che conosco, ha corso con me il SBK nel team Pedercini, ma visto che sono sempre riuscito a tenerlo dietro, non lo temo.

Sei il pilota favorito per questo mondiale. Tra i tuoi obbiettivi c’è quello di ritornare in SBK sperando in una collaborazione con il team ufficiale Yamaha?

Si, mi piacerebbe tornare in SBK con la “struttura” che ho attualmente. Se fosse Yamaha con il team ufficiale mi farebbe piacere. Però non è una condizione necessaria che sia un team ufficiale, devo dire però che con il team attuale “ParkinGO” di Giuliano Rovelli mi trovo molto bene; quindi vediamo anche quali sono le scelte del team.

Pensi di avere tra le mani la moto più competitiva o gran parte del merito è tuo?

La maggior parte del merito è del Moro, il mio capo tecnico, perché ha un metodo di lavoro nuovo per me, ma che funziona molto bene. Infatti la messa a punto della moto sta migliorando sempre più. E comunque il merito non è esclusivamente della moto o del pilota, ma è il “pacchetto” moto-pilota che deve funzionare bene.

Il prossimo round si correrà ad Assen. In SBK, nelle passate stagioni, ti sei piazzato tra la decima e la quindicesima posizione; è un circuito ostico per te?

Circuiti ostici o che piacciono, dal mio punto di vista non ce ne sono, nel senso che a me piacciono tutti i circuiti. Semplificando al massimo, un circuito è una serie di curve e rettilinei, sono tutti così!! E’ vero però che ci sono circuiti in cui riesci un po’ meglio. Assen, non è la pista in cui riesco ad avere i migliori risultati però nemmeno i peggiori. Quindi vedremo.

Viste le vittorie nelle gare precedenti, come ti senti per questo terzo round?

Io mi sento bene, la moto va bene, quindi sono gli avversari che devono sentire pressione e tensione. Io sono tranquillo.

Una curiosità. Kawasaki sia in SBK che in Supersport sembra diventata molto competitiva rispetto agli anni passati, cosa ne pensi da ex-pilota Kawasaki?

Il team ufficiale è da 4 anni che lavora sulla moto a stretto contatto con il Giappone, visto poi che Kawasaki ufficialmente è impegnata solo in SBK, vuole dire che il team SBK ha il massimo del supporto tecnico. La moto vecchia, da ex- pilota, posso dire che non era così competitiva. Quest’anno sembra che vada abbastanza bene, probabilmente con un pilota con maggior esperienza rispetto agli attuali. Sykes mi piace come pilota, è uno che si butta. Ma anche Lascorz non è male, per essere un debuttante.

Insomma, Scassa è un Riders veramente tosto che ha voglia di divertirsi, divertire e dimostrare che anche nel mondiale delle derivate, magari con il mezzo giusto, potrebbe dare del filo da torcere ai piloti più blasonati. Terminata l’intervista, Luca si è concesso ai numerosi fan che, accorsi anche da molto lontano, non attendevano altro che incontrarlo, conoscerlo di persona e scattare un paio di foto in sua compagnia. Ma com’è è nata l’idea di Scassa di tuffarsi nel mondo delle competizioni? Quali le paure, le emozioni, i momenti più significativi che hanno segnato la carriere del pilota?

Dopo una breve presentazione, microfono alla mano, Luca ha cominciato a raccontare a tutti i presenti come ha preso “forma” quello che, tutti noi, ora conosciamo come “The Rocker”. Inizialmente le strade intraprese dal “ragazzo” erano parecchio distanti dal mondo delle due ruote. Da calciatore a cestista, passando dalla pallamano per finire al salto in alto a livello agonistico. Ma dentro di lui le bielle e i pistoni cominciavano a risuonare a gran voce.

Suo padre, Luigi, è un ottimo meccanico e proprietario di un team ma, consapevole dei costi, d’apprincipio cerca di tenerlo lontano dalle corse e preferisce che prenda un’altra strada. Ma si sa, nulla può osteggiare la passione. Debutta così nel 1999 e, nel 2000, è secondo nel trofeo Aprila dietro ad Andrea Dovizioso. Nel 2002 passa ai 4 tempi e un anno dopo vince la Coppa Italia e domina il Trofeo Kawasaki, impressionando tutti gli addetti ai lavori risultando sempre il più veloce.

