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Acquisto moto usata istruzioni per l’uso: piccoli consigli per evitare le fregature


(articolo di Fabrizio Farinoni

Moto usata o moto all’ultimo grido? Beh, visti i tempi che corrono, molti di noi, purtroppo, staranno optando per la prima scelta.
Non ce lo stiamo certo inventando noi, sono i dati che il mercato “partorisce” che ci mostrano quanto gli acquirenti dell’annata 2010-2011 abbiano una forte propensione verso le due ruote di qualche anno fa, piuttosto che per le moderne, costose e super tecnologiche street bike.

Il settore dell’usato è in continuo fermento e indebolisce fortemente le nuove arrivate che faticano a prendere piede e incassano il colpo. Prezzi improponibili? Consumi troppo elevati? Assicurazioni troppo care? O i nuovi modelli non ci “acchiappano” più di tanto? Non sappiamo con precisione quale sia la causa di tutto ciò ma i numeri parlano chiaro: nel 2010 ogni 100 moto vendute si sono registrati 190 passaggi di proprietà e l’andamento del mercato dell’usato è cresciuto dell’1,9% rispetto al 2009  (dati ufficiali ANCMA).
Se da un lato questo dato testimonia la passione immutata degli italiani per le due ruote, dall’altro si può anche tradurre in mancanza di disponibilità finanziaria da parte dei consumatori che faticano a trovare le risorse necessarie per avvicinarsi al mondo del nuovo.

Ora che abbiamo appurato che la maggior parte di noi si rivolge con sempre maggiore interesse alle moto di seconda mano, ci sarà qualcuno che dovrà pur guidarvi all’acquisto per evitare di basare la propria scelta esclusivamente sul rapporto prezzo/kilometraggio. Abbiamo pensato, quindi, di racchiudere in una piccola guida i suggerimenti e le cautele che qualsiasi Riders dovrebbe seguire nell’acquisto di una due ruote già “domata”, specie per chi non ha mai poggiato il sedere su una sella, i piedi su delle pedane, le mani su un solido manubrio e non vede l’ora di apprendere l’arte delle piega.

E’ già, perché ogni qual volta si decide di prendere seriamente in considerazione una moto usata ecco che nella nostra testa cominciano ad affiorare come funghi migliaia e migliaia di domande che non fanno altro che complicarci la vita: “ma questo qua l’avrà scaldata per bene prima di partire? E quei graffietti sulla carena cosa sono? Sarà sicuramente uno smanettone! No no io questa moto non la voglio neanche vedere!

Fermatevi un secondo. Sicuramente questo non è l’approccio giusto. Lasciamoci alle spalle tutti i pregiudizi e i cattivi pensieri perché, in fin dei conti, siamo tutti motociclisti. Motociclisti che hanno amato, odiato, vissuto la propria due ruote. Giorni in cui non avremmo voluto neanche vederla, altri dove per scaricare un po’ di tensione ci siamo lasciati andare con la manopola del gas ed altri ancora dove non abbiamo fatto altro che inserire le chiavi e farci trasportare dalle curve, dal paesaggio, dall’atmosfera. La questione sta proprio qui, nel capire questo “amore” fin dove si sia spinto e se quel motociclista abbia trattato con i guanti di velluto la sua compagna, proprio come faremmo noi. Ma sbrighiamoci, la moto dei nostri sogni, quella che rimbomba assiduamente nella nostra testa da parecchio tempo, potrebbe essere già stata avvistata da qualcun altro!

Allora cosa si fa? Il primo consiglio è quello di affidarsi, in un primo momento, alla semplicità e velocità del www. Tramite il web, infatti, possiamo visionare, seduti tranquillamente sulla poltrona di casa, le offerte dei vari concessionari – oramai tutti i rivenditori sono presenti in internet – o le inserzioni  sui siti specializzati. Attraverso una ricerca mirata per marca, modello, anno, kilometraggio, prezzo, regione e tantissimi altri parametri, con un paio di click potrete cominciare a dare un’occhiata in giro facendovi un’idea sulle offerte che paiono più interessanti. Il tutto risparmiando tempo e denaro.
Ma non fermiamoci qua. Quanti annunci troviamo su internet che paiono dei veri “affari” per poi rivelarsi una fregatura? E’ arrivata l’ora di prendere la macchina e toccare con mano la nostra, probabile, futura compagna di pieghe.

