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Amarcord: il Ciao blu di mia sorella… che trasformai in un missile!

Quando ero ragazzino, ogni volta che scendevo in garage lasciavo gli occhi sul  motorino di mia sorella, un Ciao blu del 1982 che un giorno sarebbe diventato mio. E allora lo spingevo fuori per accenderlo e per farmi il consueto giro del cortile. Terminato il giretto lo riponevo al suo posto e, salito in bicicletta, mi “lanciavo” per le strade della città con il sorriso “stampato” sulle labbra.

Finalmente arrivò anche il giorno del mio quattordicesimo compleanno. La notte prima non riuscii a prendere sonno per la troppa emozione, e al mattino mi feci accompagnare da mia madre all’anagrafe comunale per farmi rilasciare il certificato d’identità. Poi mi recai subito a scuola. In motorino ovviamente! Allora frequentavo la terza media e non vi dico lo stupore dei miei compagni, che ancora si muovevano in bicicletta, quando mi videro entrare in classe con il mio casco integrale Nava. Era il 1989.

In pochi giorni macinai chilometri e chilometri per le vie della città. Dai vicoletti del centro storico ai vialoni alberati delle zone residenziali, non c’era strada che non conoscessi. E con l’arrivo della bella stagione la mia sete di chilometri non fece che aumentare. Sentivo la necessità di percorrere strade nuove, strade che mi avrebbero portato sempre più lontano da quei confini. Lontano dal solito mondo. Verso la grande provincia. Verso quell’Appennino ricco di curve ma che, con un Ciao privo di variatore come era il mio, significava anche pedalare su quasi tutte le salite.

Mettendo insieme la mia paghetta settimanale per un certo periodo e, grazie anche al generoso contributo di mia sorella, potenziai il motorino con un cilindro Polini da 60 cc, un carburatore 13/13 e una bellissima e performante espansione con silenziatore estraibile della Leovinci (all’epoca si chiamava così e non Leovince). Ed improvvisamente quegli “irti” colli si fecero meno insidiosi, più accoglienti e gustosi da affrontare. Ma non era abbastanza. Volevo di più. E visto che i soldi per un “cinquantino” a marce, come le Aprilia ET Fire o AF1 non c’erano, decisi di trasformare il Ciao in un piccolo missile, procurandomi dal rottamaio un secondo blocco motore da far lavorare a mani esperte. Pur sapendo che, se mi avessero fermato per un controllo, avrei rischiato il sequestro immediato del mezzo. Perchè un conto era girare con un Polini 60 e un carburatore 13/13 che non si vedevano, un altro era girare con un Malossi da 75 cc, un carburatore da 21 che spuntava dal poggiapiedi e un gas rapido della Tommaselli in bella vista (necessario per aprire un carburatore di quelle dimensioni). Rischiai e mi andò bene.

Dovevate vedere la faccia di quelli con il “cinquantino”, non credevano che un Ciao potesse stare loro a fianco o, addirittura, davanti. Non ho mai saputo quanto facesse veramente, ma ricordo che quando entrava in coppia si impennava che era un piacere. Ma come consumava!

Fu un’esperienza breve ma intensa, che durò l’arco di un’estate, quella del 1990. Alla ripresa della scuola, a metà settembre, era tornato ad essere il Ciao blu tutto originale del 1982 che era appartenuto a mia sorella.

Ormai era tempo di pensare alla Vespa 125!


5 Comments

  1. Alfredo Greco

    2014/06/16 at 2:54 PM

    il mio era 1977, blu marmitta polini

  2. Diego Schirru

    2014/06/16 at 8:50 PM

    Io ho avuto il SI, gruppo termico DR, carburatore 13 e vari scarichi, il mio preferito era il Giannelli, con silenziatore in carbonio.
    Naturalmente non mancava il casco integrale Nava nero con gli adesivi Oro e la visiera smontata appena acquistato.

  3. Andrea Crociara

    2014/07/29 at 9:11 AM

    Sono tornato ragazzino per un po’ 😛 Io passai dal Bravo di mia nonna, che non me lo volle più dare, perchè venne a sapere che facevo i garini col ciao del mio amico… da li passai alla vespa di mio fratello che aveva fatto la patente, e via di pezzi Polini, hahahahahaha… Già allora si chiamava LEOVINCI!!!

  4. bottazzi

    2015/08/28 at 8:15 AM

    Anche io ho avuto come primo mezzo a motore il Ciao di mia sorella, era sempre del 1982 ma era rosso fuoco, e pure io l’ho modificato per bene: cilindro Polini 75 cc, carburatore 13/13, espansione Summit, gomma posteriore Pinasco.
    Ricordo che arrivava a 80 orari quando non a 85, che meraviglia quando entrava in coppia e lo sentivi scattare in avanti con veemenza, inoltre nelle curve a sinistra grattava rumorosamente la pancia della marmitta!
    Bei tempi…

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