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Intervista a Corrado Catalano: storia di un pilota, la sua passione, le gare e la forza di rialzarsi


(articolo di Amedeo Roma)

Le storie del motociclismo sono ricche di gioie, di sorprese, ma talvolta anche di sofferenza e dolore. Storie di uomini, di piloti, che spesso si sono dovute arrestare sbattendo il muso contro il dannato danaro (chi non ne ha, difficilmente emerge), oppure per mancanza di risultati; altre, invece, per un destino avverso.

La carriera DI PILOTA di Corrado Catalano si è conclusa per una maledetta caduta. Un episodio drammatico che mise a rischio la vita stessa dell’allora giovane e promettente romano. Abbiamo incontrato Corrado qualche giorno fa per una chiacchierata. Prima di ripercorrere la sua incredibile vicenda attraverso l’intervista realizzata, scopriamo insieme l’appassionante storia di questo Riders.

Nato a Roma il 23 giugno del 1968,  il primo contatto con il mondo delle due ruote inizia con una semplice vespa 50; ma è a sedici anni che per Corrado arriva la prima vera moto, una veloce e preziosa HRD 125. Catalano è uno che va forte, troppo forte in strada; l’attrazione per la velocità è totale, un gioco pieno di adrenalina ma troppo pericoloso: lui lo sa e se ne rende conto anche il papà Claudio. Un sabato pomeriggio, su un’emittente locale, trasmettono la sintesi di una gara del trofeo nazionale Laverda 125 corso con il modello LZ; dopo pochi giorni Corrado si ritrova presso l’autodromo di Vallelunga con la moto del monomarca pronto a  partecipare al campionato 1984-1985.  La stoffa del pilota c’è, e a quel punto l’escalation è vorticosa: nel 1986 corre nel monomarca Honda NS 125 (tra i partecipanti anche “un certo” Doriano Romboni). Nella prima gara a Misano Corrado vince, poi al Mugello una rovinosa caduta (proprio per un contatto con Doriano) lo costringe a saltare due gare: chiuderà la stagione con un quinto posto in classifica generale. Nel 1987 viene scelto dal Team Italia per il campionato europeo 125 cm3 raggiungendo il secondo posto finale  in sella alla MBA. Nello stesso anno partecipa anche a due prove del mondiale: a Monza, guadagno un ottimo nono posto, e a Donington Park, dove cade negli ultimi giri mentre si trovava in seconda posizione.

Il 1988 vede Corrado schierato nel mondiale 125 cm3 con la debuttante Aprilia monocilindrica: a Le Castellet, Francia, arriva in terza posizione e porta per la prima volta sul podio la moto di Noale. Chiuderà la stagione in tredicesima posizione. Il campionato 1989 lo vede ancora correre nella quarto di litro ma questa volta in sella alla italiana Gazzaniga 125 GP, moto costruita artigianalmente che, oltre a non garantire  prestazioni a livello delle migliori, è decisamente fragile di motore: il risultato è un mesto ventinovesimo piazzamento nel mondiale. Dopo aver corso con l’aprilia 250 nel 1990, l’anno successivo sembra finalmente giungere l’occasione buona e Corrado si schiera nel mondiale 250 in sella ad una Honda NS  sponsorizzata Rothmans. Ma anche stavolta i risultati stentano a giungere a causa di una moto purtroppo poco competitiva.

Il passaggio alla 500 Gp arriva nel 1992 in sella ad una moto privata Roc-Yamaha. Il pilota laziale trova da subito un’ottima sintonia con la nuova cilindrata, per nulla spaventato dalla straripante potenza, riuscendo a spuntare più volte posizioni di indubbio valore con una moto non a livello delle ufficiali. Sempre nel 1992 Catalano diventa anche collaudatore della Cagiva Gp 500.

È il 1993 quando la Roc-Yamaha decise di partecipare in maniera ufficiale al motomondiale con una moto finalmente competitiva: in sella il nostro Corrado, all’epoca venticinquenne, e oramai pronto a mettersi in gioco contro i piloti migliori. Purtroppo, però, il 1993 sarà anche l’anno del terribile incidente in Germania che metterà fine alla sua carriera.