E’ la prima moto? Allora l’ideale sarebbe portarsi dietro un amico, un Riders che ha molta più esperienza di voi, che col suo occhio clinico possa consigliarvi sullo stato del mezzo. Se questo vostro conoscente è proprio così impegnato da non riuscire ad accompagnarvi, allora non vi resta che leggere quanto scritto di seguito.

La prima cosa che balza all’occhio quando ci si trova davavnti al proprio oggetto deldesiderio sono, senza ombra di dubbio, le condizioni dell’estetica nel suo complesso. Ci riferiamo alle CARENE e alle PARTI IN PLASTICA, ancor più importanti se abbiamo a che fare con una sportiva carenata. In linea generale il “vestito” è, indistintamente dalla tipologia, l’indice di cura del mezzo su cui si può scorgere la “vita” e le eventuali disavventure a cui è andata in contro la moto. Scandagliate le carene per bene, nella loro totalità, anche gli angoli più nascosti. Toccate con mano quando notate qualche anomalia, perché quel graffietto potrebbe rivelarsi una crepa nascosta – e lo sapete bene quanto vi verrà a costare “rinfrescare” quei centimetri di carrozzeria. Fate attenzione anche alle verniciature. Quando il colore appare opacizzato e non omogeneo è il sentore che qui si è intervenuti manualmente con una bella riverniciata.

Ma non soffermiamoci solo su quei minuscoli e impercettibili graffi superficiali, andiamo oltre. E’ infatti necessario che la moto appaia simmetrica. Per SIMMETRIA intendiamo che specchietti, manubrio, pedane, indicatori di direzioni appaiono in bolla. Osserviamo la linea centrale della moto dalla parte posteriore. Se gli elementi sopra elencati mostrano una diversa angolazione è molto probabile che il nostro “amico” sia stato vittima di una scivolata, magari innocua, ma comunque una scivolata. Nella peggiore delle ipotesi, se di fronte ai nostri occhi appare una moto dall’aspetto evidentemente danneggiato, e visibilmente sporca, ciascuno di noi dovrebbe chiedersi se è disposto ad acquistarla o è meglio lasciar perdere e valutare altre offerte (in ogni caso sarà un buon indicatore per contrattare un sostanzioso sconto sul prezzo).

Una volta che l’estetica generale ci ha convinti controlliamo lo “SCHELETRO”, l’elemento portante che sostiene noi e il resto della moto: parliamo del telaio e del manubrio. Possiamo stare a guardarli anche per ore ma, a meno che non ci siano evidenti segni di caduta – contrappesi rovinati, impianto di scarico segnato e pedane levigate sono il nostro campanello d’allarme – l’unico modo per valutare se è tutto in regola è testare la moto: insistete sempre per un giro di prova e, se il venditore si rifiuta, accendete il campanello d’allarme. Bastano pochi metri per valutare se una moto non risponde adeguatamente ai comandi del pilota: non si scappa!

Al momento di premete sul tasto start, il motore non deve avere particolari esitazioni. Viceversa, nella migliore delle ipotesi, sarà sintomo di un’anomalia alle candele o più semplicemente di una batteria da caricare o, nel caso peggiore, da sostituire. Un’altra spesa di cui tenere conto per il prezzo finale. Verificate che anabbaglianti, abbaglianti, indicatori di direzione e luci di stop e le relative spie del quadro strumenti funzionino correttamente.

La moto si è accesa senza problemi? Ottimo, cogliamo anche l’occasione per ascoltare con attenzione il sound che fuoriesce dal terminale di scarico. Se tutto va bene, il motore dovrebbe girare come un orologio, senza borbottare o “incespicare”, mantenendo un regime di rotazione il più possibile costante – ovviamente meglio aspettare qualche minuto per permettere all’olio e alle parti meccaniche di entrare in temperatura. Teniamo d’occhio non solo la “musica” ma anche gli “effetti speciali” che fuoriescono dal terminale. Il colore grigiastro del fumo è normale e caratteristico di una combustione regolare. Nei due tempi se il fumo è eccessivo è segno di una carburazione troppo grassa, all’opposto troppo magra ed è bene farla registrare.

Proviamo inoltre a ruotare dolcemente la manopola dell’acceleratore con il cambio in folle, giusto per controllare che il gas sia libero nel movimento e non giri con ruvidità. Poi ruotate il manubrio a destra e sinistra e verificate che non si verifichi, durante il movimento, un aumento di giri.

Altro elemento da non tralasciare sono sospensioni e freni. Saliamo in sella e, tenendo premuta la leva del freno anteriore, “dondoliamo” facendo pressione sul manubrio. Dobbiamo verificare che la forcella non affondi eccessivamente e abbia una risposta e un ritorno adeguato. Diamo uno sguardo anche al paraoli per scorgere eventuali perdite di olio.

