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Itinerario moto: enduro-turismo sulla vecchia ferrovia Capranica Civitavecchia (video)

Una piccola avventura a due passi da casa, ideale per divertirsi con agili moto da enduro, o con le più ingombranti “Maxi”, a patto di fare attenzione nei passaggi più stretti. Noi abbiamo optato per una Honda CRF250L, perfetta per questo genere di percorsi.

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Immaginate il tracciato di una vecchia ferrovia mai andata in funzione. Immaginate che questo tracciato, per lo più in terra battuta, sia ancora in gran parte percorribile. Adesso smettete di immaginare e seguiteci in questo affascinante itinerario tra vecchie stazioni abbandonate, lunghi tunnel da percorrere al buio, e paesaggi mozzafiato, con ponti sospesi nel vuoto e vedute bucoliche a perdita d’occhio. Pronti a partire? Infilate il casco, dentro la prima, e via…

Anzi no, prima una piccola premessa. Visti alcuni passaggi particolarmente stretti e impervi, vietato avere borse laterali al seguito, ed è bene affrontare il percorso in due, sulla stessa moto, solo se si possiede già un pizzico di esperienza con il fuoristrada. E adesso, andiamo…

L’avventura inizia dalla stazione ferroviaria di Capranica (provincia di Viterbo) che si raggiunge dalla via Cassia, seguendo le indicazioni, ben segnalate, all’altezza di Sutri. Arrivati al parcheggio della stazione, si prosegue sulla destra, dopodiché, percorso qualche centinaio di metri, si svolta ancora a destra verso  il passaggio a livello che si vede dalla strada, lo si oltrepassa, e si imbocca lo sterrato il cui accesso appare semiostruito da sue grandi massi, come mostra la foto in basso.

A questo punto, siete sul tracciato della vecchia ferrovia… che il divertimento abbia inizio!

Dopo un primo tratto un po’ impervio, il percorso si apre, dritto come un fuso, su uno sterrato facile e veloce che vi condurrà, d’un soffio, alla stazione di Barbarano, solo la prima delle vecchie stazioni abbandonate e ricche di fascino che si incontrano lungo il percorso: autentiche suggestioni di archeologia post-moderna.

A rendere ancora più affascinante l’itinerario, l’attraversamento di numerosi Tunnel, totalmente al buio, in cui vi sentirete come in un film di Indiana Jones. Oltre alle normali raccomandazioni di procedere adagio, fate attenzione alle canaline per lo scolo delle acque scoperte in alcuni punti. Il rischio di piantarci dentro la ruota anteriore non è poi così remoto, quindi, massima prudenza, ed evitate di guidare al centro.

Tra un Tunnel e l’altro, vedute mozzafiato, passaggi stretti, veloci, e di grande divertimento, di tanto in tanto – lungo il percorso – troverete degli ostacoli da superare. Spesso si tratta di muri che ostruiscono il passaggio, oppure cancelli, ma il più delle volte sono tutti facilmente aggirabili e oltrepassabili attraverso piccoli passaggi laterali adiacenti. Vedrete che, anche trovare il modo di passare, in certi casi, sarà un divertimento nel divertimento. Ricordate che la regola maestra è sempre quella di tenere d’occhio il tracciato della ferrovia (sempre ben visibile). Solo in un caso si rischia sul serio di perdere il filo dell’itinerario. Ed eccoci in vostro aiuto. Ad un tratto vi ritroverete a non poter procedere, con il percorso sbarrato da un muro alto 50 cm, proprio mentre si infila in un canyon con un ponte in lontananza che lo sovrasta (potete vederlo, sullo sfondo, nella sequenza 1 dell’immagine qui in basso). A questo punto non dovrete far altro che svoltare a destra (sequenza 1), proseguire dritti fino al ponte, attraversarlo, svoltare ancora a destra, andare avanti di qualche metro, e poi prendere il sentiero più stretto sulla destra (sequenza 2) che si ricongiunge al tracciato della ferrovia dopo un passaggio piuttosto angusto (sequenza 3).

Ciò fatto, tra mucche al pascolo, i monti della Tolfa all’orizzonte e diverse decine di chilometri sotto le ruote, si arriva alla stazione di Monteromano, nei cui pressi si trova il suggestivo ponte di ferro sul fiume Mignone (foto nella Gallery in basso), il cui attraversamento è ostruito da un muretto che non consente di proseguire oltre. Un modo per farlo ci sarebbe, guadando il fume un po’ più a valle per poi ritrovare il tracciato della ferrovia più avanti. Ma le cose in questo caso si complicano, il percorso si fa più difficile, e preferiamo terminare qui la nostra descrizione dell’itinerario, lasciando a chi vorrà provarlo la scelta se proseguire o meno. Noi la nostra l’abbiamo fatta!

Se non ve la sentiste di proseguire oltre (non avventuratevi se non conoscete bene la zona, se non avete gli opportuni riferimenti, o un GPS specifico o una carta dettagliata) nei pressi della stazione di Monteromano, un veloce sterrato vi condurrà sulla strada provinciale 42, dalla quale potrete raggiungere velocemente la Via Cassia. Altrimenti, dietro front, e godetevi ancora una volta tutto il divertimento dell’andata. E credeteci, c’è da divertirsi sul serio!
A seguire, il video realizzato durante il percorso, la bella Gallery-fotografica, e alcune considerazioni sulla Honda CRF250L che ci ha accompagnati in questa avventura. Buona prosecuzione!

