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CIV 2013: cambiare per ripartire!

Crisi per squadre e piloti, numero di iscritti in calo, dal 2013 il CIV rivede la sua formula. Parola d’ordine: tagliare i costi!

Con la tappa di Vallelunga, il Campionato Italiano Velocità consegna agli annali un 2012 molto difficile. Un’annata che, sotto molto aspetti, condizionerà in modo decisivo la prossima stagione di gare.

Andando in giro per il paddock, durante l’ultima tappa di Vallelunga, ci si rende conto immediatamente delle difficoltà sempre maggiori che, un pilota o una squadra, sono costretti ad affrontare per garantirsi un futuro nel mondo delle corse.

“Una situazione insostenibile” ed ancora “ci vogliono troppi soldi, non riusciamo a coprire i budget con gli sponsor“, “le aziende sono in crisi, e non ci supportano più come una volta“, queste le parole che ascoltiamo ogni qualvolta che ci fermiamo a fare 2 chiacchiere con gli addetti ai lavori.

Un problema serio, che coinvolge squadre, piloti, ma anche promoter importanti come Yamaha:per il 2013 non faremo più la R6 Cup, l’attuale situazione non ci consente di continuare con questa formula, forse ritorneremo nel 2014“, ci dicono dalla Casa dei Tre Diapason, e non possiamo certo biasimarli. Fino ad un paio di stagioni fa, era uno dei trofei monomarca più importanti in Italia, che raccoglieva oltre 70 iscritti; nel giro di due stagioni il numero di partecipanti è dimezzato e “finché i numeri del mercato saranno questi, e visto il calo di iscrizioni, siamo purtroppo costretti a tagliare l’organizzazione di un campionato che ha un certo costo in termini di risorse economiche“, le laconiche parole dei responsabili del trofeo.

Qualche passo per la riduzione dei costi però è stato fatto. In primis dai piloti: con una riunione ad Imola  tra i rappresentanti degli stessi ed i responsabili del campionato, si è deciso di dare una prima svolta al campionato. Dal prossimo anno, via le prove del giovedì (che per un team di medio livello vogliono dire un risparmio di 25.000 euro annui) e gare accorpate: 5 appuntamenti con doppia gara, una il sabato ed un’altra di domenica. Scompare la categoria Superbike, dal 2013 solo la Stock 1000. Altro passo importante è la riduzione delle quote di iscrizione. Certo, una riduzione di 200 euro a gara non risolve di molto il problema, ma è già qualcosa.

La FMI, dal canto suo, sembra avere le mani legate: “Abbiamo avuto aiuti dal Coni, ma in piccola parte, oggi le cose sono cambiate. Come FMI ci autofinanziamo in larga parte, in altri paesi, come la Spagna, le federazioni godono di maggiore supporto“. Così rispondeva Paolo Sesti, presidente della Federazione Motociclistica Italiana, alla domanda a proposito della differenza tra il campionato italiano e quello spagnolo in termini di supporto economico.

Certo, una realtà che appare sconfortante per molti versi. L’intero movimento motociclistico italiano sta attraversando una profonda crisi, e da qui a breve non si scorgono segnali incoraggianti. Ma noi vogliamo comunque essere ottimisti. Si, abbiamo letto scontentezza e rammarico sui volti dei piloti per la situazione ma, allo stesso tempo, li abbiamo visti scendere in pista, abbassare la visiera e darci dentro come dei guerrieri:

[quote]”Partire allo scattare del semaforo, lasciandosi dietro avversari e problemi“[/quote]

È questo il punto fermo da cui bisogna rimettersi in moto e rimboccarsi le maniche.


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