Nel 2006, dopo 2 anni in Superstock 1000 con Kawasaki e Yamaha , Scassa corre con la MV Agusta conquistando il Campionato Italiano STK e chiudendo al 3° posto nella Coppa del Mondo Superstock 1000. Insomma, era evidente che il pilota aveva del talento, così, nel 2007, diventa pilota ufficiale MV Agusta e vola in America per correre nel campionato AMA SBK ottenendo l’importante riconoscimento di ” Rookie of the Year ” con tanti ottimi piazzamenti.

E qui ci racconta del primo contatto ravvicinato con Ben Spies quando, dalle nostre parti, erano in pochi ancora a conoscerlo. Luca era alla sua prima esperienza a Daytona, il famoso circuito Americano, caratterizzato da un tratto di pista guidato seguito dalla spaventosa parabolica – pensate un po’, 35 % i gradi di inclinazione del punto più ripido. Per poterla affrontare in modo corretto – ci spiega – bisogna sormontare la linea tratteggiata in prossimità del muretto ad una velocità esagerata, altrimenti si può rischiare la caduta. La cosa strana è che più la velocità è ridotta e più la moto piega proprio per l’eccessiva inclinazione della parabolica. The Rocker non aveva mai avuto a che fare con una curva del genere e nei primi giri, ci racconta, il terrore e la paura di affrontarla a piena gas regnavano sovrani. Ma giro dopo giro riesce a prendere coraggio e si fionda dentro a circa 280 km\h – mica roba da poco!!! – pensando finalmente di aver capito come andasse interpretata; il tutto viene smorzato un’istante dopo, quando dal dietro sopraggiunge Ben Spies che lo sorpassa ad una velocità stratosferica, nell’ordine dei 325-330 Km\h “è come essere fermi ed uno scooter ti passa a fianco a 50 km\h, impressionante”. Luca capì che quel pilota aveva del fegato e avrebbe potuto fare grandi cose in futuro – beh, ci aveva visto lungo.

Nel 2008 Scassa torna in Italia e bissa il successo nel CIV, sempre da pilota ufficiale MV sempre nella massima categoria, la SBK. Nel 2009 approda finalmente al Mondiale SBK con la Kawasaki e riesce a racimolare qualche punto. Vengono ricordati i fantastici momenti che l’hanno visto protagonista al Gp di Monza e i suoi indimenticabili sorpassi alla prima variante contornati dalle urla dei tifosi “in quel tratto non sentivo più il motore, delle volte tiravo la frizione e davo gas per accertarmi che la moto fosse ancora accesa”.

httpv://www.youtube.com/watch?v=hTlByX9KVPk

Nel 2010 corre con una Ducati privata: niente test precampionato e salta la prima gara, ma, fin da subito, diventa uno dei primi dieci. Durante la stagione sono stati tanti i momenti da incorniciare: tante TOP 10 in gara, 6° tempo in qualifica a Brno e 3° a Misano, 4° tempo e prima fila ad Imola. Per il 2011 è stato ingaggiato da Giuliano Rovelli: con lui punta molto in alto nel mondiale Supersport in sella alla Yamaha YZF-R6 del team Parking GO.

Luca sta dimostrando che il talento ma sopratutto la maturità per agguantare il titolo ci sono. Non ci resta quindi che fargli un grosso in bocca al lupo e sperare in un titolo dai colori tutti italiani. Forza Scassa! 


5 Comments

  1. Duca Rosso

    2011/04/01 at 1:19 PM

    Ammazza, sicuro di sé il ragazzo 😀

    mi sa che è solo così che si vince!!!

  2. Massimo Strano

    2011/04/01 at 1:48 PM

    Con Biaggi che si comporta come si comporta, Valentino in difficoltà (speriamo bene per Jerez), Scassa è uno dei pochi piloti italiani che ci sta facendo sognare in questo 2011. Onore al merito, e speriamo di vederlo crescere anche nelle categorie maggiori 😈

  3. Massimo Strano

    2011/04/01 at 1:52 PM

    Ops, scusate, dimenticavo Melandri. Anche lui pilota Yamaha, tra l’altro 😀

  4. Alessio

    2011/04/01 at 5:53 PM

    mitica la parabolica di Daytona. E cmq ma Spies era avvantaggiato, ci sarà praticamente cresciuto sopra :mrgreen:
    Bravo Scassa, continua a vincere, please, che ci piace!

  5. Pingback: A "Il Giovedì del Motociclista" presso il Red Point Milano è la volta di Massimo Meregalli | Pianeta Riders

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in Competizioni