Andava forte Corrado in quel GP di Germania, sul circuito di Hockenheim, tanto da riuscire ad essere più veloce di un secondo, nel tratto più guidato, rispetto a piloti del calibro di Wayne Rainey e Kevin Schwantz. Al via si ritrova subito tra i migliori, battaglia aperta, spinge molto forte, forse troppo: la sua moto paga molto in velocità di punta e Corrado è costretto a forzare al limite la staccata per recuperare metri preziosi, anticipando al contempo il più possibile la successiva apertura del gas. Deve farlo, non vuole perdere il gruppo, sa che la sua unica possibilità di ottenere un risultato importante è legato alla necessità di prendersi enormi rischi ad ogni frenata, ad ogni uscita di curva. Passano i giri, due, tre, e lui è sempre attaccato ai primi cinque. Chi vide la gara si ricorda benissimo di quella moto bianca, pochi adesivi, con sopra un pilota tenace e spericolato che non mollava alla indiscussa superiorità tecnica dei mezzi dei propri avversari. Al settimo giro, però, Catalano e la sua Roc-Yamaha finiscono drammaticamente coinvolti in una rovinosa carambola. Poche ore dopo sarà il dottor Costa a telefonare alla sorella del pilota: ”lo operano solo perché è giovane, purtroppo le speranze sono quasi nulle”. La storia, fortunatamente, è andata in maniera diversa, e dopo 25 giorni in coma Corrado si risveglia. Come ci ha detto lui stesso durante l’intervista, in quel momento fu come rinascere, ma per lui era iniziato un cammino duro e pesante di riabilitazione, visto che a causa dell’incidente aveva completamente perso l’uso della parola, della scrittura, oltre a patire gravi difficoltà deambulatorie.

Corrado: io ho 17 anni, sono rinato nel 1993, quando mi risvegliai dal coma, quella di prima era un’altra vita. Ci ho messo un po’ a ripartire, un anno e mezzo, a rendermi conto che avevo messo fine alla mia carriera di pilota, e purtroppo questo incise negativamente poi sul mio percorso di recupero.

Domanda: cosa ricordi di quel periodo di corse, delle moto e degli amici che avevi?

Corrado: ovviamente io ero innamorato di quel mondo, le moto, il girare per il mondo, l’amicizia, ovviamente fuori dalla pista. Riguardo le moto corsi con Aprilia diversi anni, quella che guidai nella 250 cm3 era ancora in fase di sviluppo, aveva un gran bel motore, ma era molto fragile ed anche abbastanza difficile da portare al limite.

Dell’esperienza sempre nella quarto di litro, ricordo quanto era bella la guida della Honda NS 250, una moto facilissima con cui si facevano dei piegoni pazzeschi, ma ricordo anche che aspettammo invano tutto l’anno il Kit HRC che purtroppo non  arrivò mai compromettendo l’intera stagione.

Domanda: poi arrivò la più difficile, la più dura, la 500 Gp. Che ricordi hai?

Corrado: fantastici, fu subito amore. La potenza non mi mise assolutamente paura, e mi trovai subito bene, quella era la mia cilindrata e si adattava molto bene al mio stile di guida, impulsivo e violento. Certo dovevi starci attento, perché con quelle ci si faceva male, e io mi ci sono fatto molto male…

Domanda: per un periodo hai fatto anche il collaudatore per la Cagiva Gp 500, una gran bella moto. Cosa ti ricordi di quell’esperienza?

Corrado: si, per un periodo feci il collaudatore per loro, era una moto stupenda esteticamente, unica e molto facile da guidare, tanto semplice da portare al limite che colmava un po’ il gap prestazionale che aveva di motore con le migliori Honda e Yamha.

Domanda: dopo l’incidente penso sia stata veramente dura, dove è arrivato adesso Corrado?