L’impianto frenante va esaminato con accuratezza. Testiamolo sia da fermi che eventualmente nel piccolo giro di prova. Riders non dimentichiamoci che i freni sono due; spesso e volentieri ci scordiamo dell’esistenza di quello posteriore. Buttiamo l’occhio anche sullo stato d’usare dei dischi e, se riusciamo, anche delle pastiglie servendoci della pila che ci siamo portati dietro. Alla vista, i dischi dovrebbero presentare un colore uniforme e apparire “puliti”. Al tatto la superficie deve essere per lo più piatta e omogenea. Pastiglie finite, invece, autorizzano a chiedere un ulteriore ribasso del prezzo (tenuto conto che andranno sostituite al più presto).

Ricapitolando. Carene, telaio, motore, sospensioni, freni e… la trasmissione finale. Se lubrificata e pulita periodicamente non dovrebbe assolutamente “nidificare” la tanto odiata ruggine. La presenza di quest’ultima si tradurrebbe in scarsa manutenzione da parte del proprietario e tutto ciò potrebbe influenzarci e farci credere che non l’abbia fatto anche per il resto delle componenti. Come darvi torto? Analizzate, inoltre, lo stato di corona e, se visibile, del pignone. Se i denti hanno una punta eccessivamente arrotondata significa che sono alla frutta e ci toccherà sostituirli (ulteriore spesa da sostenere).

Ed ora? Beh ultimo e non meno importante, gli PNEUMATICI. Da quest’ultimi possiamo dedurre tante informazioni ed estrapolare dati circa l’estrazione del motociclista. No, non siamo certo i parenti più stretti di Sherlock Holmes, ma se uno pneumatico risulta eccessivamente usurato ai lati potremmo facilmente ipotizzare che la moto sia stata impiegata principalmente in pista – generalmente si forma del brecciolino anche se il Riders non è uno scafato pilota del CIV. Quindi, in presenza di quest’ultimo, possiamo tranquillamente diffidare da coloro che ci assicurano che il mezzo non ha mai visto i cordoli di un circuito. Al contrario, se le spalle sono intatte e notiamo che l’usura intacca solo la superficie centrale, possiamo dormire sogni più tranquilli: difficilmente saremo di fronte ad una moto particolarmente sfruttata. Prendiamo questi parametri sempre con le dovute cautele, sono solo supposizioni che si traggono da quello che si può vedere. Anche per quel che concerne gli pneumatici, qual ora “finiti”, vecchi e da sostituire autorizzeranno a contrattare ulteriormente sul prezzo finale.

Acquistando una moto usata dobbiamo inoltre tener presente che riceveremo un trattamento differente a seconda che ci si rivolga ad un concessionario o ad un privato. Il primo deve fornire, per legge, una GARANZIA minima di un anno. All’inverso, se acquistiamo la moto da un privato, non godremo di alcuna garanzia a meno che la moto non sia stata regolarmente tagliandata e non rientri ancora nel periodo di garanzia previsto dalla Casa Costruttrice.

Non vi sarete mica addormentati? Be’ speriamo che questa piccola guida sia utile a tutti. Non si tratta di regole assolute, ma di semplici indicazioni di buon senso per affrontare con la massima serenità l’incontro con una creatura “già ammaestrata” da qualcun altro.


3 Comments

  1. Nelik

    2011/03/08 at 8:53 AM

    Ciao,

    Bella guida 🙂 io aggiungerei un altro grande classico ossia il controllo delle battute d’arresto dello sterzo che si trovano sul telaio. Sono due linguette di metallo che bloccano fisicamente lo sterzo per evitare che quando si gira al massimo (la classica manovra da fermo o inversione) tocchi il serbatoio. In caso di caduta molto spesso una o entrambe le battute saltano …

    Insomma é solo un altro segnale che c’è qualcosa che non va 😉

    Ciaociao e lampeggi,

    Nelik

  2. Pingback: Ho la spia delle pastiglie dei freni della mia MINI BMW sempre acesa… COME SPEGNERLA??? | Ricambi Auto BMW

  3. Monica

    2016/04/26 at 5:59 PM

    È uno dei migliori articoli sull’argomento che abbia letto fin’ora! Un mio amico centauro mi ha dato tanti consigli per non prendere una fregatura quando alla fine mi deciderò a prendere anch’io una moto , ma devo dirgli di passare anche lui di qua e dare una lettura. Grazie mille!

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