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I cavalieri che fecero l’impresa: alla conquista dell’Elefantentreffen 2009


Quando si dice ElefantenTreffen, è inevitabile avvertire un brivido dietro la schiena; e nel vero senso della parola. Si avvicina la data del raduno motociclistico più pazzo di sempre, che dal 29 gennaio all’ 1 febbraio 2009 vedrà convergere i motociclisti più temerari, da tutta Europa, nella foresta di Loh Thurmansbang – Solla, ad una cinquantina di chilometri da Passau (Baviera) per la sua 53° edizione. Temperature sotto zero e atmosfera surreale sono gli ingredienti per questa manifestazione oramai entrata nella leggenda del motociclismo.

A tal proposito, vi segnaliamo la bellissima iniziativa di un gruppo di amici che ha deciso di vivere quest’avventura in modo davvero insolito, partendo dall’Italia a bordo di mezzi assolutamente non convenzionali. Ecco come ce la racconta NatZan di Bandit.it

E.I.S. ElefantInSputer

(E.I.S. non a caso, visto che in tedesco significa Ghiaccio/Gelato)

Il nostro progetto è di partecipare all’ElefantenTreffen 2009 il 30 e 31 gennaio e il 1 febbraio. con mezzi non del tutto convenzionali.

Come ogni progetto buono di ogni armata “brancaleonesca” che si rispetti il tutto nasce dalla classica chiaccherata da bar tra amici. Che il bar sia virtuale invece che reale poco importa, come poco importa che gli amici stessi siano amici di una comunity internet (www.bandit.it) come oramai ce ne sono migliaia sul web.

Sono anni che l’elefantentreffen mi attira, fin dalla prima volta che l’ho sentito nominare. Ma non ho mai avuto il coraggio/pazzia di prenderlo seriamente in considerazione… una volta gli impegni, una volta la moto non era troppo moto, una volta non avevo compagni, una volta avevo e l’altra non avevo…..mille scuse…… decine di partenze rimandate… anche se in realtà di partenze non se ne era mai presa in considerazione nessuna.

Ad agosto 2008 scatta la molla… e mi inserisco in un discorso sull’Elefantentreffen: Si, se lo faccio, lo voglio fare con i vecchi 50ini, tipo Caballero o Fantic trial, quelli anni ’80.
Qualcuno ride, qualcuno che la prende seriamente. Buttandola sullo scherzo posto un collegamento ad un asta online di scooter ex poste italiane.
E in tanti ridono. Tranne mio fratello. Che fà: sai che questi scooterini non sono male? Hanno il parabrezza, costano niente, sono leggeri, hanno il baulone posteriore e il porta pacchi anteriore.
E in tanti ridono. Io un pò meno. E faccio: ma sai che c’hai ragione?!?

Cosi nasce l’idea.

Recuperiamo 12 scooter, 11 da utilizzare + 1 ad uso ricambi, in toscana. I mezzi si presentano in diversi stati d’uso, ma la loro meccanica semplice li rende riparabili e ripristinabili con pochi euro.
Il costo di 12 mezzi è stato inferiore ai 2000 euro.

Recuperiamo anche 9 temerari (oltre a me e mio fratello), tutti ci tassiamo di 380 euro a testa, per coprire le spese di acquisto dei mezzi, le spese logistiche e i primi costi per ricambi.
Nessuno di noi è un provetto scooterista, io in 34 anni di vita e circa 25 di utilizzo mezzi a motore, non ho mai guidato uno scooter, me ne sono sempre stato alla larga.
Alla prima prova nel nostro cortile sembravo un bimbo di 3 anni che prova la prima volta la bicicletta senza rotelle. Una tragedia.
Abbiamo gentile donzelle e rudi bikers.
Abbiamo chi da un bel pò è entrato negli “enta” e chi da pochissimo ha visto i “enti”.
Abbiamo lo sfegatato da ginocchio a terra, il mototurista da 40.000 km/anno il biker con i denti sporchi di moscerini.
Abbiamo l’altoatesino e il napoletano, il secco da 50 kg e l’abbondante da oltre 100.
Una tribù variegata di esponenti del mondo delle due ruote.

Alcuni si attrezzano ad equipaggio, per svolgere il percoso in “tandem” o staffetta.
Troviamo anche dei supporters che ci accomagneranno con dei mezzi di scorta, per essere pronti ad ogni evenienza.
Senza lasciare nulla al caso.

La storia si stà scrivendo, tra ore di lavoro serali, tempo a preparare email di richiesta supporto e tempo a seguire la parte “mediatica”.
Ma è divertente. Il veder nascere un qualcosa, un’organizzazione, iniziando a mettere i tasselli al loro posto, ben sapendo che troveremo intoppi ma che alla fine il puzzle si presenterà nell’intero della sua bellezza.

In tanti ci chiedono: Perchè?!?

Perchè è un modo come un altro per vivere questa passione, il motociclismo. Una passione che ti tocca il cuore. Indifferente il mezzo che hai o dove vai o chi sei…
L’essenza del motociclismo è Il Viaggio, e questo credo è quello che voglio sia il motto degli E.I.S.
Il Viaggio a sè stante, l’unico fine è viaggiare. Il mezzo per farlo è la meta stessa.

(la foto inserita nel post appartiene al materiale pubblicato sul sito www.elefantentreffen.it)


1 Comment

  1. Passo Rombante

    2009/01/21 at 6:42 PM

    Bravi – Bravi – Bravi !!! 😀

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