Connect
To Top

Elettronica e moto: quale il giusto limite? (video Bosch MSC)

L’avvento dell’ultimo sistema Bosch MSC sul controllo di stabilità in curva sta scatenando un acceso dibattito in rete: qual è il giusto limite tra innovazione, sicurezza e puro piacere di guida motociclistica?

[divider]

Come vi abbiamo anticipato ieri, KTM equipaggerà le due versioni della sua Maxi Enduro Adventure my 2014, con l’avveniristico sistema di controllo della stabilità in curva realizzato da BOSCH, ovvero l’MSC. In poche parole, si tratta di un dispositivo in grado di supportare il pilota nelle fasi di guida più critiche, soprattutto in ingresso, percorrenza e uscita di curva, scongiurando reazioni scomposte o pericolose del mezzo.

Ma è realmente questo il modo in cui i motociclisti desiderano vivere la propria passione? Tutta questa elettronica, al netto degli indubbi benefici, non rischia di azzerare – o ridurre eccessivamente – quelle sensazioni che hanno spinto molti a scegliere di cavalcare una motocicletta?

Prima di prendere in esame le opinioni raccolte in giro, diamo uno sguardo ad una serie di video che mostrano il funzionamento e i benefici del nuovo BOSCH MSC

MSC – INTRO

MSC – Pinzata in curva (confronto con ABS tradizionale)

MSC – “DRITTO” in piega (confronto con ABS tradizionale)

MSC – Freno posteriore (confronto con sistema tradizionale)

Come risulta evidente, il sistema apporta diversi vantaggi, ma – secondo tantissimi commenti letti in giro – toglierebbe anche sensibilità e piacere all’azione di guida. Secondo molti appassionati, tra i quali anche i nostri vivaci lettori che hanno espresso la propria opinione sulla nostra pagina Facebook, il rischio di finire col considerare la motocicletta un semplice mezzo di trasporto è elevato. Qualcuno sostiene che la sicurezza è si, importante, ma che più che in un “eccesso di controllo elettronico” andrebbe ricercata in un’adeguata “educazione” al mezzo.

Chiaramente non è sotto accusa il normale utilizzo di sistemi come ABS o traction control (quest’ultimo, tra l’altro, per lo più sempre ben dosabile a seconda dei desideri del pilota), ma di un controllo invasivo e massiccio che rischia di rendere la guida asettica. E tra coloro che inneggiano al ritorno alle moto “vere”, non mancano poi le considerazioni – nient’affatto banali – dei motoviaggiatori di lungo corso, che si domandano come ad esempio porre rimedio, ad un eventuale guasto elettronico, lungo una mulattiera sperduta nel Tibet, lontani da un’assistenza specializzata… alla luce soprattutto del fatto che i primi mezzi ad utilizzare questo sistema saranno due KTM votate ai lunghi Raid.

Per quanto riguarda noi, l’etica – e il servizio che svolgiamo per voi – ci impongono di esprimere un giudizio solo dopo aver materialmente provato e testato con mano tutto questo. Va da sé, però, che la parte più romantica e vera  del motociclista che ci vive dentro, anche senza volere, sbatte i piedi… e un po’ gli scoccia!


4 Comments

  1. Marco Senseya

    2013/09/25 at 3:28 PM

    trhon

  2. Fabrizio Risso

    2013/09/25 at 3:40 PM

    … allora compriamoci una macchina e facciamola finita!

  3. Pierluigi Facchetti

    2013/09/25 at 4:02 PM

    …. ho visto una special che sul parafango anteriore aveva l´adesivo: jesus is my abs!!!!

  4. Gianluca De Rosa

    2013/09/25 at 5:03 PM

    Se serve a salvare la propria vita non capisco il problema. Sono 28 anni che vado in moto e ho sempre moto performanti stradali e non, da pochi anni uso il TC e l´abs…non li trovo invasivi e non hanno cambiato il mio stile di guida ma al contrario danno una gran sicurezza 😉

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in News