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La Moto dell’Itinerario: Honda CRF250L

Avventura alla portata di tutti. Honda CRF250L è un’enduro “facile” e sbarazzina perfetta  per praticare Turismo “off-Road” nel week-end grazie alla capacità di cavarsela su ogni percorso. Efficace in fuoristrada, pur non richiedendo doti da “provetti del tassello”, offre prestazioni adeguate, oltre a vantare un buon equilibrio anche nella guida su asfaltoTra le doti migliori del CRF250L, leggerezza, praticità, consumi bassissimi e la sensazione di poterci andare ovunque… la tentazione di iniziare a giocare col fango è davvero forte.

Nelle concessionarie Honda al prezzo di 4.500 Euro. QUI la Prova dettagliata.

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Abbigliamento tecnico utilizzato

  • GIUBBOTTO: Ixon Oxigen (perfetto per l’utilizzo estivo, grazie all’efficace impianto di aerazione, si trasforma in un perfetto 4 stagioni una volta inserita l’imbottitura. Un capo polivalente, buono per ogni uso, che combina elevata vestibilità a buone doti di protettività)
  • GUANTI: Ixon RS Ride HP (dal taglio corto, e dotati di un’efficace aerazione, sono l’ideale per proteggere le mani nell’uso “touring” soprattutto durante la bella stagione)
  • CASCO: Scorpion-Exo VX-15 (specifico per l’enduro/cross è un “entry level” che offre soluzioni tecniche di rilievo, come l’Airfit di seconda generazione, per una calzata perfetta, abbinate ad un prezzo molto aggressivo. Confortevole nell’utilizzo è dotato di grafiche ben realizzate, aggressive ma allo stesso tempo equilibrate)
  • STIVALIStylMartin Street Carbon (in pelle pieno fiore idrorepellente, questi stivali touring, dal taglio sportivo, si rivolgono al motociclista che non rinuncia ad uno stile sprint anche nelle “scorribande” su strada. Massimo comfort e sicurezza grazie all’elevata cura costruttiva e alle protezioni che “tutelano” con efficacia le zone più esposte del piede in caso di caduta)
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14 Comments

  1. Maurizio D

    2012/12/06 at 10:16 AM

    bellissimo, fatto anni fa in MTB… ho sempre pensato di tornarci in moto. Si può affrontare con una Triumph Tiger 800?

  2. Mr D

    2012/12/06 at 10:31 AM

    Ciao Maurizio,
    se hai la versione XC, è perfetta per questo itinerario. Se invece possiedi la “Standard”, accertati solo di non utilizzare gomme troppo stradali e buon divertimento 😉
    (mi raccomando, lascia a casa eventuali borse laterali che alcuni passaggi sono un p’ stretti)

    D

  3. Maurizio

    2012/12/06 at 12:00 PM

    non ho la XC, al prossimo cambio pneumatici però ne metto di adatti asfalto-terra e vado……non vedo l’ora, mi è venuta una gran voglia 😀

  4. Alex

    2012/12/06 at 2:10 PM

    Bello, fatto solo un tratto perchè avendo indicazioni poco dettagliate ad un punto mi sono perso la strada da percorrere e quindi ritornato tramite strada asfaltata!fatta in estate con una Multistrada!in estate penso fattibilissima anche con moto stradali ma non estreme direi CBR o simili di non provarci, in inverno penso solo Tassellate!
    Bel Report complimenti!

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  8. Mep

    2014/10/31 at 1:40 PM

    Bellissimo!

    Peccato sia distante da me…Qualche altro itinerario in offroad facile a Milano e dintorni? Qua ci sono campagne e campagne da esplorare 😉

  9. Diego D'Andrea

    2014/10/31 at 2:04 PM

    Ciao Mep,
    itinerari che prevedano off-road facili per enduro, maxi-enduro e crossOver sono già in pianificazione. Non so se arriveremo subito anche il Lombardia ma, abbiamo tutte le intenzioni di farlo 😉

  10. Mep

    2014/10/31 at 3:15 PM

    Perfetto! Attendo impazientemente 😀 😀

  11. valerio dolciotti

    2014/11/11 at 7:29 PM

    Ciao..una domanda.
    Io pratico enduro specialistico(wrf 250) , ma vorrei portare un mio amico qui con una Caponord, visto che con la sua non possiamo andare nello specialistico.
    Ho visto su altri siti che cè un punto alla fine di una galleria chiusa da un muro alto due mt.
    La domanda è: Ma questo muro esiste ,? se si, si passa? e nel caso dove si passa ? perchè non se ne parla su questa pagina.
    Grazie

  12. Diego D'Andrea

    2014/11/11 at 8:01 PM

    Ciao Valerio, è circa un anno che non pratico questo percorso. Salvo non sia una cosa recente, non ricordo muri di 2 metri che che chiudono gallerie.
    Comunque, probabilmente farò un salto a fine mese… se puoi aspettare cerco di aggiornare il pezzo con eventuali novità, come quella che riferisci.

    In ogni caso, ti do un consiglio. Se decidette di avventurarvi, considera che molti ostacoli sono superabili semplicemente uscendo dal percorso e rientrando poco più avanti sul tracciato della ferrovia, dopo aver aggirato l’ostacolo sfruttando strade adiacenti (sterrate e non).

    Il vero stop lo si trova all’altezza del ponte di ferro… lì, per procedere, è necessario il guado poco più a valle, per poi riprendere la traccia della vecchia ferrovia in seguito. Ma con una Caponord eviterei.

    In ogni caso, già arrivare fino al ponte di ferro, come descritto nell’itinerario, vale la pena ed è molto divertente 😉

  13. valerio dolciotti

    2014/11/13 at 4:50 PM

    bèèè.. allora ti lascio la mia mail così magari a fine mese se sono libero vengo anche io ……intanto sabato mi butto per qualche mulattiera sotto la pioggia…speriamo non esageri….ciao. valeriodolciotti@gmail.com

  14. Tony Renda

    2018/12/12 at 10:46 PM

    Si può fare questo percorso con una BMW 1200 GS?

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