Corrado: si è stata dura, recuperare tutto quello che avevo perso nell’incidente, la parola, lo scrivere, camminare. Io ero comunque uno sportivo e all’improvviso mi sono trovato racchiuso in un corpo che non mi permetteva più di esserlo. La vita in ogni modo qualcosa mi ha dato in cambio, due figli che amo, Matia e Nicolò

Domanda: adesso come dici tu hai diciassette anni, cosa farai da grande?

Corrado: ti vorrei dire che farò il pilota di moto, ma non credo che ci riuscirò; un progetto ce l’avrei, una cosa da realizzare qui a Roma, un punto di incontro e ritrovo tra i motociclisti ma non ti voglio svelare di più


12 Comments

  1. Nadia

    2010/04/12 at 1:52 PM

    Molto bello!

    🙂

  2. CarloX

    2010/04/12 at 6:52 PM

    Molto bello questo pezzo su Corrado Catalano. Una storia che non conoscevo

  3. Edo

    2010/04/12 at 10:53 PM

    Bene Amedeo, riscoprire personaggi di rilievo nel mondo delle 2 ruote serve a non dimenticarli, soprattutto dopo aver avuto incidenti, sono curioso riguardo al suo progetto…

  4. alessandro petrignani

    2010/06/07 at 10:56 PM

    Ciao Corrado, noi, i tuoi amici del muretto Pier, Pat, Gino, il Truk, il Bullo, Bri, ti ricordiamo simpatico, veloce, ci manchi. Io sono Pat, sandro petrignani, quel giorno triste io c’ ero. Sarebbe bello sentirti, mandaci una e-mail, un abbraccio AP

  5. Davide Levantini

    2010/07/04 at 9:54 PM

    Gran pilota… e bella intervista

  6. marco amore

    2010/11/21 at 6:49 PM

    io mi ricordo sei sei stato veloce ma all’epoca tu il compianto lorenzo ghiselli, fabio biliotti e mrco papa eravate dei grandi ma poco fortunati perchè il mezzo ufficiale era troppo importante.
    Auguri al tuo futuro.
    marco Amore@ CarloX:

  7. Daniel Bustos

    2012/03/15 at 11:13 PM

    Prima di tutto chiedo scusa per il mio Italiano….
    E veramente una bella intrevista. el fantastico come Amadeo risce a describere un uomo..pilota come lo fu Corrado. Io sono stato il suo Amico, Direttore Sportivo ed aviamo condiviso alegrie tristese…Ma per me Corrado rimane sempre un gentil uomo e un grande Pilota…Grazie Amadeo

  8. Heinz Stögbuchner

    2014/11/22 at 6:43 PM

    Hello, please can you help me!
    I am a very great motorsportfan and fan from Corrado Catalano
    Please can you give me an adress, where I can get an autograph from him?
    That would be very frendly!
    Pleease send me a mail.
    Thank you very much;

    Regards, Heinz

  9. marco

    2016/08/14 at 4:23 PM

    Io mi ricordo bene Corrado e l incidente peccato il destino beffardo ci ha negato la possibilità di vedere un altro pilota romano correre hai massimi livelli….un abbraccio forte ad un grande pilota ma soprattutto un grandissimo uomo

  10. Andrea Coco

    2017/01/04 at 11:21 AM

    Sono un giornalista presente quel giorno a Hockenheim e poi in ospedale a Mannheim, Non ho facebook né altri social ma vorrei poter scrivere e poi inviare una cosa a Corrado. Mi potete dare il suo indirizzo mail o farmi scrivere da lui? Vi ringrazio e complimenti all’autore dell’intervista.

  11. Vittorio Commermaja

    2017/05/21 at 10:35 PM

    Ciao Corrado, io ho avuto la fortuna di conoscerti prima dell’incidente e poi ci siamo incontrati di nuovo in clinica di riabilitazione anch’io un bruttissimo incidente di moto, ma ho constatato di persona che anche se siamo cambiati fisicamente dentro di noi il pilota combattente ancora c’è… Un’abbraccio forte dal tuo amico Vittorio…

  12. Luca

    2017/07/15 at 12:54 AM

    Pilota d altri tempi. Complimenti Corrado.

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